Tengo langosta, camarones y pescado

Il nostro intenso assaggio di Cuba nasce dall’ Habana in un giorno di pioggia. Dopo aver sognato a lungo il sole e i paesaggi-paradiso dei cataloghi e delle foto degli amici… ci troviamo a guardare dal vetro dell’aeroporto un cielo ...

  • di KatyaM.R.
    pubblicato il
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Il nostro intenso assaggio di Cuba nasce dall’ Habana in un giorno di pioggia.

Dopo aver sognato a lungo il sole e i paesaggi-paradiso dei cataloghi e delle foto degli amici... ci troviamo a guardare dal vetro dell’aeroporto un cielo grigio e pesante di nuvole nere e pioggia.

Nessuna di noi quattro riesce a dire una parola, ci manteniamo in un discreto silenzio e cerchiamo di non far trasparire troppo una già evidente delusione.

Più tardi avremmo capito una cosa... Cuba non può deludere.

Il sole è tornato a splendere e ci ha mostrato tutta la sua grazia e bellezza.

Ogni persona che torna da un viaggio non può non ripetere l’elenco dei suoi tesori, ricordando la difficile situazione politica, per poi perdersi in digressioni sua musica e sulla spontaneità irresistibile della gente.

Visto che è già stato detto tutto... ...Per non ritrovarmi a parlare per frasi fatte parlerò delle frasi fatte che normalmente accompagnano i racconti sull’Isla Grande, in poche parole: provo a dare la mia opinione su alcuni popolari luoghi comuni, senza annoiarvi troppo con i dettagli della nostra bella vacanza. “I paesaggi naturali sono bellissimi” VERO Chiudete gli occhi e immaginate Cuba.

L’immagine luminosa che la vostra mente sta proiettando è davvero corrispondente alla realtà. Che voi scegliate le spiagge paradisiache di Cayo Largo o la campagna nostalgica e rigogliosa di Viñales l’effetto non cambia... da togliere il fiato! Si ha davvero la sensazione di star a guardare una cartolina dai colori perfetti e vivaci. Cuba rapisce con gli occhi e con la mente ed è una trappola in cui molte persone restano imprigionate.

“La musica è presente ad ogni angolo” VERO Devo ammettere che la musica c’è sul serio ma è presente in due forme: 1) manifestazioni spontanee di canti e danze improvvisante caricate di straordinaria energia, non mi aspettavo però di vedere la tanto celebrata salsa messa in secondo piano dal reggaeton, ritmo preferito dai più giovani con cui si scatenano come pazzi 2) spettacoli fissi in molti locali e bar che funzionano da “incollaturista”... ecco il meccanismo: il turista passeggia per le vie e mentre vaga senza una meta viene avvolto da questi suoni incredibili e non può fare a meno di entrare in uno di questi bar per ascoltare le canzoni storiche del son cubano: “Lagrimas negras”, “Hasta siempre”, “El cuarto de Tula”, per non parlare poi di “Guantanamera”... Il turista quindi entra (e non potrebbe fare altrimenti perché il ritmo e le voci sono trascinanti) inizia a consumare al bar e si beve di tutto...Mojito, Daiquiri... e chi più ne ha più ne metta... appena la musica si interrompe improvvisamente torna in sé e dopo aver pagato il conto se ne va. Funziona così, è una manovra di business bella e buona ma tutto sommato molto piacevole. Ho provato ad acquistare anche i Cd che alcuni gruppi vendono durante lo spettacolo, sono molto carini e contengo anche brani inediti scritti da loro accanto ai grandi classici interpretati con originalità.

“A Cuba si mangia male” FALSO Se ai noiosi ristoranti statali si preferiscono i Paladar (piccoli locali a gestione familiare) il soggiorno può rivelarsi una vera esperienza gastronomica. Entrare in uno di questi posti è sempre un po’ emozionante, spesso gli arredamenti sono bizzarri ma ci si sente subito a casa e anche nel quartiere più malandato della città si possono trovare luoghi semplici e accoglienti. Il difficile è rintracciarli, le guide ne consigliano alcuni ma da un anno all’altro la situazione cambia. Se proprio ci si ritrova a vagabondare a pancia vuota ci si può sempre affidare al “promotore pubblicitario di turno” (attività considerata illegale) che capisce al volo quello che state cercando e vi porta in un paladar dove naturalmente si pagherà qualche spicciolo in più per la sua consulenza. Appena entrati, si assiste al rito della presentazione dei piatti disponibili, e qui scatta il copione.. “Tengo: langosta, camarones y pescado” (aragosta, gamberetti e filetto di pesce) rigorosamente presentati in ordine decrescente di importanza, generalmente (e loro lo sanno benissimo) le orecchie del turista si fermano sulla prima delle tre; appena il cameriere capisce di aver fatto centro con l’aragosta elenca tutti i modi possibili in cui ve la potrebbe cucinare e nell’incertezza si finisce per provare un po’ di tutto.. E vi assicuro che ne vale la pena

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