Croazia in auto

Viaggio on the road da Roma a Zara

  • di Claudia Nel Nimrodel
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

È la fortuna/sfortuna di essere studenti e disoccupati, ergo con ferie sterminate, che ci permette di fare questa grande gita fuori porta: una gita con destinazione Croazia. E "una gita con destinazione Croazia" è esattamente l'unica idea che abbiamo prima di partire, dato che le uniche cose certe di cui disponiamo sono una macchina che va a diesel (piena zeppa di pentole, materassini, tenda, fornelletto a gas e altre cose che non useremo mai) e grande entusiasmo. Siamo solo noi due e abbiamo 1000 euro o poco meno: il piano è quello di oltrepassare il confine a Trieste per scendere in questa misteriosa terra che è la Croazia, io con qualche dritta spicciola trovata sul web circa gli itinerari e altre cosette utili, Francesco quasi del tutto alla cieca.

GIORNO 1 - Fino a Trieste

Partiamo da Labico, provincia di Roma. Decidiamo di spendere i primi 50 euro (sotto forma di pedaggio) prendendo l’autostrada, direzione Trieste. L’alto Lazio, la Maremma, un pezzo di Appennino, poi la Pianura Padana piatta come un foglio e il Po ci accompagnano fino alla prima vera sosta: Venezia. La nostra gita a Venezia è quanto di più turistico e tipico possa esserci, dato il poco tempo che abbiamo a disposizione per visitarla: un girotondo per calle e ponticelli e una sosta sui gradini di Piazza San Marco gremita di turisti e piccioni.

È tardo pomeriggio quando torniamo al punto d'imbarco che abbiamo trovato seguendo le indicazioni usciti al casello per Venezia (40 euro), e ci rimettiamo in marcia. Stavolta decidiamo di risparmiare quei 10 euro di autostrada e per Trieste scegliamo di fare la superstrada (più suggestiva ma molto più lenta) che ci porta nella parte sfortunata di Venezia. Marghera, soprattutto, è un trionfo allo stato puro dell’industriale massiccio, delle fabbriche e del degrado desolante di una zona di cantiere, ma una città del primo mondo è anche questo.

È ormai sera quando arriviamo in Friuli. Gli alberi alti, i prati larghi, il silenzio delle strade non potevano colpirci il maniera migliore che con quella fortuita atmosfera grigia e sospesa dell’ora del crepuscolo. Ci addentriamo nella lingua di golfo che termina con Trieste e le sue luci notturne, accolti in maniera profondamente suggestiva dal Parco del Castello di Miramare ai nostri lati.

Sono le 22.00 circa quando arriviamo a Trieste e parcheggiamo nei pressi dell’imponente Piazza Unità d’Italia, la piazza affacciata sul mare. Di sabato sera, Trieste è piena zeppa di gente chic che affolla gli eleganti pub e caffè. Facciamo un giro e decidiamo di andarci a sedere con la chitarra e una birra in bottiglia (molto costosa) sul molo adiacente Piazza Unità d'Italia, dove già dimorano ragazzi armati di chitarre, bonghi e birre. La stanchezza è tanta, almeno da parte mia, e per la notte c’è la nostra cara macchina ad attenderci, dato che per quella giornata non abbiamo avuto tempo di trovare nulla dove dormire. Ce ne torniamo sulla litoranea del Parco di Miramare e, accucciati in macchina, cadiamo in un sonno non proprio dei più memorabili, ma tutto sommato soddisfacente.

GIORNO 2 - Oltre il confine

La mattina dopo, di buon’ora, ci godiamo la limpidezza del panorama del Golfo di Trieste, azzurro splendente. Dopo una colazione non troppo dispendiosa in un caffè triestino, un altro giro per Trieste e un’oretta scarsa di sonno distesi sul lungomare cementato insieme a triestini e friulani che si rosolano al sole, il viaggio ricomincia

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