Due ragazze e un cargo

in giro per il mediteranneo su una nave cargo, 5 paesi, 7 passeggeri e un equipaggio. come vivere diversamente il mare e la crociera.

  • di psicodani
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 
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Viaggiare su una nave cargo è una di quelle esperienze che devi continuamente giustificare al mondo. Tutti ti chiederanno sempre come mai per due settimane ti sei andato a ficcare su una scatola chiusa con la possibilità di scendere a terra per al massimo 8 ore per ogni paese visitato. Nel nostro caso i paesi sono cinque: Grecia, Turchia, Egitto, Israele e Cipro e la scatola chiusa è una nave cargo di una famosa compagnia marittima napoletana . Appurato che non è una crociera per quelli che vogliono scegliere tra 5 ristoranti dove mangiare, per quelli che vogliono svegliarsi con la musica e con la lezione di acquagym che aspetta sul ponte, per quelli che “scappo dal mondo per due settimane” ma poi tirano giù i santi del paradiso se non hanno la linea per il loro cellulare, se non hanno la tv, se non hanno la giornata scandita, se non possono mettersi il vestito bello alla sera. Viaggiare su un freighter diventa una esperienza unica se la osservi con diversi occhiali.

Partiamo dagli occhiali della gente che incontri. Sezione PEOPLE. Innanzitutto l'equipaggio. Nel nostro caso sono mediamente giovani e rientrano nella categoria di cui sopra (quelli che si chiedono perchè tu vuoi passare le vacanze nel loro posto di lavoro). Prima dell'imbarco leggono l'elenco dei passeggeri (pax) - che mediamente hanno ottant'anni - per vedere chi sale. Questa volta sono fortunati: due ragazze più o meno giovani con 5 brillanti sessantenni (di cui 4 inglesi). Rispetto alle sottoscritte si aprono quindi le ipotesi: 1) sono lesbiche; 2) sono disponibili e si “offrono” agli uomini della nave. Non sono previste altre possibilità. Optato per la seconda ipotesi, diventa quindi ovvio per loro omettere che magari a terra aspettano mogli e figli... E la disponibilità della ciurma è solo dettata da necessità, non vincolata ad un legame. Questa volta il capitano e il comandante di macchina (i più alti in grado) sono accompagnati da compagna, moglie e figli. Esclusi loro, rimangono a disposizione tutti gli altri. Bisogna dire che fare il marittimo è un duro lavoro. Otto mesi di navigazione all'anno e 4 mesi a casa. Forse è più duro fare la moglie a casa, chissà... Qualcuna infatti è scappata (anche troppo presto). Quelle che rimangono credono nell'amore vero! La maggior parte dei marittimi con cui abbiamo parlato non vedono l'ora di tornare a terra! Alcuni non vogliono diventare cinghiali, ad altri mancano gli affetti, altri invece li cercano ma non li trovano ovviamente in mare aperto. Chissà se la continua lamentela è un modo per farsi consolare o per vendersi come buon partito... In ogni caso l'obiettivo per quasi tutti è la terra. Nel frattempo si uccidono con film visti sul pc nella solitudine della loro cabina oppure vedono gli educativi servizi dei nostri allegri telegiornali. Quello che sembra più sereno e pacifico nel suo soggiorno sulla nave è il cameriere tuttofare, sembra costruito assieme alla nave tanto è nel suo ambiente (anche se la nave ha solo 12 anni e lui è al suo ultimo imbarco). Abbiamo visionato due tipologie di compagne di vita degli ufficiali: la donna dedita alla famiglia e che crede fermamente nella sua scelta perchè l'ha maturata assieme al proprio uomo, e quella – diciamo – di seconda generazione, per cui navigare e fare la first lady della nave – terrorizzando i giovani ufficiali - diventa un simpatico diversivo. Uno dei passatempi preferiti di queste allegre famigliole è il karaoke. Ci adeguiamo con ardore, consapevoli che tanto lì ci può vedere soltanto qualcuno dotato di satellite

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Commenti
  1. ilia54
    , 30/9/2010 11:38
    Mi èpiaciuto molto come è stato raccontato il viaggio, molto reale e simpatico. Trovo che sia una bella esperienza da mettere nei programmi

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