Havana, Trinitad e Val di Vinales fai da te

3 novembre Oggi, giorno della nostra tanto attesa partenza per L'Avana, ci svegliamo sotto il cielo di Madrid battuta da una pioggia torrenziale. Cosa fare con un tempo simile, se non recarsi all'aeroporto almeno un'ora prima del previsto? Ogni altro ...

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    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

3 novembre Oggi, giorno della nostra tanto attesa partenza per L'Avana, ci svegliamo sotto il cielo di Madrid battuta da una pioggia torrenziale. Cosa fare con un tempo simile, se non recarsi all'aeroporto almeno un'ora prima del previsto? Ogni altro piano della giornata, molto più allettante, è spazzato via da un tempo talmente infame che ci fa solo desiderare di essere al più presto sotto il cielo caraibico. Anche per quello, sospetto, il volo è sembrato interminabile.

Orario di decollo previsto da Barajas: 15.05. Alle 12 siamo già al banco del check in della Air Europa, affollato che sembra ferragosto. Lo avevamo già capito da soli, prima di averne la conferma, che l'aereo partirà senza nemmeno un posto libero.

A fatica arriva il nostro turno: biglietti in regola, passaporti pure, ma a sorpresa senza il Visto turistico non si parte. All'hostess peraltro gentilissima spieghiamo che il consolato cubano In Italia mi aveva assicurato che potevamo farlo all'aeroporto di Josè Martì una volta arrivati, stessa risposta avevo avuto dall'Avana. L'hostess è inflessibile: le disposizioni di Air Europa parlano chiaro, niente visto niente volo. Poco male, il tempo non ci manca e tutti i tour operator dell'aeroporto vendono il visto allo stesso prezzo del consolato, 15 euro a persona. Rimaniamo però con il dubbio di sapere se da Milano invece un'altra compagnia ci avrebbe fatto salire lo stesso Rifacciamo al coda al check in e alla fine, nonostante il largo anticipo, abbiamo giusto 10 minuti per un panino veloce prima dell'imbarco per un volo che parte spaccando il secondo.

Le ore di viaggio previste sono nove e la vicina di posto simpatica con cui chiacchierare lo rende piacevole ma non più corto. Air Europa si distingue per il cibo molto buono ma per il servizio molto cattivo: cuffiette a pagamento, personale di volo assente. Dove sono stati imboscati per le nove ore di volo per noi è rimasto un mistero, le chiamate dei passeggeri rimanevano disattese nella metà buona dei casi! Arriviamo all'aeroporto alle 18 del pomeriggio, almeno secondo l'ora locale.

Il nostro più grande desiderio è posare il bagaglio nella nostra stanza ma ci scontriamo con la burocrazia pedante dell'ufficio immigrazione cubano. Almeno cinque minuti buoni per passeggero per controllare non si sa bene cosa, alla fine ci mettiamo più di un'ora prima di poter anche solo pensare di raggiungere i nostri bagagli. Per un attimo quando vediamo dei camici bianchi temiamo ci tocchi anche la visita medica ma siamo arrivati a Cuba o a Ellis Island?? Per fortuna dopo averci chiesto da che paese veniamo ci lasciano passare senza neppure sentirci il polso.

Superati i medici, recuperiamo finalmente i nostri bagagli dal mucchietto dove erano stati gettati. Dopo un veloce prelievo di pesos convertibili alla cassa automatica (la coda pure al cambio non possiamo reggerla oggi!) siamo in un taxi a tempo di record (almeno quello), diretti in Via Consulado in Centro Habana dove ci aspetta la nostra prima casa particolar. Quando il tassista ci deposita davanti alla porta della casa sono passate le otto, Via Consulado è in tripudio di suoni che ci investono appena apriamo le portiere.

I bambini giocano per strada e gli adulti chiacchierano sulle porte e dai balconi delle loro case, mentre l'aria è piena della musica che esceda tutti gli edifici. La porta di Miriam, come quella di molte altre nella via, è spalancata, scopriremo ben presto che qui è un'abitudine.

Entriamo chiamandola per nome, visto che non troviamo campanello, e lei ci si fa incontro. Ci mostra subito la nostra camera, davvero superiore a ogni aspettativa: talmente grande da poter ospitare quattro persone, ha anche il frigo e l'aria condizionata, oltre al bagno privato. Lasciamo i bagagli in mezzo alla stanza, siamo troppo stanchi anche solo per guardarli, preferiamo dedicare le ultime forze a un giro a piedi dell'isolato mentre Miriam segna i nostri passaporti sul suo registro, pratica che nessuna casa particolar scorda di fare. La nostra Via è al confine tra il Centro Habana e Habana Veja, e al confine staziona un poliziotto. Un po' ci sorprende, ma poi ci abitueremo anche a questo

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