Cuba in automobile, esperienza formativa

Cuba 24 novembre 2007 – 02 dicembre 2007 A quasi due mesi dal ritorno da Cuba, ci sembra doveroso, visto il contributo dato da turistipercaso alla pianificazione del nostro viaggio, raccontarvi la nostra esperienza, iniziata il 24/11/07 e terminata il ...

  • di Siculo_alessio
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Cuba 24 novembre 2007 – 02 dicembre 2007 A quasi due mesi dal ritorno da Cuba, ci sembra doveroso, visto il contributo dato da turistipercaso alla pianificazione del nostro viaggio, raccontarvi la nostra esperienza, iniziata il 24/11/07 e terminata il 2 dicembre. Eccovi il racconto, scritto a 4 mani, preceduto da un brevissimo prologo.

Sebbene io preferisca organizzare i miei viaggi in maniera del tutto autonoma, prenotando ed acquistando tutto il necessario via internet, per visitare un paese dell’America Latina credo sia opportuno avere un punto di riferimento sul posto, visto che si tratta di un continente che può riservare qualche spiacevole sorpresa sul piano della sicurezza, oltre a essere dall’altro lato del globo. E, considerando che né io né la mia dolce metà nonché compagna di viaggio, Lauretta, conosciamo nessuno nell’isola “linda”, abbiamo deciso di affidarci ad un tour operator. In verità, il viaggio, quindi itinerario, mete, tempi e condizioni, è stato da noi pianificato nei dettagli. Di conseguenza, il tour operator si sarebbe dovuto occupare semplicemente di effettuare le prenotazioni e affiancarci un’assistente locale. Dopo alcuni preventivi, abbiamo optato per la New Taurus, scelta che si sarebbe rivelata azzeccata.

Partenza: sabato Sabato 24 novembre, alle 13.15, ci presentiamo all’aeroporto Malpensa. Ritirati i voucher ed effettuato uno snervante check-in, ci dirigiamo all’imbarco. Il volo, effettuato dalla Livinston, decollato con un’ora di ritardo, è stato decisamente piacevole. La cena, servita alle 18, per essere su un aeromobile, è stata soddisfacente. Alle 22 è stato servito un panino con salumi vari accompagnato da una bevanda. In ogni caso, gli assistenti di volo passavano in continuazione, anche per offrirci semplicemente da bere. Dopo 12 ore di volo, due film, diverse passeggiate nei corridoi dell’aereo e uno scalo tecnico nella parte orientale dell’isola, siamo finalmente atterrati all’Havana. All’interno dell’aerostazione, ad attenderci, troviamo un’hostess con un cartello che riporta il mio nome storpiato e, rigorosamente in spagnolo, ci dice di seguirla in sala vip. Passata la dogana, molto straniti e diffidenti, sia per le truffe e i raggiri di cui avevamo letto nelle testimonianze su questo sito, sia perché tutti gli altri passeggeri del nostro aereo si dirigono ai nastri per ritirare i bagagli, seguiamo la donna all’interno di una sala arredata da grossi divani in pelle nera, qualche pianta ed un bancone da bar. L’hostess ci dice (e non vi dico la fatica per capirlo) che i bagagli ci verranno consegnati in quella sala (solo a noi!!) e che, per questo servizio, è necessario il nostro ticket, rilasciato al check-in, nonché il nostro passaporto. Bene, increduli per la nostra ingenuità, dopo appena dieci minuti dall’atterraggio, ci ritroviamo senza bagagli e, soprattutto, senza passaporto, pronti a chiamare l’ambasciata per farci rimpatriare quanto prima. Ci viene offerto da bere. Noi, ovviamente, chiediamo acqua. Fortunatamente, dopo una ventina di interminabili minuti, si presentano, nell’ordine, un facchino con i passaporti e i nostri bagagli (due grossi borsoni, per agevolare un viaggio “dinamico”) e la nostra assistente cubana, Lupe. Questa ci chiede se abbiamo gradito l’accoglienza che ci ha riservato. Io cerco di non saltarle alla gola per lo spavento che ci aveva fatto prendere. In fondo, comunque, aveva organizzato il tutto per accoglierci nel migliore dei modi.

Ci spiega che l’hotel da noi prenotato nella città di Trinidad ci è stato cambiato (comunque conoscevamo anche l’hotel sostitutivo) e, per farsi perdonare lo scarso preavviso, ci verrà offerta una cena all’hotel National della capitale, seguita da uno spettacolo di varietà. Dopo averci accompagnati al cambio (meglio all’aeroporto perché negli alberghi si paga la commissione), prendiamo il nostro transfer verso l’hotel “Armadores de Santander”. L’albergo si trova a due passi dal centro storico e si affaccia sul porto della città. Siamo decisamente stanchi e andiamo subito a letto. Domenica: L’Havana Alle 6 del mattino vengo svegliato dal simpatico jet leg ed io, simpaticamente, sveglio Laura. Con la luce del giorno ho modo di ammirare le acque del porto dell’Havana che, come nel resto del mondo, non sono proprio cristalline. La nostra camera pecca in pulizia ma, come capiremo più tardi, i cubani hanno un concetto di igiene diverso dal nostro. Alle 8 in punto, ci presentiamo al ristorante per consumare la colazione prevista dalla formula B&B da noi scelta. La colazione è abbondante, ma la qualità non è eccelsa. Inoltre, i camerieri, parlano esclusivamente lo spagnolo, ma con gesti ed un italiano spagnoleggiante ci facciamo capire. Alle 10, puntuale come una svizzera, giunge Lupe nella hall dell’albergo. Ci fornisce il voucher del nuovo albergo di Trinidad, che avremmo raggiunto il martedì. Nel frattempo, ci raggiunge un incaricato della Cubacar con la nostra auto a nolo. Paghiamo 200 cuc (pesos convertibili, utilizzati dai turisti, equivalenti a 28 pesos cubani) di cauzione, che ci verranno restituiti alla consegna dell’automobile, e diamo 70 cuc a Lupe per l’assicurazione (10 cuc/gorno). Inoltre, ci viene assicurato che, sebbene la macchina sarà consegnata all’aeroporto, non pagheremo un solo pesos (a Cuba, differentemente che in Italia, se l’automobile viene consegnata in un luogo diverso da quello in cui viene noleggiata, c’è un contributo da pagare)

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