Melodie cremonesi e battaglie risorgimentali

Dall'arte liutaia di Cremona alle lotte risorgimentali di San Martino. Ecco una due giorni a base di arte, storia, dolcezze culinarie e quieto vivere, allietata da una sosta nella bella Desenzano del Garda

  • di alvinktm
    pubblicato il
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Il suono acuto e melodioso dei violini percorre le viuzze lastricate strette da due ali di case dipinte con colori tenui e sui quali muri, appena sopra le vetrine dei negozi e delle boutique, si aggrappano romantici lampioncini. La melodia si mischia alle fragranze che sfuggono dalle pasticcerie storiche attraverso le porte aperte dai clienti e sfiorano gli scaffali dagli allestimenti invitanti dello storico negozio Sperlari in via Solferino, all'ombra del Torrazzo. Questa è Cremona, per lo meno il cuore, grazioso, pulito, a misura di abitante e di turista. Le periferie ovviamente avranno i loro problemi e le proprie bruttezze, come d'altronde quelle di tutte le cittadine, però a noi 'stranieri' interessano le attrazioni offerte dal centro storico e io e mio marito ne siamo rimasti davvero colpiti.

Iniziamo dalla verde Piazza Roma dove consumiamo un pranzo veloce ma sfizioso alla gettonatissima Tramezzeria XXV Aprile. Non si può apprezzare al meglio una città rimanendo a stomaco vuoto. La statua dedicata al maestro liutaio più celebre al mondo Antonio Stradivari ci accoglie nel salotto all'aperto dell'omonima piazza, annunciando l'inscindibile legame, nato oltre cinque secoli fa, tra la storia del capoluogo di provincia lombardo e la liuteria, ovvero l'arte di saper costruire strumenti musicali a corda.

Bisogna tuttavia spostarsi nella limitrofa Piazza del Comune per poter godere appieno del tripudio di bellezze architettoniche custodite nella città. Qui la costruzione più famosa è di certo il Torrazzo, non a caso divenuto il simbolo di Cremona. E' d'obbligo scalare gli oltre cinquecento gradini, salendo fin sulla sua cima, per due motivi. Il primo, e scontato, per ammirare dall'alto il paesaggio urbano, il secondo, legato al vanto persone, per poter dire di essere saliti sulla torre campanaria più alta d'Europa di ben 112,27 metri. La costruzione acquista eleganza grazie alla parte terminale di forma ottagonale detta Ghirlanda. Edificata a cavallo del 1300 in stile gotico e resa slanciata dagli archi a tutto sesto, poggia su un alta base quadrata più grezza, scandita da aperture e abbellita da una loggia merlata. L'elemento principe del Torrazzo è l'orologio astronomico realizzato nel 1583 durante il periodo prospero della città. E' reso ancora più visibile dalla cornice in rame sbalzato e nel quadrante spicca la successione delle costellazioni dello zodiaco, gialle su sfondo azzurro. Il Battistero di San Giovanni chiude il lato meridionale della piazza e si riconosce dal suo semplice ma possente stile romanico a pianta ottagonale, caratteristica molto comune in questo tipo di edificio sacro in quanto rievoca l'ottavo giorno, quello resurrezione. Delle tre porte originarie ne rimane soltanto una e sulla lanterna, sopra il tetto, si ammira la statua in bronzo dell'Arcangelo Gabriele.

Lì accanto il Palazzo Comunale non sfigura grazie al portico gotico di archi a sesto acuto e alla lineare forma rettangolare del broletto lombardo, cioè del tipico edificio medievale col colonnato al pian terreno e la sala delle assemblee al livello superiore. Nel 1200, infatti, con il nome di broletto veniva identificata la sede del comune nella quale si regolava la giustizia e si svolgevano le attività dell'amministrazione cittadina. Il colore rosso dei mattoni del Torrazzo, della gran parte del Battistero e del Palazzo Comunale, contrasta con il bianco e il rosa marmorei della Cattedrale di Cremona, dedicata a Santa Maria Assunta e sorta nei primi decenni del XII secolo. Gli elementi a mio parere d'indiscutibile bellezza sono il grande rosone, i due ordini di loggette capaci di donare leggiadria alla facciata e il portale incassato nel protiro. Quest'ultimo appare come un'architettura appoggiata alla parete, dove due leoni stilizzati sorreggono le colonne su cui si adagia la loggia nel cui centro spicca la statua della Madonna col bambino. Se l'esterno appare maestoso ed elegante l'interno, pur essendo imponente, non riesce a pareggiarne lo splendore.

Cremona e l'arte di creare viole, violini, violoncelli, contrabbassi appartengono l'una all'altra. Ce ne accorgiamo osservando i cartelli sistemati agli incroci, tra i quali compaiono le indicazioni per raggiungere le botteghe dei liutai, in inglese violin maker, mischiati a quelli di orafi e osterie. Il Museo del Violino (www.museodelviolino.org) esprime al meglio questo fortissimo legame, vecchio di cinque secoli. Qui è possibile scoprire le vicende storiche di un'eccellenza artigianale del nostro bel paese. Non a caso, poco distante, sorge la scuola internazionale di liuteria, dove i giovani liutai del futuro imparano a fondere tradizione e innovazione al fine di creare strumenti all'avanguardia, in grado di produrre suoni nuovi per il pubblico di domani. Nelle sale del museo s'illustra l'evoluzione di questo intrigante strumento musicale a corda nato nei primi anni del XVI secolo, suonato all'inizio in strada e in poco tempo tramutato in strumento nobile. Siamo rimasti affascinati nell'osservare capolavori d'inestimabile valore creati da Guarnieri, Amati, Ruggieri e dal più celebre di tutti Stradivari. I pezzi sono esposti nella sala detta 'lo scrigno dei tesori', dove l'illuminazione a doc, concentrata sugli esemplari, ne esalta al massimo forme e particolari. Se una volta ammirati vi viene voglia di acquistarli, sappiate che dovete disporre d'ingenti capitali anzi, diciamo pure esagerati. Una viola realizzata da Stradivari nel 1719, perfettamente conservata e di cui ne esistono solo altri dieci esemplari nel mondo, è andato all'asta per 45 milioni di dollari mentre un violino, sempre del celebre liutaio cremonese, qualche anno prima è stato venduto per 15,9 milioni di dollari. Nel museo si trovano pure gli attrezzi utilizzati dal maestro per creare i propri capolavori. Si possono inoltre ammirare violini, viole, violoncelli e contrabbassi vincitori dell'olimpiade della liuteria, ovvero del famosissimo Concorso Triennale Internazionale durante il quale, dal 1976, vengono premiate la qualità artigianale e la resa acustica degli strumenti. Le diverse installazioni multimediali, infine, consentono di avvicinarsi con curiosità e semplicità al mondo della liuteria, dove precisione e doti creative devono correre di pari passo per esaltarsi a vicenda e sfociare nella produzione di capolavori artistici. Prima di abbandonare le sale museali bisogna abbandonarsi all'ascolto di questi strumenti ad arco capaci, nelle mani di esperti musicisti, di interpretare i diversi stati d'animo dell'uomo, dall'allegria alla tristezza, dalla leggerezza alla severità (per tutte le informazioni consultate il sito internet del Museo del Violino

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