Cracovia da vedere ma soprattutto da vivere

5 ragazzi a Cracovia... non solo luoghi da vedere, ma anche avventure e storie da raccontare.

  • di Brabs
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 5
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Cracovia 22/08/2011 - Primo giorno Ci ambientiamo (Della calma prima della tempesta)

Prima giornata e prime riflessioni in Polacchia. Il bidet e' assente come c'era da aspettarsi mentre il tempo e' inaspettatamente mite. Il primo impatto, dopo i 10 gradi sull'aereo che credevo mettessero a repentaglio la mia sia pur inespugnabile salute, e' stato come un pugno sui polmoni con un'afa asfissiante e un odoraccio letamoso che ricordava un'ambientazione da stalla mal tenuta in cui sarebbe venuto il vomito agli stessi suoi abitanti quadrupedi. Entrando in citta', per fortuna, i colori e gli odori hanno determinato un deciso sollievo nel mio giudizio rispetto a questa terra angustiata da una storia turbolenta. L'albergo è carino nonostante il prezzo per niente oneroso, le stanze grandi e disegni sulle pareti che ricordano l'art nouveau. Ci facciamo avvolgere dalla gioia tutta italiana per l'aver pagato a prezzo di stamberga un luogo assolutamente apprezzabile e ornato di carinerie fintamente artistiche, fino a quando non entriamo in esplorazione nella camera delle ragazze e notiamo il cozzare stridente dell'assurdo dipinto raffigurante una grossa tigre. La cosa genera in noi comunque un moto di estrema ilarità, per cui perdoniamo la leggerezza di una tale (in Italia imperdonabile) caduta di stile.

La posizione dell'albergo e' centralissima per cui, dopo aver poggiato le valigie, in poche ore e malauguratamente per i miei piedi, abbiamo già battuto tutta la città vecchia facendoci incantare dai numerosi palazzi storici e dalla maestosa superbia dell'antico castello circondato da mura che lo delimitano. Nella moltitudine di bancarelle sulla piazza del mercato abbiamo potuto scorgere tutti i simboli rappresentativi di questa cultura che sembra perdersi nel dolore delle sue ferite mai rimarginate e abbiamo potuto gustare i piatti (troppo) speziati che il mio gusto osteggia con ostinazione.

Le innumerevoli carrozze che circondano il mercato in cerca di turisti troppo ingenui (nel senso di "pagu bessiusu") o troppo egocentrici (nel senso di "scioro-dipendenti"), sono guidate soprattutto da donne con maschili abiti da cocchieri, ma dotate con evidenza di attraenti caratteristiche femminili. Mi danno l'impressione di avvoltoi che sorvolano la preda ormai morente, quando ammiccano in modo ammaliante chiedendo ai malcapitati passanti di scegliere di essere divorati dai loro attributi abbondanti, o ricordano le leggendarie sirene che, coi loro canti inebrianti e i loro corpi di travolgente bellezza, attirano Ulisse e i suoi marinai in un vortice di irrefrenabile quanto rovinosa lussuria. Come quei marinai, noi ci tappiamo le orecchie fischiettando allegramente per coprire le loro voci e guardando altrove per non subire il fascino passeggero di un'esperienza che sappiamo già essere una fregatura assicurata.

I numerosi artisti di strada attirano la nostra attenzione, ma il premio personaggio del giorno va di sicuro al fachiro sospeso nel vuoto accanto al quale siamo stati a lungo col dubbio funesto di capire quale incredibile diavoleria avesse escogitato per un trucco di cotanta affascinante bravura illusionistica. Purtroppo di illusionismo non si trattava visto che i turisti si avvicinavano a toccare l'atmosfera che lo teneva sospeso e non c'era nessuna finzione. Non credo che riuscirò a risolvere mai questo dubbio e credo che me lo porterò nella tomba a disturbare il mio sonno eterno.

Camminando per la città troviamo un Kebab e ci aggrovigliamo per i suoi sotterranei credendo siano quelli che abbiamo letto essere caratteristici della città e siamo sconfortati dal trovare una banale sala da fumo, ma non ci lasciamo scappare l'occasione e ce ne impossessiamo fumando tabacco alla banana e sorseggiando la birra locale che sembra avere quel tocco in più per renderci completamente gaudiosi e salottieri. La compagnia e' perfetta. Nonostante non conoscessi la maggior parte delle persone che hanno intrapreso con me questo viaggio, aleggia una certa serenita' gioiosa che completa questa prima tappa e che mi rende particolarmente ottimista.

Per oggi e' tutto, avrei tanto da dire ma non e' semplice scrivere con questa trappola tecnologica che devo ancora imparare ad utilizzare

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