La Dalmazia centrale

5 giorni nella Croazia centrale. mare, rafting, cultura. bella scoperta.

  • di elena/london
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Anche questa volta fino all’ultimo non sapevo se sarei riuscita a partire, ma sistemate alcune cose e visto le previsioni del tempo per Londra, la scelta e’ stata chiara: via al sole per qualche giorno. Appena arrivata a Spalato, capoluogo della Dalmazia centrale mi sono sentita un’idiota. Pensavo che mi sarei trovata in un paese piu’ povero del nostro, un paese che si stava riprendendo da una guerra terminata solo 16 anni fa, un paese che non fa’ parte dell’Unione Europea, insomma credevo di andare a trovare il cugino “arretrato”. A parte le antiche costruzioni in pietra bianca fornita dall’isola di Brac, mi sono trovata davanti una citta’ bellissima, modernissima, pulitissima e organizzatissima da cui Cagliari ha tanto da imparare e copiare. Tantissimi i nomi italiani nei negozi: da Benetton a Sisley, calzedonia, Sergio Rossi e ovviamente le griffes piu’ famose. Spalato e’ strutturata in modo molto simile a Cagliari con quella che sarebbe la nostra via Roma piena di bellissimi bar salotto all’aperto. Da questi bar fino al mare e’ tutto lastricato in marmo, ci sono sculture, alberi, aiuole curatissime e la gente ci passeggia mattina e sera. I traghetti partono dai moli lontani quanto piazza Deffenu, la stazione dei bus e quella ferroviaria sono tutte li, a 2 passi ma da una parte. Meraviglioso. La cosa piu’ importante di Spalato e’ il palazzo Dioclesano (dietro i famosi bars) che anche se chiamato palazzo e’ un vero e proprio quartiere formato da 220 edifici. Non ha niente da invidiare all’acropoli di Atene per bellezza e maestosita’. E’ un vero museo all’aria aperta. Al contrario della Normandia dove lungo tutta la costa che e’ stata testimone dello sbarco degli alleati ci sono tantissimi musei dedicati allo sbarco, carri armati e vari veicoli che furono abbandonati nelle spiagge e che sono diventati monumenti nazionali, in Croazia sembra che la guerra non sia mai passata. A meno che non li “interroghi”, della Guerra non c’e’ traccia, se la sono lasciata alle spalle e vanno avanti, molto avanti. Potrei direi che la gente e’ fredda e in linea di massima lo e’, in certi ristoranti, biglietterie e in generale li ho trovati freddi, pero’ ho incontrato anche delle persone carinissime e molto professionali. Tutti quelli che ci hanno affittato la camera erano gentilissimi e preparati. In Croazia tanta gente affitta appartamentini in casa loro oppure hanno altri appartamenti che usano solo per affittare. Normalmente sono composti da una o piu’ camere da letto, cucinino, salottino e bagno. La prima sera abbiamo chiesto alla ragazza del nostro appartamento di stare una notte in piu’ e siccome il nostro appartamento era occupato, ce ne ha dato uno superior allo stesso prezzo. In pieno centro, 2 bagni, salone, camera letto e ingresso. Vedere foto su face book per capire. In tanti lo vorrebbero come casa!!! La tassa che pagano al governo e’ di 1 euro x note x persona, ma tanti lo fanno anche in nero. L’intraprendenza e’ di casa in Croazia. Tutti i giovani parlano inglese e tantissimi anche italiano, tedesco e spagnolo. Nella bellissima isola di Brac abbiamo dormito da zia Maria, 70 anni. 45 euro a notte per l’appartamento ovviamente a 5 minuti dal centro e a 10 a piedi dalla prima spiaggia. Zia Maria parla italiano con accento veneto, un po’ di inglese, spagnolo, svedese e vuole ancora imparare. A parte il fatto che per andare da qualche parte devi considerare che una mezz’ora la passi a chiaccherare con lei (posto di blocco, lei sta’ a piano terra, noi al primo), e’ stata carinissima. Mi cantava le canzoni di mia mamma e mi chiedeva: questa la conosci? Ci ha offerto nespole, grappa, liquore alla carruba fatto in casa. Mattina e sera. Guardando la tv italiana conosceva parecchi programmi e personaggi famosi ed e’ stata felicissima di spettegolare con me.

A Supiter, isola di Brac, abbiamo affittato lo scooter 21 euro x 24ore. Mi sono pentita di non aver preso la barca in legno a motore per 30 euro al giorno

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