25/04/2008 Spalato–Makarska-Medugorje-Mostar-Dubrovnik A TU PER TU CON LA GUERRA Dopo un viaggio decisamente tranquillo su una nave di tutto rispetto della Blue Line partita alle 21.00 da Ancona, stamattina approdiamo alle 7.00 in un assolata Spalato. Alle 8.30 siamo già ...
25/04/2008 Spalato–Makarska-Medugorje-Mostar-Dubrovnik
Dopo un viaggio decisamente tranquillo su una nave di tutto rispetto della Blue Line partita alle 21.00 da Ancona, stamattina approdiamo alle 7.00 in un assolata Spalato. Alle 8.30 siamo già attivi in strada, direzione Mostar cioè Bosnia-Herzegovina. Facciamo tappa a Makarska, paesino carino e molto turistico dove tanta gente affolla i bar che si appoggiano sul porto, mangiamo qualcosa e ci gustiamo qualche minuto di tranquillità visitando la piazza principale e il molo.
Ripartiamo alla volta di Medugorje e superata la frontiera il cambiamento Croazia-Bosnia si vede e si sente: l'ordine e i colori invitanti della Croazia lasciano il posto al paesaggio brullo e arrogante della Bosnia, monti sassosi, poca vegetazione, case sparse, gente anziana e sola vestita di nero sul ciglio della strada, un salto indietro nel tempo di almeno 50 anni. Teatro perfetto di una guerra di cui non pensavamo fossero ancora così visibili i segni.
Arriviamo a Medugorjie. Noi, poco praticanti, iniziamo il cammino sui sassi solo per curiosità e dopo sole 4 delle 16 tappe che compongono il percorso completo decidiamo di tornare indietro, più che altro per rispetto di chi è qui per convinzione religiosa: incontriamo diverse persone scalze, in ginocchio o con handicap e ci sentiamo a disagio ad essere dei semplici curiosi turisti, così facciamo dietro-front e dopo un'occhiata ai negozi di souvenir, ci rimettiamo in moto verso Mostar.
Man mano che ci avviciniamo i segni della guerra si fanno sempre più evidenti, nella periferia vediamo i primi palazzi bucati dai proiettili, via via sempre più fitti fino ad arrivare ad una zona con degli edifici ancora completamente sventrati: desolante. Parcheggiamo e restiamo in religioso silenzio a guardare questo triste spettacolo, attorno al quale la vita dei locali sembra continuare a svolgersi come se niente fosse. Per noi è un colpo duro essere proiettati in uno scenario di guerra così reale e così lontano dalle nostre vite. Finora queste cose le abbiamo solo sentite raccontare dai nostri nonni come favole o viste in televisione, qui invece la guerra l'hanno vista, queste persone che ci passeggiano attorno l'hanno vissuta veramente. A pochi passi da qui la vita scorre tranquilla: il ponte della Stari Grad, perfettamente ricostruito è maestoso e immobile sulle acque azzurre della Narenta. Girelliamo per le stradine della città vecchia per un oretta, qui sembra di essere un po' in Turchia: si sente musica orientale uscire dai negozi e anche i costumi di alcuni negozianti sono un po' orientaleggianti, l'atmosfera è leggera e rilassante.
Ci avviamo verso Dubrovnik non senza aver commesso l'imprudenza del secolo: poco oltre Mostar ci addentriamo in un piccolo borgo di ruderi di case bombardate per fare alcune foto, dopo pochi passi ci si accende la lampadina dell'ingegno: pericolo mine, via di corsa! La guida ci conferma il pericolo appena scampato, una leggerezza non da poco, da non fare mai! Il viaggio verso Dubrovnik è lungo e arriviamo quando ormai è buio. La città ci accoglie con il suo ponte nuovo di zecca, la penisola con le luci già accese, le barche ormeggiate al porto, proprio un bello spettacolo.
Al secondo tentativo troviamo una camera con vista sulla baia di Dubrovnik, una vista da cartolina. La padrona ci consiglia il ristorante Porat per la cena, effettivamente a buon mercato. Dopo cena animati delle migliori intenzioni ci dirigiamo verso la città vecchia per fare una passeggiata, ma la stanchezza ci assale e dopo una sbirciatina veloce, ci ritiriamo nella nostra camera
Lara B, 6/9/2010 21:10
tillina85, 28/6/2010 19:15
sai darmi info su Hvar?