Sotto l’ombra del cedro

Tra la Parigi del Medio Oriente e i bellissimi paesaggi che fanno da sfondo a un mosaico di religioni e a una cucina raffinata: insieme alla scoperta del Libano!

  • di Andrea Bonfitto
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Dopo anni passati a sognare di ritrovarmi un giorno nel Paese dei Cedri, ecco finalmente vedersi realizzare anche questo mio desiderio!

La mia passione per la lingua e il mondo arabo non può dirsi appagata senza aver messo piede anche in questa piccola repubblica mediorientale. Il Libano conta più di 4.200.000 abitanti, dei quali oltre 1.200.000 vivono nella capitale, Beirut, definita la Parigi del Medioriente.

Sono tanti i motivi per decidere di visitare questo Paese. Innanzitutto la storia: la Bibbia già 4 mila anni fa parlava dei cedri del Monte Libano, simbolo di maestosità e forza. Gesù faceva il suo primo miracolo trasformando l’acqua in vino in un paesino ora chiamato Qana, vicino a Tiro. A Byblos i fenici inventavano il primo alfabeto della storia umana 1300 anni prima della nascita di Cristo. Vestigia romane puntellano il Paese qui e là, mentre colline rigogliose fanno da sfondo ad antichi monasteri, castelli e persino alla casa natale e al sepolcro del grande Khalil Gibran. E poi c’è la cucina, una delle più raffinate del Medioriente, dove l’utilizzo delle spezie ricorda di essere comunque in un Paese arabo, eppure il loro impiego parsimonioso rende i sapori molto delicati e vicini alla cultura gastronomica europea e mediterranea.

Il Libano è un grandissimo esempio di stabilità nel mezzo di un’area molto turbolenta: dopo una cruenta e lunga guerra civile, durata oltre 25 anni, convivono nuovamente insieme musulmani sciiti, sunniti, cristiani ortodossi e maroniti, drusi… tutto questo mentre resta tuttora sigillato il confine israeliano a sud, ed infuria la guerra civile siriana a est e a nord. Esso è l’unico Paese arabo dove vige una condizione di parità tra cristiani e musulmani regolata dalle leggi locali: il Parlamento è formato da 64 cristiani e 64 musulmani, il Presidente della Repubblica è sempre un cristiano maronita, il Presidente del Parlamento è musulmano sciita e il Primo Ministro è musulmano sunnita. Nel Paese i cristiani sono il 40% della popolazione, mentre la parte restante è in maggioranza musulmana.

Amante del fai-da-te, compro dunque con quasi un anno di anticipo il mio biglietto della Turkish Airlines, risparmiando quindi parecchio, e individuo su Booking.com le strutture dove andrò a soggiornare. Purtroppo le uniche trovate, che propongono prezzi accettabili, sono soltanto a Beirut e a Byblos, comunque ottime basi per visitare rispettivamente il Sud ed il Nord, date le dimensioni ridotte del Paese. Pubblico quindi il mio programma di viaggio su Couchsurfing, e fioccano gli inviti per una mangiata insieme, una passeggiata o per un giro turistico…

Nel comunicare con i libanesi si possono usare sia l’inglese che il francese (quest’ultima lingua particolarmente diffusa tra i cristiani). La varietà di arabo che si parla è invece quella levantina, diffusa anche in Siria e Palestina, che ha la reputazione di essere una variante particolarmente dolce all’orecchio.

Al mio arrivo in aeroporto, mi viene a prendere Mohamed, 28 anni, sviluppatore di software per istituti bancari, musulmano, il primo libanese che incontro durante il mio viaggio. Lui e il suo amico mi daranno un passaggio gratuitamente fino in centro, dove dovrò pernottare. Purtroppo non avrò altre occasioni di incontrarli, ma mi sarà di grandissimo aiuto nello studio della lingua araba. Un passaggio in taxi per coprire la stessa tratta potrebbe costare anche 30 €. Al mio arrivo, desisto dal voler comprare, per ovvi motivi di praticità, una SIM locale, dato il prezzo improponibile di 70 €, confermatomi successivamente anche in centro a Beirut

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