In Polonia per visitare Cracovia e Auschwitz

Tra la bellezza della città e la tragedia del campo di concentramento

  • di fwaterty
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Krakow, una città che non conoscevo se non come porta d’accesso ad Auschwitz, luogo che da tempo volevo vedere: l’occasione nasce dal volo diretto Milano Malpensa – Cracovia inaugurato dalla solita Easy Jet in aprile.

Prenotazione sul sito della compagnia circa 1 mese prima, 99 euro a testa compreso lo speedy boarding, che ci permette di portare un piccolo bagaglio aggiuntivo e di avere garantito il bagaglio a bordo. Per l’hotel, prenotazione con booking.com: camera doppia all’hotel Pollera (in centro, con colazione, cancellazione gratuita, alla cifra di 227 euro per 3 notti); davvero gentili: mi contattano poco dopo, proponendomi il transfer dall’aeroporto (25-30 minuti), per tutti e 4, a 20 euro, accettato! Pagamento sul posto per tutto, così evitiamo di cambiare in aeroporto: infatti, sono molti i Kantor (uffici cambio) sparsi per la città, da utilizzare per il cambio, perchè permettono di risparmiare anche il 10% tra l’uno e l’altro o sulla carta di credito (2 particolarmente convenienti: via grodzka, 100 m a destra, guardando la chiesa di S Pietro e Paolo; via Szpitalna, uscendo dal Pollera, 100 m a destra). Ad esempio, pagando l’hotel in contanti, abbiamo risparmiato 12 euro rispetto alla carta di credito. L’hotel è un po’ datato, ma conserva un suo fascino, un po’ d’altri tempi: la camera è ampia, c’è il wifi (che funziona bene), mancano cassaforte e aria condizionata, ma va bene; la colazione è molto orientata sul salato, ma non mancano pane, burro, marmellata e nutella. Buona la posizione, ma questo va bene per tutti gli hotel nel centro, che è piccolo e si gira bene a piedi, compresa la salita (“salitina”) al castello ed il quartiero ebraico. Invece, per il ghetto e la fabbrica di Schindler meglio un mezzo elettrico. Il centro (Stare Miasto) è una bella sorpresa: chiese, palazzi, carrozze, ristoranti, bei locali, tanti giovani (Cracovia è città universitaria), una bella atmosfera, vivace, ancora non stereotipata come in molte città dove si trovano sempre gli stessi marchi… e poi si famigliarizza presto con il suono della tromba che, ad ogni ora, un trombettiere diffonde dalle finestre ai 4 lati del campanile più alto della Bazylica Mariacka, nella piazza principale, la Rynek Glowni: poche note, in realtà, perché bruscamente interrotto, la storia narra, da una freccia del nemico del cui arrivo stava suonando l’allarme… oggi, è un gioco piacevole cercare da quale finestra suona e ricambiare il saluto quando, finito il suo compito, si affaccia sulla piazza. E’ piacevole girare per queste strade, forse cercando di non pensare a quello che ci aspetta domani: Auschwitz. Una visita che temo molto; l’orrore visto da vicino spaventa sempre… Per come organizzarsi, suggerisco di visitare Auschwitz.org, il sito ufficiale: noi abbiamo scelto di prenotare direttamente dell’Italia, seguendo le indicazioni di altri Italiani, con la Cracow City Tours, trovandoci bene, senza sorprese.

Si parte in bus, alle 8 del mattino, dalla piazza dietro il Barbacan, circa 90 minuti di viaggio: ad Auschwitz c’è molta gente, si gira in gruppi, seguendo la guida, e questo, se possibile, rende meno “pesante” la visita, che risulta un pò “tecnica”: vengono descritte l’organizzazione, la suddivisione, i compiti, si vedono i luoghi, i vestiti, i pettini, ecc, non si è mai soli, l’angoscia diventa tollerabile… Ci sono anche tanti ragazzi, molte scuole. A Birkenau troviamo anche un gruppo di israeliani con la bandiera della loro nazione, fermi davanti ai resti dei forni crematori che i nazisti hanno cercato di distruggere: la guida ci dice che molti arrivano e girano senza limitazioni tra i resti dell’immenso campo, anche per alcuni giorni... davvero ti chiedi come possano esserci, ancora oggi, persone che si ispirano a quei criminali o persone che neghino! Mi ha molto colpito una foto (uno scatto fatto di nascosto, probabilmente da un uomo del sonderkommando, una squadra speciale formata da prigionieri che lavorava ai forni crematori) che coglie un gruppo di donne nude condotte ai forni… e poi ti sorprendi a guardare in alto, il cielo, diventato di colpo azzurro. Torniamo a Cracovia (un po’ di musica durante il ritorno aiuta) e visitiamo la galleria di arte polacca presente al primo piano del Mercato dei Tessuti, nella piazza principale (ingresso gratuito la domenica), lanciando poi uno sguardo dall’alto sulla piazza, e girando tra i diversi negozietti che si trovano nella galleria interna.

Un’altra cosa carina è assistere ai numerosissimi concerti che ci sono, quasi tutte le sere nelle numerose chiese del centro: basta chiedere in hotel e vedere le locandine presenti dappertutto. Noi ceniamo 2 volte al “Black Duck” (Czarna Kaczka il nome in polacco), un bel ristorantino, ovviamente in pieno centro, cucina polacca tradizionale, prezzi modici (esagerando, 13-15 euro a testa!), come in tutta Cracovia. Per il pranzo consiglio o le classiche baguette (zapiekanki, meno di 2 euro), o uno dei bar, tipo il Grodzki, per un approccio polacco classico; se si vuole qualcosa di differente, va bene il Petit France, per delle buone insalate. Questi sono tutti locali in centro, ma ce ne sono anche nel quartiere ebraico, sempre con caratteristiche più o meno simili: sul web trovate tutte le notizie che volete, sia sulle varie specialità, che sui vari ristoranti. Sembra che la cioccolata calda sia uno dei must di Cracovia: alla Nowa Provincja, vicinissima alla piazza principale, è davvero buona. Due altre informazioni, per finire: la coda per l’acquisto dei biglietti che permettono l’ingresso alle diverse attrazioni è inevitabile al Castello, ma la buona notizia è che hanno aperto 3 casse nella biglietteria centrale (quella che si trova salendo da via Do Zamku ), e che c’è posto per vedere la Dama con l’ermellino anche arrivando nel pomeriggio, almeno in questo periodo. Infine, se si vuole evitare di girare a piedi, si possono noleggiare le biciclette o si può utilizzare un taxi elettrico che, per circa 12 euro, vi porta da una zona all’altra (tipo dal quartiere ebraico al ghetto, o dal ghetto al castello, e può valerne la pena se si è in 4). A proposito: niente di che Piazza Zgody (o degli eroi, o delle sedie: in particolare, niente a che vedere, per esempio, con il Memoriale dell’olocausto di Berlino, che è davvero bello) e nemmeno i pezzi di quel che resta del muro del ghetto … Da vedere, invece, anche se non troppo pubblicizzati, la Chiesa di S Francesco (molto particolare) e i cortili dell’Università. Per concludere, 3 giorni pieni sono ideali per la città (ci stanno anche le miniere di sale, per gli amanti del genere), che è bella, si gira a piedi e costa davvero poco (spesa totale, tutto compreso, poco più di 300 euro !); e poi c’è Auschwitz

La bellezza salverà il mondo (Dostoevskij).

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