Squali toro a cuba

Mia moglie ed io siamo due appassionati viaggiatori e cerchiamo di fare almeno due o tre viaggi all’anno. Siamo appena tornati, febbraio 2007, da Cuba, Playa Santa Lucia (nel Nord-Est di Cuba) ed ecco il racconto. Prenotiamo con Karambola, la ...

  • di stefano.pa
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Mia moglie ed io siamo due appassionati viaggiatori e cerchiamo di fare almeno due o tre viaggi all’anno. Siamo appena tornati, febbraio 2007, da Cuba, Playa Santa Lucia (nel Nord-Est di Cuba) ed ecco il racconto.

Prenotiamo con Karambola, la low-cost di Francorosso,spesa di circa Eur 1.700 a testa e partiamo da Malpensa con Blue Panorama sabato 3 febbraio. Avevo letto su Internet che sono molto attenti al peso, ma è un eufemismo: sono dei veri gestapo! Si passa con 20Kg in valigia, 7Kg a mano e 3Kg di tolleranza! Attenzione che pesano tutto e se si supera sono 15 Eur per Kg e c’era la fila per pagare al botteghino (altrimenti non ti fanno partire). Noi abbiamo il “problema” dell’attrezzatura sub, ma lasciando a casa di fatto l’abbigliamento ci stiamo dentro al pelo nei 27Kg.

Nel salire sulla scaletta per raggiungere il posto in coda dell’aereo notiamo che ha un bozzo di due metri per due vicino al timone... Sull’aereo non c’è un posto libero. I sedili sono abbastanza spaziosi per un viaggio di una decina di ore, ma l’aereo ha dato il meglio di sé da tempo: le coperture dei sedili sono consunte, al tizio davanti a noi il bracciolo cade nel corridoio e rimetterlo a posto è un guaio, i televisori sono piccoli, rari e lontani. In compenso il personale è veramente disponibile e gentile. Il cibo non è degno di nota, ma chissenefrega (al ritorno però sarà veramente indecente).

Facciamo scalo all’aeroporto dell’Avana per circa un paio d’ore e dobbiamo scendere; puliscono l’aereo e caricano quelli che tornano in Italia. Poi ci fanno risalire e si riparte per Camaguey. Un’altra ora abbondante di volo e finalmente arriviamo. Siano in pochi a scendere, non è una zona molto turistica e la maggior parte prosegue per rientrare in Italia.

L’aeroporto è piccolo, ma molto recente e abbastanza ben tenuto. I controlli sono lunghi, ma il personale è gentile. Finalmente usciamo e ci raggruppano sui bus che ci porteranno dopo un’ora e mezza di viaggio a Playa Santa Lucia (sono circa 120 Km), dopo un viaggio nel nulla di una pianura sconfinata tutta coltivata, ma con poche case, niente traffico e solo una strada lunga e dritta e a volte con buche profonde un metro.

Arriviamo all’Hotel, il Gran Club Santa Lucia, è sera e ovviamente crolliamo a letto. L’hotel ha due tipi di sistemazioni; per le stanze costruite in origine, che hanno un salottino, si paga un sovrapprezzo di Eur 8 al giorno. Noi siamo più arretrati e lontani dalla zona piscina, che temevamo perché centro di tutte le attività del Club; sono palazzine a due piani, le camere sono semplici, ma abbastanza spaziose e con la corrente anche a 220 volt e spina europea (meno male, temevamo guai per le operazioni di ricarica batterie della torcia sub, macchina fotografica ecc.).

L’Hotel è veramente in una posizione splendida, con una vegetazione sparsa fra le varie unità e quelle che sono proprio prospicienti al mare sono in una situazione eccezionale: lontani dalla piscina, vedono sabbia, palme e ad un centinaio di metri, oltre una spiaggia da favola, c’è il mare! C’è un ristorante self-service dove si mangia come mai non ci era capitato in viaggio, poi scopriamo che il cuoco è italiano, ma soprattutto che è italiana l’organizzazione che gestisce il villaggio: proprio bravi! C’è anche la possibilità di pranzare, gratuitamente, in altri tre ristoranti del Club: nel primo ci si può fare una pizza (discreta per il posto), nel secondo si mangia cubano (così così) e poi c’è il ristorante di pesce sul molo dove ti fanno l’aragosta ai ferri preceduta da uno spago al pomodoro che sembra di essere a casa! Il vino fa pietà, ma che bella vita! Dimenticavo che c’è anche un altro locale sulla spiaggia dove si può mangiare tutto il giorno 24 ore su 24, e dove, se non ci fosse vento di notte, dovrebbero offrire una parillada di carne, ma in due settimane il vento non ha mai cessato di soffiare quindi non l’ho testato. Il Club è frequentato soprattutto da canadesi che mostrano di apprezzare ampiamente l’all inclusive che comprende anche i superalcolici, ed i beveroni a base di rum si sprecano

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