un viaggio di esperienza tra mare e cultura
Cosa aspettarsi quando si programma una vacanza in Grecia e per di più non in una virtuale e fasulla cartolina con mare blu e bianche casette, ma nella sua isola più grande e lontana con l’intento di girarsela quasi tutta? non certo una vacanza di riposo ma un viaggio di esperienza e conoscenza, purtroppo limitato dalla dolorosa scelta di trascurare tutta la parte orientale, così come tanti monasteri ortodossi e siti minoici, e posti affascinanti come Matala, Frankocastello e Loutrò, per ragioni puramente logistiche…lasciandosi così una puerile motivazione per tornarci, un giorno.
Noi abbiamo scelto di partire dalla nostra città con il traghetto, praticamente sotto casa, forse anche perché nell’immaginario la Grecia è il mare e attraversando il suo bellissimo mare bisogna arrivarci, novelli navigatori. Abbiamo comunque deciso, con mia moglie, di fermarci prima un paio di giorni ad Atene, mai visitata prima, e quindi abbiamo utilizzato la Ionian King della compagnia Agoudimos (340 € in totale per l’a/r in una cabina interna piuttosto comoda, pur se con una sgradevolissima aria iper-condizionata). All’arrivo da Bari a Patrasso, dopo 15 ore di tranquilla navigazione, abbiamo preso, 200 mt a sin poco al di fuori del porto, un bus diretto della linea KTEL che con una spesa di 17 € ciascuno ci ha portato ad alla stazione Kifissou di Atene in poco più di due ore; di qui in taxi per 6 € all’hotel Astor, prenotato su Booking.com, 187 € per una doppia per due giorni, sistemazione comodissima perché a pochi passi dalla centralissima piazza Sintagma e vicina ai quartieri Plaka e Monastiraki, entrambi facilmente raggiungibili a piedi.
La prima sera ad Atene subito visita al tempio di Zeus Olimpio, (biglietto unico onnicomprensivo di 12€, valido più giorni per i maggiori siti archeologici della città, superconsigliato, vi evita anche di fare la fila all’Acropoli), e passeggiata nel caratteristico quartiere di Plaka, tutto negozietti e ristoranti di ogni genere, godibilissimo di sera; il temutissimo caldo di Atene si è rivelato non superiore a quello per noi del Sud abbastanza abituale. Cena da Damigos, odòs, cioè via, Kydathinaion 41, tipica taverna in uno scantinato a conduzione familiare, semplice ed allo stesso tempo di ottima qualità, dove abbiamo speso circa 28 € per birra greca, tzatziki, una insalata, baccalà fritto e una mussakà seguiti da dolcini con il rakì, una specie di filu e’ferru, ma meno forte, come da tradizione offerto sempre a fine cena e così è stato per tutto il nostro soggiorno; in particolare è da sottolineare che in tutto il nostro viaggio non abbiamo quasi mai superato i 30 € per una ottima cena in due.
Secondo giorno: visita di prima mattina ai suggestivi Mercati Generali, impressionanti per le quantità di carni e verdure di ogni tipo, dove non ci siamo fatti mancare un ottimo yogurth artigianale, seguito da visita a Biblioteca e Agorà Romana; poi salita al meraviglioso complesso di edifici dell’Acropoli dove, malgrado il tempietto di Atena Nike sia piuttosto malridotto e reso invisibile dalle impalcature, tutto ciò che rimane conserva un indiscutibile fascino, tale da lasciare una impronta indelebile in ogni animo dotato di retaggi culturali (ce ne saranno ancora in futuro?). Bello il teatro Romano e bellissimo quello antico, da brividi. Il Partenone c’è ancora, quasi a stupire, colonne e pietre soffocate da tralicci e macchine pesanti; le Cariatidi sono solo copie, ma sembra di vedere ancora Atena e Poseidone litigare tra loro sotto il corrucciato sguardo di Zeus…. Nel primo pomeriggio, per rimediare al caldo piuttosto opprimente, visita strategica al nuovo museo dell’Acropoli (6 € ciascuno), bellissimo, dove in particolar modo spiccano le statue originali residue delle Cariatidi dell’Eretteo, insieme ad un numero impressionante di altri reperti della zona dell’Acropoli