Cuba: così è se vi piace, ma vi piacerà

Premetto che non siamo amanti dei viaggi organizzati con accompagnatore perché i nostri ritmi e le nostre curiosità mal si sposano con quelle imposte dai Tour Operator. Nel resoconto che seguirà abbiamo voluto accennare brevemente ai luoghi ed i siti ...

  • di lguar
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: 3500
 

Premetto che non siamo amanti dei viaggi organizzati con accompagnatore perché i nostri ritmi e le nostre curiosità mal si sposano con quelle imposte dai Tour Operator. Nel resoconto che seguirà abbiamo voluto accennare brevemente ai luoghi ed i siti visitati, ci sono tante guide che li descrivono sicuramente meglio di noi, dedicando più spazio ad alcune situazioni, a volte curiose ma non sempre simpatiche, che ci sono capitate. Abbiamo acquistato un pacchetto offerto da “Mappamondo Tour” così congegnato: volo Bologna – Fiumicino – Avana con 3 notti (BB) ad Avana, 4 notti (BB) a Varadero e una settimana in libertà. La scelta si è rivelata azzeccata (abitiamo a pochi km da Bologna) infatti la prima settimana è servita di acclimatazione, sia con il clima sia con gli “usi e costumi” locali.

27 luglio Partenza da Bologna verso le 10 (volo Blu Panorama) e dopo 12 ore di volo siamo sbarcati a Avana. L’assistente di viaggio a terra ci ha dato qualche ragguaglio e chiamato il taxi che ci ha accompagnato aI hotel “Raquel” in piena Habana Veja. L’hotel è ottimo sotto tutti i punti di visto: splendida struttura in stile liberty, ottima posizione a meno di un minuto di passeggiata dalla Plaza Veja e circa un quarto d’ora dal Capitolio e dalla Cattedrale. Poggiamo i bagagli in camera e subito fuori per la cena, visto lo scarso lunch sul volo, e una sgranchita alle gambe che sono state piuttosto provate dalla lunga traversata.

28 luglio Ci svegliamo presto dopo un riposo “spezzettato” vuoi per il jet lag vuoi per un allarme che ha suonato per circa un’ora. La sala per la colazione è a piano terra con ampie finestre aperte protette da bellissime inferriate ed è arredata elegantemente (una volta tanto le immagini sul catalogo non tradiscono le aspettative). Terminata l’ottima colazione ci indirizziamo verso la fabbrica di sigari Partagas adiacente al Capitolio. Primo contatto vero con il clima tropicale, l’afa è pressante, il problema non sono certamente i 32-33°C ma l’umidità dell’aria che fanno percepire un temperatura molto più alta inoltre gli scarichi delle “vecchie carrette” completano il tutto. Partiamo bene, la fabbrica è chiusa e riaprirà a metà agosto, chiediamo all’usciere dove si trova la fabbrica Corona, ci risponde che è chiusa anch’essa (col senno di poi, visto che i cubani raccontano spesso sempre mezze verità avremmo potuto verificare, pazienza). Usciamo e ci incamminiamo verso il Barrio Chino che è a pochi passi e subito una coppia ci saluta e attaccano bottone: chiede da dove veniamo, lui dice di lavorare in una fabbrica di sigari mentre lei è insegnate di salsa (pensiamo: ma a chi insegnerà visto che qui ballano salsa anche i sassi?). Si offrono di accompagnarci per le vie della “vera” Avana, fuori dai percorsi turistici. Per prima cosa ci fanno vedere un negozio di alimentari statale, forse per intenerirci, dove gli scaffali superano il numero dei prodotti che contengono poi la chiesa della Madonna del Cobre, in fine ci chiedono se ci va di andare alla festa della salsa. Passi pure che i cubani siano gente allegra e che amino il ballo ma ci pare strano una festa alle 11 del mattino del sabato (a meno che la festa siamo noi!). Ci indicano un locale con le insegne in cinese, ci invitano ad entrare dicendo che lì si serve il miglior mojito di tutta Avana e all’interno sono state girate delle scene del film Buena Vista Social Club. Entriamo, il locale è microscopico e siamo gli unici clienti, la banda per la festa (3 suonatori di numero) sta accordando gli strumenti e ci sentiamo sempre più i “suonati”. Primo giro di bevuta e i due iniziano col loro copione: hanno un figlia di 7 anni, il lavoro per lei adesso scarseggia, fanno fatica tirare avanti e gli alimentari scarseggiano. Lei ci regala la solita moneta con l’effige del Che. Con non curanza accennano che non vogliono venderci dei sigari, ma se noi acquistiamo tramite loro una scatola riceveranno come intermediazione un coupon che consentirà loro di avere molte provviste extra. Decliniamo la proposta ma ci rendiamo disponibili contribuire alla spesa della giornata. I musicisti suonano e passano a batter cassa. Secondo giro di mojito e la tipa esordisce dicendo che il mercato dove va a far spesa è molto distante e forse è chiuso, per evitarci fatica e disturbo ci propone di darle i CUC che convertirà in pesos cubani e poi farà la spesa nei mercati migliori, ci “invita” a cena per la serata successiva a casa sua. Piccolo appunto: abbiamo buttato giù due mojito in poco più di un quarto d’ora, ci sentiamo benissimo e siamo dissetati come avessimo bevuto due gazzose. Che qualcuno “distrattamente” abbia dimenticato di aggiungere il ron? Ora lui si lancia per il terzo giro ma lo stoppiamo dicendo che è ora di riprendere il nostro itinerario e passo alla cassa per saldare. Sorpresa, si fa per dire, 8 mojito ben 48 CUC. Iniziamo a battibeccare con la barista e vengo esortato dalla coppia a pagare perché quello è il prezzo corrente del cocktail e per di più la barista mi dice che non ho nemmeno chiesto quanto costava. A questo punto chiedo di far chiamare la polizia per dirimere la situazione e dietro la nostra insistenza la coppia cambia approccio, come pure la barista, chiedendoci di non farlo perché occorrerebbe troppo tempo (ndr: appena conosciuti ci hanno detto: “ad Avana ci sono 2 milioni si abitanti di cui 1 sono poliziotti!” ed i poliziotti in effetti abbondano) per di più potrebbero aver problemi. A ciascuno il suo. Insisto ancora un po’ e getto sul tavolo 20 CUC, prontamente presi dalla barista. Lasciamo il locale. Appena usciti la “bella coppia” ci chiede di seguirli per completare il giro e prontamente li mandiamo “a spendere”. Continua il giro per la città: Cattedrale, chiesa di san Francesco, Museo Coloniale e un mercato dell’artigianato. È pomeriggio inoltrato e facciamo una sosta su una panchina dei giardini di all’inizio del Malecon

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