Corsica in sette giorni

Veloce periplo dell'isola in auto, percorrendo 1.016,3 chilometri

  • di brabam
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

CORSICA IN 7 GIORNI E 1016,3 KM

Breve premessa: i nomi delle città o delle località sono tutti in italiano, come in origine. Detesto sentire l'accento sulla vocale finale, i nomi vanno pronunciati come in italiano.

Venerdì 10.10.2014: BASTIA - SAN FIORENZO

E' notte. Mi sveglio alle 04.15 anziché alle 04.30 come programmato. Doccia, colazione a base di frutta, e via, alla volta di Livorno. Ho tempo, vado piano, a 80 km/h, e sono veramente in relax. A questa velocità è lunga, ma alla fine arrivo in porto a Livorno, per la precisione al Porto Mediceo. Trovo il terminal traghetti della Corsica Ferries e scendo a fare il biglietto. Sono 211,00 Euro, online avrei risparmiato 50 Euro. Vabbé. Ci si imbarca. Salgo su, posteggio dove mi indicano gli addetti e raggiungo il ponte. Cerco subito un posto per dormire. Mi sistemo davanti alla reception, sul divanetto, bello largo, indisturbato, non prima di aver fatto colazione al self service (orrende uova strapazzate con orrenda salsiccia e pancetta, inclusa un'orrenda macedonia). Alle 12.45 si sbarca a Bastia, che vista dal mare sembra un'accozzaglia di casermoni in stile francese, che abbruttiscono l'insieme. Guadagno subito la strada per Capo Corso. Occorre mezz'ora per lasciarsi alle spalle le brutture. Poi si presentano alla vista solo costa, baie, insenature, calette, una più bella delle altre. Passo Macinaggio e salgo verso Capo Corso. Scendo verso Botticella, la supero e arrivo a Barcaggio, da cui posso ammirare la punta a nord della Corsica. Riparto. Prendo la strada per San Fiorenzo. Per molti tratti bisogna procedere con cautela perché la strada è dissestata. Tante belle foto e panorami mozzafiato. Arrivo a Nonza e faccio delle foto della rocca a strapiombo sul mare. Arrivo alla zona del moscato di Patrimonio, dove è tutto un brulicare di cantine vinicole che fanno vendita diretta e degustazione, ma io guido, e non posso bere. Cerco una chambre d'hotes, che non trovo, ne trovo un'altra ma la proprietaria mi dice che è già chiusa per fine stagione. Passo San Fiorenzo, vado ad Oletta. Tutto chiuso (siamo solo al 10.10.2014., mica a Novembre...). Torno a San Fiorenzo, chiedo all'agenzia di soggiorno. La gentile signora mi indica una buona chambre d'hotes, Baraka, della Sig.ra Giorgi, Euro 50,00 senza colazione. La proprietaria è una persona molto simpatica e mi accoglie calorosamente. Mi dà una piccola casetta tutta per me con cucina, camera, bagno e pergolato. Mi reco a cenare al Arrier Cour, in centro a San Fiorenzo, che mi lascia da subito perplesso e poi scontento. Il cibo non è un granché, è caro. Per una charcuterie asfittica di salami corsi (12 Euro, troppi), soupe corse (10 euro per una minestra di carote, patate, fagioli e due pezzettini di salame sono troppi), insalata e birra corsa (25 cl), 29,50 Euro. Decisamente troppi per il nulla (bello è che il cameriere/chef mi ha detto che ho ordinato una cena consistente, che non ce l'avrei fatta a finirla tutta....). Me torno alla stanza perplesso (mi chiedo se sia tutto così il cibo corso?....) E' notte, a più riprese vado in bagno per bere litri di acqua fresca, ho una sete boia, la charcuterie era molto salata e piccante, e adesso ne pago le conseguenze. La mia esperienza con i salumi e la zuppa corsa finisce qui. D'ora in poi solo pesce ai ferri, insalata e frutta.

Sabato 11.10.2014: SAN FIORENZO – CARGESE

Giornata dedicata alla guida. Alla partenza la Sig.ra Giorgi mi regala una confezione di crema di nocciole corsa (perché lei non può più mangiarne per via della glicemia). Parliamo brevemente e amabilmente dei trascorsi genovesi dell'isola, e la Sig.ra Giorgi mi fa una rivelazione, con un moto d'orgoglio: “sa, Antonio, noi corsi veri, corsi da generazioni, prima di sentirci francesi, prima di sentirci italiani, ci sentiamo GENOVESI

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