Corfù a primavera

Weekend lungo alla scoperta delle bellezze di quest'isola in periodo non turistico

  • di elmolucente
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Approfittando di un volo A/R nel weekend della Ryanair a 35€ e di un pernottamento di 3 giorni con colazione in Hotel **** complessivamente a 60€ a testa, abbiamo programmato quattro giorni di Aprile alla scoperta di Corfù.

PRIMO GIORNO

Atterrati in tarda mattinata a Kerkira, ci accorgiamo subito che manca un centro informazioni e che i collegamenti dall'aeroporto al centro della città non sono così frequenti. Il nostro hotel dista circa 4 km e mezzo, per cui o avremmo dovuto camminare un bel po' o saremmo dovuti ricorrere ad un Taxi. Contrattando e facendo notare come 15 € fosse un prezzo eccessivo, ci siamo messi d’accordo per 10 € bagagli compresi. L’hotel Ariti, al contrario di quanto letto in diverse recensioni, si presenta molto bene, la camera è spaziosa e il bagno pulitissimo, inoltre il balcone della nostra stanza si affaccia sulla piscina dell’hotel e sull’aeroporto. Mangiamo i panini che ci eravamo preparati da casa e, dopo un’oretta di riposo, finalmente siamo pronti alla scoperta di Corfù Town! Prendiamo l’autobus n 2 fino al centro (1,5 € ogni biglietto, valevole per una sola tratta), dinanzi a noi si presenta la famosa Spianada (una grandissima piazza architettata durante il dominio Veneziano abbattendo molti palazzi, al fine di difendere meglio la città) e la Vecchia Fortezza. Quest’ultima, costruita dai Bizantini e poi modificata dai Veneziani, è situata su un bellissimo promontorio ed è collegata alla città vecchia tramite un ponte. Subito notiamo il fossato chiamato “contrafossa”, oggi usato come approdo di pescherecci. Ci addentriamo quindi nella vera e propria rocca e, a parte i bastioni affacciati sul mare, risalta subito ai nostri occhi quello che sembra un tempio dorico; in realtà è la chiesa di San Giorgio, edificata dagli inglesi nel 1840 e successivamente convertita a chiesa cattolica e abbellita con icone provenienti da San Spiridone. Continuiamo la nostra visita fino a giungere alla sommità della cittadella dove troviamo la Torre del Faro, qui il panorama è mozzafiato e rimaniamo una mezz’oretta a contemplare quello spettacolo. Torniamo sulla Spianada affamati e decidiamo di prendere una porzione di loukoumades (3€), frittelle con sopra cioccolato e zucchero a velo, davvero buonissime! Ci addentriamo nella città vecchia e ,dopo una rapida visita alla bella basilica dedicata a Sant’Anna e a Sant’Elefterios, entriamo nella chiesa di San Spiridone. Questo è il santo protettore della città (si dice nelle varie leggende che abbia salvato Kerkira ben 4 volte da peste e invasori) e difatti, ascoltando la gente locale, notiamo che il nome Spyros (diminutivo di Spiridone) è frequentissimo nell’isola! Assistiamo ad una parte della celebrazione e l’atmosfera che si respira è davvero suggestiva, ci sembra di capire che qui la spiritualità abbia davvero una dimensione particolare; la chiesa è molto particolare: adornata con legno lavorato, fa spiccare ancora di più le icone su sfondo dorato. E’ già ora di cena e piacevolmente ci perdiamo tra i vicoli della città vecchia, mi ero informato riguardo ad una taverna non turistica e rimaniamo molto contenti quando chiedendo informazioni vediamo che è molto apprezzata dalla gente del luogo. Tsipouradiko si trova vicino la nuova fortezza, in una viuzza nascosta dietro la piazza. Prendiamo il famoso tzatziki (yogurt greco con cetrioli e aglio), una frittura di calamari, una porzione di cozze e una insalata greca, tutto davvero ottimo, complessivamente (con pane, acqua e coperto) spendiamo 22 €

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