Vis: un gioiello dove l’Adriatico è più blu

Dopo un inizio d’anno (il 2004) che dire difficile è poco, a maggio inizia a profilarsi all’orizzonte una settimana di ferie da passare col mio amore… Di solito al mare per rilassarci ci andiamo ad agosto e utilizziamo questa settimana ...

  • di Kia81
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Dopo un inizio d’anno (il 2004) che dire difficile è poco, a maggio inizia a profilarsi all’orizzonte una settimana di ferie da passare col mio amore... Di solito al mare per rilassarci ci andiamo ad agosto e utilizziamo questa settimana in primavera per visitare una città d’arte o per fare un viaggio itinerante, ma quest’anno abbiamo proprio bisogno di riposarci e di ritrovare un po’ noi stessi. La mia scelta cade subito su quell’isoletta spersa nell’Adriatico che ho visitato nel 1990 proprio qualche mese prima che iniziasse la guerra.

Avevo 9 anni e c’ero andata con i miei genitori, come ogni anno in Croazia. La nostra Croazia. Sempre piena di belle sorpresa, dopo tanti anni che ci tornavamo ne eravamo consapevoli, ma Vis fu davverp la più bella tra le belle. Quello era il secondo anno che l’isola apriva le sue porte al turismo in quanto riamse fino all’anno precedente una base militare e probabilmente fu una fortuna visitarla allora, ancora incontaminata e ancora sconosciuta. Ora la sua fama si è sparsa un po’ ovunque, soprattutto tra gli inglesi e i francesi, oltre che tra gli Italiani, e qualcosa è cambiato anche se la sua bellezza è ancora sconvolgente.

Quell’isola mi rimase nel cuore e decisi che un giorno sarei tornata a salutarla visto che nel 1990 dovemmo praticamente fuggire con un giorno d’anticipo perché dal continente giungevano notizie impressionanti: il giorno prima avevano chiuso le frontiere e i turisti erano rimasti bloccati 24 h tra Slovenia e Italia, iniziavano le prime “scaramucce” dei Serbi (incendiarono metà isola di Vis e anche sulla costa ci furono molti incendi dolosi) e l’atmosfera era tesa a dir poco.

Quindi rieccoci a Vis.Almeno con l’idea.

Il VIAGGIO Partiamo il 12/6/2004 da Selvino (BG), il paese dove abita il mio ragazzo, alle 4 del mattino. Dobbiamo riuscire a prendere il secondo e ultimo traghetto della giornata che parte alle 14:00 da Spalato.

Ma non c’è traffico grazie a Dio e possiamo anche concederci il lusso di sbagliare strada e trovarci nel bel mezzo della campagna nei pressi di Zara: campi coltivati, prati che sembrano tappeti di papaveri, qualche casolare in pietra qua e là e sullo sfondo un’imponente catena montuosa (il Velebit) che rende il paesaggio veramente affascinante. Per strada incontriamo solo una tartaruga che rischia di essere stirata e una coppia di vecchietti su un trattore.

Arriviamo a Spalato alle 11: 00, facciamo i biglietti e ci mettiamo già in coda sul molo. Le macchine non sono molte, sono di più le persone a piedi, tra le quali alcune signore che sono venute a Spalato solo per fare la spesa o per far riparare un elettrodomestico.

Il cielo è sereno e sul traghetto si sta benissimo, speriamo che il tempo regga, è un giugno un po’ pazzerello, non molto caldo e con un tempo variabile: un giorno piove e due c’è il sole, un giorno fa caldo il giorno dopo sembra primavera...Beh, speriamo in bene.

Lasciamo il porto, costeggiamo l’isola di Brac, poi sorpassiamo Hvar e ci troviamo in mare aperto e alle 5 e mezza eccoci a Vis. La nave attracca nel porto di Vis nuova, noi siamo dall’altra parte della baia, a Kut, il quartiere vecchio.

Troviamo subito la nostra casetta affittata via internet e ad attenderci troviamo i padroni di casa gentilissimi e disponibilissimi.

Che invidia. Loro abitano qui tutto l’anno, hanno rimesso a posto questa casa in pietra sul mare, abitano al primo piano mentre il pianterreno suddiviso in 4 appartamentini viene affittano ai turisti. Nel seminterrato c’è la radio (Nautic Radio Vis), la loro seconda fonte di reddito

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