Sorrento, Amalfi e Positano

  • di Prix82
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Lasciata la “città sepolta” alle spalle proseguo per la città di Torquato Tasso, Sorrento. Nella piccola cittadina arrivo già con il buio e ne approfitto per fare quattro passi nella via centrale, Corso Italia, piena di negozi colorati e piazzette affascinanti. Una scappatella fino al molo, percorrendo la strada lastricata scavata nella roccia è imperdibile. Poi cena alla “Antica Trattoria”, chiaramente sempre consigliata da simpatiche persone incontrate per caso durante lo shopping.

Per comodità e logistica la prima notte la trascorro in hotel a Salerno. Svegliata di buon ora, ma con un meteo pessimo (il cielo è sempre più nero e minaccioso) mi aspetta tutta la Costiera Amalfitana.

Inizio da Vietri sul Mare, piove ancora poco, e quindi parcheggio la Sedici TPC per dare uno sguardo alle botteghe di ceramica, che rappresentano la principale attività del paese. Sparse in ogniddove regalano angoli di colore e allegria anche nella più cupa delle giornate autunnali.

Passando per Cetara, Maiori e Minori la pioggia diventa più insistente, giungendo al nubifragio proprio dalle parti di Amalfi, dove vorrei pranzare. Non desisto e la fortuna mi aiuta: dopo mezzoretta di tuoni e lampi paurosi, tutto torna a tacere lasciandomi la libertà di visitare il Duomo di Amalfi e rifocillarmi nella “Trattoria dei Cartari”.

È il ristorante preferito da una mia amica, che quando passa da queste parti non sceglie altro. È piccolissima, se non fosse per il dehor i coperti “al coperto” basterebbero per una squadra di calcetto o poco più, ma la cucina a vista è veramente suggestiva. Mangio antipasto ottimo e pesce all’acquaopazza sublime, ma il conto è salatino… d’altronde siamo ad Amalfi. Comunque sono soddisfatta.

Dopo un caffè al volo e qualche foto di rito, parto in direzione Praiano, con l’obiettivo di fare una bella merenda nella meravigliosa Positano. Raggiungo la perla della Costiera (è la mia cittadina preferita) sotto un incoraggiante e timido sole che sembra intensificarsi proprio per accogliermi. Giro in lungo e in largo tutti i vicoli, visitando bei negozi (non solo di souvenir), la chiesa e la Torre Saracena. In spiaggia il sole è caldo e bere un buon caffè seduta di fronte al mare e alle piccole barche dei pescatori non ha prezzo. Sulla via del ritorno un ricco babà, preparato nella più fedele delle tradizioni, non me lo toglie nessuno.

Con il dolce... rhum ancora a scaldarmi le guance, riparto verso la punta estrema della penisola sorrentina, dove ho il desiderio di raggiungere Nerano, per essere precisi Marina del Cantone, per poter cenare nel consigliatissimo ristorante “Lo Scoglio”, sul pontile a sbalzo sul mare. Qui, a detta di molti (ma soprattutto dei miei genitori) si possono trovare i migliori spaghetti alle zucchine del mondo… la strada è lunga e tortuosa, e attraversa paesi un po’ anonimi, forse anche per il periodo non proprio da piena stagione. Comunque verso l’ora di cena arrivo nella piazzetta in riva al mare, con l’acquolina in bocca, la curiosità alle stelle e un sottofondo di onde infrante sulla scogliera, e trovo la sorpresa… è chiuso!

Con l’amaro in bocca, ma soprattutto la fame nera, non mi resta che rientrare in albergo. Tutto sommato, ho trovato una Costiera bagnata, ma fortunata!

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