Costa rica imperial

E finalmente si parte direzione costa rica. Siamo io laura, il mio fidanzato Stefano e due amici Monica e Paolo. Partiamo da Genova via Parigi-Caracas e dopo 18 ore arriviamo finalmente all’aeroporto di San José. Sono le 17:30 e qui ...

  • di laura73
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

E finalmente si parte direzione costa rica. Siamo io laura, il mio fidanzato Stefano e due amici Monica e Paolo. Partiamo da Genova via Parigi-Caracas e dopo 18 ore arriviamo finalmente all’aeroporto di San José. Sono le 17:30 e qui è già buio. Ci vengono a prendere con un pulmino e ci portano al b&b la trinidad ad Alajuela, che ho prenotato via internet. Ci accoglie la padrona, tedesca..Meno male visto che anche Paolo è tedesco. Cominciamo subito a tempestarla di domande. Siamo partiti con l’intenzione di recarci sulla costa pacifica e di non andare sulla costa caraibica. Purtroppo a quanto pare sul pacifico il tempo è pessimo a causa della coda dell’uragano wendy...Abbiamo come l’impressione che i nostri piani di viaggio andranno all’aria. Andiamo a dormire presto e il giorno dopo sveglia alle 6...Decidiamo di andare a visitare la fattoria delle farfalle. Dopo aver imparato tutto su questi simpatici insetti prendiamo l’autobus e andiamo a visitare la capitale San José. Mangiamo il primo casado della nostra vita e facciamo un giro in città. Visto che comincia a piovere decidiamo di andare a visitare il museo dell’oro precolombiano. Fusi dal fuso cerchiamo un bar dove bere una birra, chiaramente marca imperial. Non risulta così facile...I costaricani più che bere alcolici mangiano qualsiasi cosa, basta che sia fritto...Troviamo un bar ci dissetiamo e torniamo in pulmann verso Alajuela. Il giorno dopo vorremmo andare al vulcano Poas...Ma è immerso nelle nuvole, quindi decidiamo di provare l’arial tram al parco Braulio Carillo. Ci viene a prendere un simpatico costaricano soprannominato “autistas”. Stefano si lancia nello spagnolo e lo abbandoniamo alla sua conversazione con autistas...Il quale purtroppo essendo nuovo del mestiere (prima aveva un negozio di frutta e verdura che, visto l’apertura di un centro commerciale nelle vicinanze, ha dovuto chiudere) non conosce benissimo la strada, anhe se c’è ne una sola...Entriamo nel parco nazionale e il prudente autistas va così piano che si forma una coda interminabile dietro di noi e, come dice monica, gli insetti si spiaccicano sul vetro posteriore del pulmino. Finalmente dopo 3 ore giungiamo a destinazione e dopo il consueto saluto costaricano dell’autista, “pura vida”, ci prepariamo per l’arial tram...Chiaramente comincia a diluviare. Muniti di poncho per la pioggia passiamo 1h 30min ad osservare dall’alto la foresta, tra una goccia e l’altra. D’altro canto come dice la nostra guida naturalista “una foresta pluviale senz’acqua è come un ristorante senza cibo”. Scendiamo a andiamo a fare un giro a piedi nella foresta. Vediamo 3 tucani e dei pipistrelli. Torniamo da autistas,che abbiamo lasciato ad ammuffire per 3 ore dal pulmino, ma lui ci saluta sorridente e si offre di accompagnarci al centro commerciale per fare acquisti. Che strano diluvia!!!

Il centro commerciale piace più a lui che a noi, anche se ogni minuto deve mettere la testa fuori per controllare la presenza del pulmino...Gli comunichiamo l’intenzione di andare nella zona caraibica..Ci guarda sconvolto. Secondo lui i caraibi sono molto pericolosi..Ci sentiamo comunque tranquilli visto il suo livello di paranoia!

Il 18/11 andiamo al terminal caribe, chiaramente scortati da autistas..Che triste lasciarlo! Partiamo per Puerto Limon dove arriviamo dopo 3 ore. Fa un caldo porco e l’umidità deve essere del 100%. Ci portiamo verso Moin per cercare di trovare una barca per il tortughero. Siamo fortunati, per la modica cifra di 30 dollari a testa troviamo un barcaiolo disposto a traghettarci. Sono le 13:30, ci assicura che in 20 min saremo pronti per partire. Alle 15:20, quando con calma arrivano altri due ragazzi spagnoli, partiamo. Dopo 10 min siamo di nuovo fermi per fare benzina e per munirci di cerate...Ho come l’impressione che a breve diluvierà!! Il canale del tortuguero è bellissimo, vediamo alligatori, caimani e un gruppo di fenicotteri, peccato che ci raggiungono anche lampi tuoni e l’inevitabile pioggia. Alle 18:30, quando ormai è buio, tocchiamo terra, bagnati fradici. Ci rechiamo alla Cabinas Tortuguero. Accogliente e soprattutto asciutta! Dopo una cena caraibica, tanto per cambiare a letto presto.

La mattina dopo andiamo a fare un giro nel parco del tortuguero dove facciamo il nostro primo incontro con i cebi cappuccini. Io sono alla disperata ricerca del bradipo, ma per ora nessuna traccia. Alle 14 abbiamo prenotato un giro in canoa con un biologo canadese, che ha un laboratorio al tortuguero e uno a Bahia Drake, visto che anch’io sono biologa mi esalto e mi riprometto di tempestarlo di domande!Purtroppo alle 14 arriva la coda dell’uragano alfa che ci costringe a rinunciare per ora alla gita. La rimandiamo a domani mattina alle 6:00...Andiamo a cena e a prendere un rum in un localino sul canale dove imperversa il karaoke; ci fermiamo a parlare con un ragzzo nicaraguense che lavora nella cabinas. Ci parla della situazione politica del nicaragua e di quanto la ricchezza sia molto meglio distribuita qui in Costa Rica. Sono le 23:30 è tardissimo e domani ci aspetta un’alzataccia..Tanto per cambiare!

Alle 6 finalmente con il sole andiamo in canoa insieme a tre ragazzi di Tel Aviv..Tre ore di giro sui canali. Pagaiando qua e la incontriamo un alligatore vediamo le immancabili scimmie e l’ara verde...Ma nessun bradipo. Torniamo in albergo prepariamo i bagagli e ci imbarchiamo per il viaggio di ritorno, insieme ai tre ragazzi di Tel Aviv. Un viaggio finalmente rilassante e soprattutto con il sole, il tortughero appere decisamente più bello rispetto al viaggio-platoon dell’andata. Ci fermiamo ad osservare i caimani, le iguane verdi i fenicotteri e poco prima di arrivare finalmente lo vedo..Il mio primo bradipo tridattilo ancorato ad un albero. Mi esalto e gli scatto un servizio fotografico rischiando di far rovesciare la barca! Al molo troviamo un pulmino che per 5 dollari ci porta a Cahuita. Con noi viaggia un ragazzo olondase che mi consiglia di andare a dormire alla Cabinas Spencer Seaside, pare che in giardino circolino dei bradipi! Argomento che ci convince a seguire il suo consiglio. La cabinas é sul mare e in giardino ci sono delle rilassantissime amache. Il gestore “hey man” è un giamaicano che rispetta pienamente gli usi e costumi della sua terra. Cahuita è una cittadina piccola con strade sterrate e molto tranquilla, come potrebbe essere altrimenti???? l’atmosfera giamaicana ci piace molto. Il mattino dopo andiamo in spiaggia e a fare un giro nel parco nazionale di Cahuita che costeggia in parte la spiaggia. Fa caldissimo, c’è il sole e l’acqua è calda. Nel parco ci fermiamo a giocare con un cebo e sulla strada del ritorno incontriamo una decina di scimmie ragno. Passiamo il pomeriggio a rilassarci sulla spiaggia, ma alle 15 arrivano gruppi di scimmie a mangiare proprio sopra la nostra testa..Direi che in costa rica non ci annoia mai. Torniamo alla nostra cabinas per farci una doccia e riposarci. Fuori è pieno di bambini che fanno un gran casino, esco per vedere cosa succede. Stanno giocando con un animale che sembra UN BRADIPO..É per terra e sta cercando di sfuggire all’orda barbarica, ma lo attende qualcosa di peggio! Un bambino mi consiglia di accarezzarlo..Ha un pelo ispido ma è bellissimo con il suo musetto bagnato! Corro in camera a chiamare stefano e ci muniamo di tutta la tecnologia che possediamo..Binocolo, pila da testa macchina fotografica con teleobbiettivo e videocamera..Lasciamo senza parole i bambini che si incuriosiscono e ci saltellano intorno felici di vedere il bradipo (in realtà sono due ma uno si ostina a rimanere sulla palma) da un’altra prospettiva. Nel frattempo il bradipo è salito sulla palma..Ci armiamo di pazienza..Prima o poi scenderà. Nel frattempo cala la tenebra! Dopo poco eccolo li ,riappare e si decide a scendere, ci facciamo largo tra i bambini e facciamo tutto quello che non si dovrebbe fare con gli animali: gli puntiamo la pila da testa e lo filmiamo. Non è poi così lento. Ma è stupendo. Pare che i bradipi scendano a terra una volta a settimana per fare i loro bisogni...Direi che siamo stati fortunati, lui un po’ meno! Tutti esaltati andiamo a prendere un aperitivo e poi a cena!

Il giorno dopo, dopo colazione, prendiamo l’autobus per porto Viejo. Percorriamo una strada in parte asfaltata e in parte sterrata. Andiamo a pedi lungo la foresta che costeggia la spiaggia e poi ci rilassiamo. Il tempo è bello il mare un po’ agitato e i surfisti prendono le onde. Per le 15 torniamo indietro. Andiamo a cena in un bellissimo ristorante spagnolo. Ottima cena con ottimo vino cileno! Andiamo a fare un salto al cocos bar. Suona un gruppo reggee, convinciamo il cameriere Fidel a far suonare Stefano insieme a loro. Felici e contenti torniamo in albergo dove ci fermiamo a parlare con due ragazzi americani godendoci la vista della luna sull’oceano

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