Costa Rica zaino in spalla

Tre settimane in Costa Rica organizzate fai da te

  • di pucci74
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Dopo aver già visitato qualche paese latino, questa volta decidiamo di andare in Costa Rica (con breve soggiorno all’isola di Ometepe in Nicaragua), sfruttando anche un’offerta aerea molto vantaggiosa con american Airlines. Il nostro soggiorno dura tre settimane.

Atterrati, cambiato soldi, ritirato i bagagli, abbiamo subito trovato il taxi che ci ha portato all'albergo prenotato, una bella casa ex coloniale. Dopo la nostra prima cena locale (immancabili riso, fagioli, carne, banane fritte…), alle 21,30 sveniamo nel letto.

Al mattino il fuso orario ci sveglia alle 6, e dopo colazione un taxi ci porta al terminal dei bus per la località Manuel Antonio. Nelle 4 ore di viaggio cominciamo a conoscere il paese: un vero e proprio immenso giardino, un incredibile continuo verde senza sosta: tra una foresta ed un bosco (difficile la distinzione) si distendono immense praterie… Facciamo anche conoscenza del caldo del paese: man mano che viaggiamo la temperatura segnata dal termometro del bus aumenta a vista d’occhio: all'arrivo a Manuel Antonio segna 41 gradi! Sapevamo che era la tappa più calda, ma non pensavamo a tal punto. Troviamo sistemazione in un ostello: il paese non ha molte possibilità, ma e’ comodo per accedere al Parco omonimo. Siamo sull'oceano pacifico, con spiagge da cartolina, sabbia bianca, palme da cocco… qualche iguana… uno spettacolo! Nel pomeriggio ci riposiamo in spiaggia, riuscendo però a rimanere molto poco al sole, cena al ristorantino e a nanna presto.

Al mattino visitiamo lo stupendo Parco, fatto di fitta foresta sul mare, con 4 spiagge bianche ed un grande promontorio. La giornata è da ricordare: dopo aver camminato poco più di un'oretta, raggiungiamo la prima spiaggia, dove facciamo l’incontro MOLTO ravvicinato con numerose scimmie, iguana e procioni. E proprio quest’ultimi non ci lasciano riposare: appena ci si corica sulla sabbia si avvicinano a gruppetti, cercando di portare via gli zaini alla ricerca di cibo. A nulla valgono i tentativi di mandarli via. Appesi gli zaini sugli alberi, armatici di bastone, cerchiamo di tenerli lontani. Facciamo ovviamente il bagno, e proseguiamo la giornata, camminando nella foresta, visitando un’altra spiaggia, avvistando anche tapiri, colibrì e grosse farfalle…

Il giorno dopo lungo trasferimento a La Fortuna, raggiunta solo alle 6 di sera. La situazione climatica cambia decisamente: siamo al centro del paese, in mezzo alla foresta pluviale… oggi ha piovuto tutto il giorno. Il giorno dopo, con una guida facciamo un’escursione sulle pendici del Vulcano Arenal. Il Vulcano si è visto poco a causa della continua pioggia, ma la foresta pluviale vale lo sforzo. Per due ore camminiamo con keeway e scarponcini su sentieri di fango e su colate di lava, avvistando piante, fiori, orchidee, erbe medicinali a noi sconosciute. Pure un piccolo serpente velenoso che si è fatto fotografare. Scesi giù dalle pendici, ci siamo immersi in un torrente di acqua calda (che alimenta le numerose terme della zona) per un’ora e mezza…

Il giorno dopo, sempre sotto la pioggia, abbiamo preso un taxi per dirigerci in una piccola riserva creata per la Catarata de la fortuna, una grossa cascata a cui ci si arriva dopo 30 minuti di ripida discesa in mezzo alla foresta. Lo scorcio e incantevole, ma non vale I 10 dollari del biglietto. Qui avremmo dovuto fare il bagno, ma le forti piogge degli ultimi giorni non ce lo permettono... il gettito è più impetuoso del normale. Rientrati a La Fortuna, nel pomeriggio dobbiamo spostarci alla Riserva Monteverde, la più famosa Foresta Pluviale del continente americano. Per evitare le otto ore di bus, decidiamo di concordare un trasporto combinato di tre ore (o almeno che avrebbe dovuto durare tre ore) con taxi fino alle rive del lago Arenal, ferry per attraversare il lago, jeep fino a Monteverde. Nei primi due tratti tutto bene; nel terzo tratto, ecco la nostra prima disavventura. Saliamo su un pulmino stracarico di gente, e dopo poca strada sterrata, rimaniamo piantati su una salita... neanche un secondo tentativo con rincorsa ha i suoi frutti: la pioggia copiosa non lo rende possibile. Pertanto il tragitto si allunga di un paio di ore e dopo 3 ore di strade impantanate e nebbia, arriviamo a Monteverde, dove troviamo fortunatamente subito una sistemazione. Qui siamo in mezzo alla foresta pluviale, fittissima... e qua il sole è raro: un perenne forte vento accompagna una continua pioggia. Anche quando compare il sole, il forte vento porta da nuvole vicine la pioggia, creando un effetto di acqua nebulizzata... cioè pioviggina anche nei rari momenti di sole cocente. I nostri pochi vestiti pesanti vengono estratti dal fondo dei nostri zaini

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