Come riuscire a far tutto (o quasi) in una settima

Cuba 2006: un viaggio di quelli che “prima o poi farò nella vita”, ma senza mai decidermi davvero. Poi, forse spinta dall’ipotesi che presto le cose potrebbero cambiare ecco che tra le mille alternative mi ritrovo a prenotare la mia ...

  • di Ky2607
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Cuba 2006: un viaggio di quelli che “prima o poi farò nella vita”, ma senza mai decidermi davvero. Poi, forse spinta dall’ipotesi che presto le cose potrebbero cambiare ecco che tra le mille alternative mi ritrovo a prenotare la mia vacanza per la Isla Grande. In molti mi avevano parlato delle sue spiagge da sogno e del mare, ma questa è solo l’ultima delle sue prerogative più seducenti. C’è da dire che le premesse non erano tra le migliori.

Inizialmente sarei dovuta partire sola, avendo le ferie in un periodo non comune a molti, non era facile trovare una compagnia.

Poi un giorno, parlando con una mia grandissima amica di Marsiglia, Céline, le propongo quasi per scherzo di partire con me. Non ci ha pensato su nemmeno un attimo e mi ha risposto “Perché no?!”, così il giorno dopo la singola prevista è diventata una doppia! Avendo previsto una vacanza “in solitudine” avevo prenotato il classico pacchetto volo + villaggio 5 stelle All Inclusive a Varadero. Ma dal momento in cui Céline ne è entrata a far parte, ho potuto realizzare il progetto di girare e vivere l’isola, rinunciando quindi fin da subito all’idea di vegetare nel villaggio e rosolarsi al sole! Abbiamo comperato guide e visitato siti (soprattutto questo che ci è stato più utile di ogni altra cosa); una volta buttato giù il programma mi sono resa conto che era davvero ambizioso come mi confermavano tutte le persone che ci erano già state. Pur avendo eliminato quasi interamente il soggiorno al villaggio, le mete a cui non volevamo rinunciare erano davvero tante. Così, nonostante i numerosi “non ce la farete mai”, abbiamo deciso almeno di provarci: nella peggiore delle ipotesi avevamo sempre il nostro hotel prenotato e pagato dove tornare.

E mentre i preparativi fervono, la partenza è imminente e l’attesa quasi insopportabile, ecco che la stampa italiana, non avendo niente di meglio di cui parlare, tira fuori “Cuba messa in ginocchio dalla zanzara killer”. Leggendo gli articoli, sentendo i pericoli di cui ogni tg parlava, mettendo in guardia e sconsigliando chiunque fosse in procinto di partire, l’entusiasmo un po’ si è affievolito. Si parlava di una febbre emorragica che colpisce alle ossa fino alla loro distruzione e che aveva già fatto 2000 morti. Informandomi un po’, chiedendo anche ad alcune persone che abitano a Cuba, ho saputo che si tratta di una zanzara che Cuba ha sempre combattuto, che le probabilità di contagio sono bassissime e sono favorite da condizioni igieniche inadeguate. Insomma, si trattava dell’ennesimo tentativo dei giornalisti italiani di creare un po’ di panico. Anche perché, la “mia cugina d’oltralpe” mi diceva che in Francia a malapena se ne parlava. Alla fine ho messo in valigia dell’Autan e passa la paura: del resto le zanzare non hanno mai apprezzato granché il mio sangue, possibile che proprio questa abbia gusti differenti?!?! E così l’8 ottobre io ho preso il treno da casa, Céline da Marsiglia e alle 18 eravamo entrambe a Milano Centrale. Che bello rivedersi: ci conosciamo da 5 anni, da quando cioè lavoravamo insieme a bordo delle navi da crociera. Nonostante la distanza che ci separa, una volta a terra, ci siamo costantemente tenute in contatto ed ogni volta che possiamo ci incontriamo. L’ultima volta è stato un anno fa esatto quando è stata a casa mia per una settimana. Con il Malpensa Express abbiamo raggiunto Malpensa dove abbiamo dormito la prima notte, dal momento che la convocazione per il volo era alle 5.45 del mattino seguente. Volo Blu Panorama via Roma. Vi risparmio l’elenco degli aspetti negativi di questa compagni, sarebbero infiniti: dovrebbero lasciarla fallire insieme all’Alitalia! Ma se per qualcuno di voi la comodità e la cortesia sono delle prerogative irrinunciabili allora fareste meglio a farvi consigliare bene! Vi dico solo che il viaggio è durato la bellezza di quasi 16 ore (siamo passati sopra al Labrador...Sotto la Groenlandia!!!). Siamo atterrati all’aeroporto Josè Martì alle 18.45. I controlli doganali non sono stati così severi come annunciato: nel box della dogana una signora truccatissima con le unghie laccate e dall’aria truce come da contratto, scruta la corrispondenza tra la foto della ragazza bionda sul passaporto e la mora che si trova davanti poi preme il fatidico bottone che apre la porta di accesso alla Repubblica Cubana! Ma i controlli non finiscono qua e l’attesa per i bagagli è davvero estenuante

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