Corsica da favola

Una settimana alla fine è volata in fretta ma ci ha lasciato delle splendide emozioni che siamo sicuri posssa provare chiunque si trovi a passare per questa isola meravigliosa!

  • di valc81
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 
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Si parte da Livorno alle 18:30, per esperienza se risucite meglio prendere i traghetti al mattino (costano meno e non accumulano ritardo); arriviamo a Bastia alle 23:30 e decidiamo di andare giù fino alla zona tra Porto Vecchio e Bonifacio, serata fresca, strada diritta e scorrevole ma poco illuminata, sembravamo i padroni indiscussi delle strade. Al buio di queste strade non noterete i tanti animali presenti sul ciglio delle strade, attenzione a qualche avventuriero che dovesse decidere di fare un passo in più del dovuto!

Decidiamo di alloggiare al camping della Rondinara (www.rondinara.fr), 6 km di curve dalla strada principale, ma ne vale la pena! Tante zone ombreggiate, pulito, ben attrezzato con piscina, supermercato interno e un bar con dei cornetti che erano la fine del mondo! Se arrivate al mattino presto avrete più possibilità di scegliere piazzole ampie e ombreggiate, per questo motivo noi abbiamo deciso di trascorrere la nottata in macchina per poter scegliere meglio al mattino presto.

Da qui parte il tour per tre spiagge magnifiche: la Rondinara, Santa Giulia e la Palombaggia. Ci sono poche parole per descriverle, spiagge di sabbia fine con un mare splendido. In pieno agosto erano un po’ affollate, ma ciò non ha disturbato il panorama meraviglioso. Dal nostro campeggio era possibile arrivare a piedi alla spiaggia della Rondinara oppure esibendo il tagliando del campeggio, il parcheggio è gratuito.

La nostra base era proprio a metà strada tra Bonifacio e Porto Vecchio entrambe molto belle. Bonifacio, bella ed elegante con le sue falesie e dall’atmosfera magica di sera; vi consigliamo una sosta all’Archivolto, nella città alta, una simpatica signora vi accoglierà con i suoi piatti particolari e molto gustosi.

Anche Porto Vecchio merita più di una visita, carina, modaiola e piacevolissima per trascorrere una bella serata. Ancora vivi nei nostri ricordi i buonissimi gelati della catena Ghiaccj.

Da Bonifacio prendete un traghetto per l’isola di Lavezzi, un’isola disabitata dove non troverete né un bar né un chiosco, ma tutta la meraviglia di una natura incontaminata e selvaggia e un mare stupendo dove nuotare a contatto con i pesci più strani. Ci sentiamo di consigliare questa escursione anche perché sulla strada del ritorno c’è un bel giro tra le isolette che compongono la riserva delle Bocche di Bonifacio e poi la vista dal basso di Bonifacio è impedibile!

Da Bonifacio, sulla strada per Ajaccio incontrate ad un certo punto uno scoglio a strapiombo sul mare con la forma di un leone che con la sua folta criniera di rocce scruta incessante il mare! Di lì a poco, armati di tanto spirito d’avventura, scendete giù vicino all’Hotel Coralli per una delle spiagge più belle di tutto il nostro viaggio, Roccapina. La strada per arrivare è davvero impegnativa ( circa 2,5 km di strada dissestata), ma sarete largamente ricompensati, anche qui niente bar, niente chioschi, ma tanta sabbia fine e un mare turchese che scende lentamente. Semplicemente stupenda!

Quando il caldo si fa rovente e non resistete più, fate ancora un po’ di km in direzione di Ajaccio e fermatevi a Sartene, una cittadina tutta arroccata dall’atmosfera magica con i suoi stretti vicoli dove a volte non tutti i turisti arrivano e allora lì, si sente il vero spirito corso. Da non perdere!

Il nostro viaggio poi è proseguito al nord, imperdibile il giro del dito, consigliato da ovest verso est per non ritrovarsi a percorrere strade strette a strapiombo sul mare! Assolutamente una sosta merita Nonza con la sua spiaggia nera, un capolavoro della natura e la chiesa di Santa Giulia e poi altri borghi che si incontrano sulla strada fino a Bagghiaggio, il vero capo Nord della Corsica… una cena al tramonto al ristorante del porticciolo non ha prezzo, sempre se poi ve la sentite di riaffrontare al ritorno un bel pezzo di strada stretta, tortuosa e al buio. La parte ovest del dito è sicuramente più selvaggia e ha un panorama decisamente più suggestivo della parte est, che forse, complice il buio che stava scendendo, abbiamo percorso più velocemente e con poche soste

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