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Costa Rica : amore a prima vista

Siamo partiti da Firenze con un volo abbastanza lungo e faticoso con scalo a Parigi e Atlanta che arriva a San Josè dopo quesi ventiquattro ore. I primi 4 giorni abbiamo soggiornato nella capitale, una città che ha del tutto ...

  • di alfredoingegno
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: 3500
 

Siamo partiti da Firenze con un volo abbastanza lungo e faticoso con scalo a Parigi e Atlanta che arriva a San Josè dopo quesi ventiquattro ore. I primi 4 giorni abbiamo soggiornato nella capitale, una città che ha del tutto dimenticato l'antica austera bellezza del periodo coloniale e che vive nel caos e nel traffico rumoroso e puzzolente tipico di quasi tutte le capitali del centro-sud America. Segnaliamo solo il bellissimo teatro ottocentesco, sontuoso il bar interno, e il Museo Nazionale che offre una semplice ma chiarissima panoramica sulla storia e della geografia del paese. Abbiamo poi noleggiato un auto ( deve essere un 4x4 di buon livello !) e alcune escursioni nella Meseta Central ci hanno dato subito respiro. Da segnalare il circuito del lago e della valle di Orosì passando da Cartago e Valparaiso . Se volete davvero sapere tutto sul caffè, dalla storia alla produzione, affidatevi al tour del Caffè Britt che è possibile unire ad una visita presso la Finca Mariposa dove siete accolti nel mondo delle farfalle con ottime guide e grande competenza.

Il quinto giorno da san Josè ci siamo spostati verso l'area del lago e vulcano Arenal alloggiando nel Rancho Margot, vicino al villaggio di El Castillo. Juan, il proprietario, è un cileno con le idee molto chiare in materia di turismo ecosostenibile e vi guiderà alla scoperta di quanto può essere fatto nel totale rispetto della natura e delle risorse rinnovabili che ci vengono messe a disposizione. La conoscenza di questa realtà ecologica che ricicla ogni cosa ed è completamente autonoma sotto il profilo energetico, merita da sola il viaggio in Costa Rica. Ma fermatevi almeno tre giorni e non dimenticate di fare l'esperienza di qualche lezione di Yoga sulla piattaforma in legno costruita a tale scopo sul fiume a contatto con gli odori e i suoni della foresta tropicale. Il centro più vicino, La Fortuna, offre molte attrazioni piacevoli tra cui, da non perdere, le omonime cascate di acque termali.

L'ottavo giorno ci siamo spostati nel compndio di Sant'Elena - Monteverde in un bellissiomo percorso sulle rive del lago Arenal dove è molto probabile incontrare animali selvatici di ogni genere. A Monteverde, la cui origine quacchera è ormai irriconoscibile, abbiamo visitato lo straordinario compendio della Riserva Biologica, un percorso guidato di circa tre ore in una delle ultime foreste nebulari primarie del pianeta. In quell'occasione abbiamo avuto la fortuna di avvistare il Quetzal, uccello sacro dei Maya il cui brillante piumeggio multicolore risplendeva magnifico sotto i raggi di una rara giornata di sole.

Il decimo giorno, ripassando da Tilaran e attraversando il ponte della Amistad, ci siamo diretti verso la dolcissima penisola del Guanacaste . Siamo stati per tre giorni a Nosara in un piccolo Hotel sulla spiaggia di Punta Guiones, ambìta meta dei surfisti di tutto il mondo, a godere di silenzio e tramonti indimenticabli; gli altri due giorni ci siamo spostati nella non lontana Samara alloggiando nel piccolissimo e delizioso B&B Casa Buenavista; a poche centinaia di metri abbiamo fatto splendidi bagni nella luminosa Playa Carrillo che è animata da grandi granchi rossi e protetta da numerose fila di palme che lambiscono il lungo arco sabbioso spazzato via di continuo dalle onde impetuose dell' oceano. Il centro abitato di Samara, benchè certamente assediato dal turismo, conserva ancora un certo fascino di villaggio marino e potete mangiare ovunque ottimo pesce d' oceano ben cucinato

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