Cuba: un paese diverso da come ce lo immaginiamo

Fare un viaggio a Cuba è un'esperienza fantastica sotto tanti punti di vista ma soprattutto ci sono molti modi per visitare Cuba: con il classico viaggio organizzato, in un super albergo / resort all inclusive in una meravigliosa spiaggia, oppure ...

  • di chiaragigi
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
 

Fare un viaggio a Cuba è un'esperienza fantastica sotto tanti punti di vista ma soprattutto ci sono molti modi per visitare Cuba: con il classico viaggio organizzato, in un super albergo / resort all inclusive in una meravigliosa spiaggia, oppure in macchina o infine con i mezzi pubblici queste ultime due opzioni per conto proprio. Poi il dormire: oltre al super albergone lussuosissimo si può andare in qualche albergo medio / piccolo ma soprattutto si può dormire in una casa particular. Noi abbiamo deciso di fare macchina + casa particular, eccetto due notti in un super resort. La nostra scelta è dettata dalla voglia di essere più indipendenti e inevitabilmente molto più a contatto con la gente. Cuba è un paese che indipendentemente da come la si veda dal punto di vista politico lascia comunque un piacevole sapore: vuoi per le spiagge meravigliose, vuoi per il mojito, vuoi per le macchine d’epoca e i palazzi vecchi e vuoi anche per quella strana sensazione di essere in un paese in cui la pubblicità non esiste, in cui il McDonald non esiste, in cui l’embargo si fa sentire in maniera evidente ma anche la sensazione che i cubani siano estremamente dignitosi e orgogliosamente capaci di arrangiarsi un po’ in tutto. E’ un po’ anacronistico passare per strada e vedere i cartelloni della propaganda inneggiare all’orgoglio di essere rivoluzionari o di evidenziare come l’amministrazione statunitense osteggi in ogni modo questo paese che sembra essere l’essenza del male, però ci ha fatto riflettere non poco averne letto uno che diceva: “8 milioni di bambini nel mondo lavorano in condizione di schiavitù: nessuno è cubano” con l’immagine di un fiore che sembra piangere.

Ora il viaggio: 05/08 Partenza da Venezia, scalo ad Amsterdam e arrivo all’aeroporto dell’Avana alle 5 del pomeriggio, ora locale. L’impatto non è male un po’ calduccio ma eravamo preparati. Cambiato un tot di soldi, il cambio è fisso non ci sono differenze, quindi tanto vale cambiare subito in aeroporto e poi via verso il Vedado dove avevamoprenotato una casa particular. 25 CUC per arrivarci, provato a contrattare ma non c’è stato nulla da fare, la stanchezza era troppa.

Il quartiere in realtà è bello, con tutti i vecchi palazzi le strade grandi e alberate, ma la cosa che subito appare sono le macchine vecchie degli anni ’50: meravigliose, quasi sempre tirate a lucido (anche se spesso con ammaccature varie). La nostra casa particular da fuori è decisamente bruttina, però in realtà la camera è molto pulita, nel bagno c’è l’acqua calda, siamo vicinissimi alla Rampa (zona centrale del Vedado) e il padrone di casa ‘Pepe’ è molto cordiale e gentilissimo.

Doccia e fuori a fare due passi, anche per mangiare qualcosa (il pranzo in aereo è stato il peggiore della storia dell’aviazione mondiale). Arriviamo sul Malecon e c’è palesemente una grande festa: pollo fritto e birra. Ci dobbiamo ancora trovare con la moneta i prezzi sono apparentemente elevatissimi (in realtà erano in Peso Nacional e non in CUC: quindi pollo + birra = 1.30 € ma lo abbiamo scoperto solo il giorno dopo). Cenetta in un ristorante: mangiato bene ma speso un sacco. A nanna, cotti.

06/08 Oggi Habana Vieja. Affascinante, con le strade ripulite e le case messe a posto e ridipinte con colori a pastello appare decisamente piacevole. La plaza de la Catedral e de las Armas sono belle come pure il Convento di San Francisco e la Plaza Vieja ma in realtà la cosa più piacevole è passeggiare per le viuzze con il naso all’insù a guardare questi colori e questi palazzi con i loro porticati stile coloniale. All’Avana oltre al Capitolio (che oggi vediamo da fuori) non ci sono particolari luoghi da visitare (domani ne riparliamo al museo de la Revolucion) il bello è proprio passeggiare circondati da palazzi vecchi ma ammodernati e macchine degli anni ’50 che sembrano nell’insieme una sorta di museo storico all’aperto. Oddio, non è tutto meraviglioso: la zona a sud dell’Havana Vieja è veramente fatiscente e dove i palazzi non sono ancora stati messi in ordine con i soldi dell’Unesco la situazione è decisamente pessima. Bellissimo è invece camminare per Calle Obispo dove ci sono una serie di negozietti (che non vendono nulla di interessante) ma dove soprattutto ci sono un tot di posticini dove fanno musica dal vivo e dove iniziamo ad assaggiare la bevanda del posto: il mojito! E’ un po’ caldino per bere un rum di 40° prima di pranzo, però con un po’ di ghiaccio, menta e succo di lime va giù che è un piacere. Visitiamo anche il museo del Ron che ci piace di più di quello che ci aspettavamo ma soprattutto dove prima di uscire ci offrono un altro Rum, poi fuori a 35 gradi con 90% di umidità. Molto bene!!!! Prima di stramazzare ci dirigiamo verso la Plaza Vieja in cerca di un posticino dove mangiare qualcosa e veniamo abbordati dall’ennesimo tizio che stavolta riesce ad agganciarci e a portarci a mangiare dove sa lui che si mangia bene e si paga poco. Eravamo preparatissimi a tale evenienza ma non eravamo preparati ad affrontarlo praticamente ubriachi: 40 US$ per due pina colada e due polli ai ferri. Impareremo

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