Costa Rica, viaggio tra due oceani

Natura da vivere, ma anche da raccontare: paradiso terrestre coperto da giungle e chiuso da due oceani, per un viaggio tra spiagge, foreste e paludi, barriera corallina e vulcani

  • di frasca giuseppe
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 6
    Spesa: Oltre 3000 euro

Nel pomeriggio visitiamo il Parco Nazionale del Manzanillo. Il sentiero che percorriamo nella foresta è abbastanza agevole e ci porta al Mirador da dove si gode di un magnifico paesaggio marino con le alte onde che vengono ad infrangersi sugli scogli. Onnipresenti le scimmie. Al ritorno ci fermiamo per un bagno ristoratore e per gustarci un cocco -che ha sfiorato, cadendo, di pochi centimetri la mia testa- gentilmente apertoci con il machete da un guardiano del Parco.

Giorno 4.2

Partenza per il piccolo villaggio di Tortuguero. Dopo circa 120 Km, percorsi altri due chilometri di sterrato, arriviamo all’imbarcadero “La Pavona” dove ci imbarchiamo per raggiungere il villaggio. Fortunatamente l’imbarcazione è coperta perché, ad una pioggerellina iniziale segue un temporale con successive schiarite e pioggerelline. Il luogo, soffuso da una leggera nebbiolina e ombra, ha un fascino particolare che genera una sottile malinconia. Comunque cominciamo a prendere contatto con la varia flora e fauna ai lati del fiume. Fra il fiume che percorriamo e l’oceano atlantico, c’è una striscia parallela di terra sulla quale, dopo un’ora, sbarchiamo per raggiungere l’albergo. Breve visita della spiaggia lambita da un oceano fragoroso e del piccolo paese che vive di turismo.

Giorno 5.2

Alle ore 8,30, dopo una notte di pioggia torrenziale, attrezzati di impermeabili, ci imbarchiamo per una visita dei canali color del limo che si aprono lungo il fiume. Dopo un’iniziale acquerugiola, esce, inaspettatamente, una meravigliosa giornata di sole che ci consente di ammirare l’esuberante vegetazione, favorita dalla perpetua umidità generata dalle piogge e dalla nebbia. Di animali ben mimetizzati ne vediamo tantissimi. Alcuni riusciamo ad identificarli. Fra questi: aironi (particolare quello tigrato), basilischi, aninghe, iguane, bradipi, polli sultani, aquile, caimani etc.

Nel pomeriggio visitiamo il Centro di documentazione del Parco e facciamo una visita, a piedi, a lato della spiaggia che costeggia l’oceano, osservando fregate, avvoltoi, ragni enormi ed una vegetazione lussureggiante.

Giorno 6.2

Trasferimento a Sarapiqui da dove saliremo la Cordigliera per raggiungere l’albergo “El Socorro”. All’inizio di una lunga strada sterrata ci aspetta don Josè, il proprietario della Finca, che ci aiuterà a raggiungere il suo albergo situato nel cuore di una foresta primaria e secondaria. Il complesso è molto carino in quanto è costituito da chalet, circondati da giardini fioriti al limite dei quali si staglia, possente, la foresta nebulosa. Inoltre si mangia veramente bene. Nel pomeriggio piccola escursione con pioggerellina. Osserviamo orchidee, felci giganti, alberi alti 20 mt con fitto sottobosco e il lipodium. Al calare delle tenebre facciamo una escursione a piedi, nella foresta primaria, illuminando il percorso con le torce elettriche. Nel cavo di un albero abbattuto osserviamo una enorme tarantola. Dallo chalet ci si offre uno spettacolo inatteso: la giungla illuminata a intermittenza da…lucciole enormi.

Giorno 7.2

Percorriamo con don Josè, lunghi e difficili sentieri della foresta primaria, caratterizzata da alberi ad alto fusto di oltre 20 mt, mai toccata dalle attività umane e praticabile a livello del suolo perchè la scarsa luce che vi arriva non favorisce la fotosintesi di piccole piante. Osserviamo anche la foresta secondaria, caratterizzata da alberi meno alti, in quanto disturbata, negli anni passati, dagli uomini. In quest’ultima non si può entrare in quanto una densa crescita vegetale, a livello del suolo, ne impedisce l’accesso

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