Viaggio itineranto con l'auto in Costarica
Per molti il Perù è Macchu Picchu, la catena di Ande sempreverdi e le popolazioni coloratissime che lì vi abitano. Anch’io, con il mio viaggio pensavo di venire a contatto con tutto questo. Invece, a causa delle intense pioggie e delle alluvioni succedute in gennaio, il sito per eccellenza non era visitabile fino al primo di aprile, per cui avrei dovuto ricercare ben altro. E infatti così è stato. Mi sono accorto che il Perù è ben altra cosa e, sia dal punto di vista storico, artistico, paesaggistico e naturalistico, ha in realtà moltissimo da offrire.
Il territorio è talmente tanto vasto che ti può mostrare tutti i tipi di ecosistemi e paesaggi diversi e, anche se non si riesce a visitare la città perduta degli Inca, ci sono migliaia di resti di moltissime civiltà ugualmente importanti che, purtroppo, sono a conoscenza solo di pochi: i Nazca, i Paracas, i Moche, i Chachapoyas e molti altri………
07/03/10 Arrivare all’aereoporto di Lima è stato una grande delusione: ammirare dall’alto questa immensa distesa di casupole accatastate e impolverate era una vera desolazione, così immediatamente ho deciso di prendere un bus della Soyuz per recarmi a Paracas. Per la strada solo deserto, deserto, deserto. Tutta una serie di casette quadrate di mattoni o di paglia molto simili in realtà a quelle che si possono ammirare nel deserto del Sinai, in mezzo ad una serie di cartelloni pubblicitari che reclamizzano prodotti che in realtà sembrano un po’ fuori luogo in mezzo a tutta quella desolazione. Dopo 2 ore di deserto, sono arrivata a Pisco, dove ho preso un simpatico taxi che, per fare 20 chilometri mi ha chiesto praticamente la stessa cifra che avevo pagato con il bus per farmene 200. A Paracas ho pernottato presso un alberghetto locale, proprio vicino alla spiaggia, dove quella sera si festeggiava la fondazione della città e quindi c’erano tutti in piazza, con concerti, bancarelle e baracchini di specialità gastronomiche. Ma prima: visita al deserto di Paracas: un deserto di sale, dove si trovano resti di fossili e di legni, segno che lì un tempo c’erano sia le foreste che il mare in ere diverse. Il deserto è bellissimo, con tutte le dune con i colori cangianti a seconda dei minerali che lì vi si trovano e con le scogliere a picco su un oceano Pacifico blu intenso e piuttosto agitato. Nell’aria un’infinità di uccelli di tutti i tipi e nel mare le foche, i leoni marini e i delfini. Una cosa veramente splendida del Perù, che sinceramente non mi aspettavo, e’ l’infinità di diverse specie animali che vi si possono trovare!!!
08/03/10 La mattina dopo avevo prenotato un’escursione alle isole Ballestas: avevo sentito che valeva la pena di farci una capatina ed infatti è stata una delle cose più belle del viaggio: poter ammirare dalla barca la famosa Candelabra e soprattutto trovarsi faccia a faccia con magnifiche specie animali di tutti i tipi!!! Sulle isolette, un tempo famose per la raccolta del guano, migliaia, ma veramente migliaia di uccelli di tutti i generi ammassati gli uni sugli altri: diversi tipi di gabbiani, cormorani, pellicani, le sule, le sule dai piedi blu e, meravigliosi!!!!, i famosissimi pinguini di Humbolt!!!!!!! Ma le sorprese non sono finite qui!!! Sugli scogli e sotto gli anfratti delle rocce, centinaia di lobi marini, di foche con i lori cucciolini ai quali imparavano a nuotare e di enormi leoni marini che escono dall’acqua sbuffando!!!
E’ stata proprio un’esperienza bellissima ed hanno ragione, a mio avviso, di chiamarle le Galapagos del Perù. Ritornata a terra sono andata a recuperare il bagaglio all’hotel (in Perù tutti gli hotel, dal più economico al più caro, offrono questo splendido servizio di deposito bagagli che altrimenti per molti, girare con lo zainone per fare certe escursioni può diventare un problema!!!)e, alle 11.00 sono partita con un bus della Cruz del Sur alla volta di Nazca. Un tempo la compagnia più gettonata era la Ormeno, ora soppiantata da quella della Cruz del Sur, che collega tutte le tratte più importanti, apparte il collegamento tra il Titicaca e Cuzco (perche?????). Si viaggia molto bene, con sedili belli larghi e confortevoli e lungo il viaggio, oltre al servizio di ristorazione, si può assistere anche alla proiezione di film: quindi, se qualcuno si annoia ad ammirare il solito paesaggio (deserto, deserto, deserto……), c’è anche un piccolo diversivo!!!! A me sinceramente guardare fuori dal finestrino non dispiaceva anche perché, come mi ha detto in seguito qualcuno, era un percorso che ti aiutava a riflettere. Ma tra me e me mi chiedevo dove fosse quel Perù che sta nell’immaginario collettivo e, se devo essere sincera, anche nel mio!!!!
Arrivata a Nazca, ho pernottato alla Inca House, una pensioncina bellissima, appena aperta, gestita da una coccolissima signora peruana di nome Nancy, che, per due giorni, si è presa cura di me, servendomi e riverendomi (la mattina seguente mi è venuta addirittura a cercare in strada e a riportarmi a casa perché non avevo fatto colazione!!!!!!!!) Alla sera sono andata a visitare la piramide di Cahuachi, in sito che ospita circa una decina di piramidi, ma solo qualcuno fino ad ora è stata scoperta da una spedizione italiana guidata dal professor Orefici. La cosa che mi ha veramente stupito, non solo lì ma anche in tutti i luoghi visitati, è che ci sono tantissimi resti di civiltà preincaiche che sono a cielo aperto, senza nessuna protezione, in balia di ladri e tombaroli di tutte le lingue e le nazioni. Lì, camminando contro un vento fortissimo che a momenti non ti permetteva nemmeno di reggerti in piedi, cammini calpestando tutta una serie di ceramiche delle popolazioni Nazca e Paracas senza nemmeno rendertene conto. E, camminando nel deserto, puoi incappare in resti di ossa che spuntano da qualche Huaca lì vicino, o resti di tessuto appartenenti a qualche mummia sepolta sotto terra!!! E’ una cosa veramente incredibile!!!
09/03/10 Il mattino dopo: sorvolo sulle famosissime linee di Nazca. Avevo seguito il consiglio di molti di non fare assolutamente colazione prima del volo, ma, a causa delle evoluzioni del pilota, tutto il mio sforzo non è stato sufficiente. Il sorvolo delle linee è assolutamente da fare, per rendersi conto dell’immensità del lavoro che era stato fatto da queste popolazioni: si possono ammirare, in realtà, molte più figure di quelle che sono più conosciute come il condor, il colibrì e la scimmia: le figure sono veramente moltissime e sono intrecciate con tutta una serie di linee che si presume costituissero dei percorsi cerimoniali. Davvero un lavoro immenso: ma eseguito per chi e come, visto che le figure sono perfettamente speculari e comprensibilmente ammirabili solo dal cielo??? Dopo aver visitato nel pomeriggio il museo Antonimi, dove sono custoditi resti delle civiltà Nazca e Paracas, e gli acquedotti di Caudillo,alle 22.00 ho preso il bus Cruz del Sur alla volta di Arequipa. Lo scenario sempre lo stesso: deserto, deserto, deserto……..ma il Perù dov’è? Mi chiedevo!!!!! E la famossissima Panamericana interminabile, come del resto tutti gli scenari peruani, infiniti, immensi, inspiegabili!!!!!!
10/03/10 Arrivo ad Arequipa, splendida città a 2325 metri sul livello del mare, costruita con la famosa impietrita, del tufo bianco che la rende famosa in tutto il Perù e con alle spalle 3 magnifici e imponenti vulcani: il Misti, la Chachani e il Picchu Picchu. Come prima cosa mi sono prenotata un’escursione di due giorni al Canyon del Colca (vi consiglio di farla, è un’esperienza davvero indimenticabile!!!): le agenzie dove prenotare sono veramente tantissime, sia in Plaza de Armas che nei dintorni, perciò, se avete un po’ di voglia e di tempo, potete trovare delle offerte davvero vantaggiose. Non lasciatevi abbindolare dal primo agente che trovate per strada!!!!! Arequipa, come del resto tutto il Perù, è un vero paradiso per chi ama fare le fotografie: siccome il sole è molto intenso però è meglio portarsi dei rollini ISO 100 e, per le foto naturalistiche un obiettivo che abbia almeno una ottica di 200. Farete veramente delle foto degne del National Geografic!!!!!!
Una delle mete preferite per il fotografo amatoriale, è sicuramente il museo di Santa Catalina, con tutti i suoi edifici in tinte pastello e quell’atmosfera un po’ fuori tempo che si può respirare all’interno!!!! E poi una visita la merita sicuramente anche il famoso museo della mummia Juanita, la vergine di ghiaccio scoperta durante lo scongelamento del vulcano Ampato una decina di anni or sono: mi raccomando, se volete vedere la mummia dovete andare da maggio a dicembre, perché altrimenti potrete ammirare solo una sua amichetta, la mummia Sarita!!! In ogni caso potrete però ammirare tutto il corredo funerario che è stato trovato accanto a lei e con il quale ha scalato il famoso vulcano!!!
11/03/10 Partenza verso il Canyon del Colca, una meta veramente imperdibile, a mio avviso, per gli scenari e la natura mozzafiato che lì vi si possono incontrare!!! Prima dell’inizio del viaggio, la guida ti spiega che si arriva fino a 5000 metri e quindi è consigliabile fare provvista di molto cioccolato o affini (serve molto glucosio nel sangue) e caramelline, biscottini o foglie di coca per affrontare l’ascesa. (In alternativa ci sono anche dei pirolozzi per affrontare il mal di montagna!!!!)