Benvenuti nella Corea del Nord

Questo Paese merita di essere visitato per conoscere meglio la sua cultura e lasciarsi rapire dalle atmosfere uniche e misteriose. Benvenuti al 38° parallelo!

  • di franxx
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Un viaggio diverso, in una nazione bistrattata dai media che la descrivono come l'impero del male. Niente di più falso, la Corea del Nord merita di essere visitata per conoscere meglio la sua cultura, viverla nei suoi contrasti e lasciarsi rapire dalle atmosfere uniche e misteriose. Benvenuti al 38° parallelo! Viaggio fatto con un gruppo di 10 persone, di cui io, l'unico Italiano.

Due. In Corea, tutto è doppio. Due sono le Coree, quella del Nord e quella del Sud, due sono i Mondi a cui appartengono, uno sfacciatamente capitalista e l’altro un paradiso stalinista. Due sono le realtà che attraverseranno i miei occhi, quella reale e quella della propaganda. Due sono i leader che governano, Kim Il Sung, il padre della patria, e Kim Jong Il, il “caro Leader”. E due sono anche le guide che verranno a prendermi all’aeroporto, e che per tutto il mio soggiorno in Corea del Nord mi scorteranno, mi osserveranno, risponderanno alle mie domande e m’incuriosiranno con i loro modi bizzarri, un momento incredibilmente misteriosi e un’attimo dopo terribilmente sinceri. Mr. Lim e la Signorina Kim mi danno il benvenuto in una Pyongyang fresca di pioggia, che davanti ai miei occhi, si manifesta in ampi viali di tipo stalinista percorsi qua e là da qualche raro veicolo, statue gigantesche che incitano alla forza e al patriottismo, enormi piazze piene di bandiere rosse e qualche ragazza che vestita con il “josenot” il colorato abito nazionale Coreano, s’affretta a salire su autobus decrepiti ed affollati. Mentre fuori dal finestrino del minibus scorre la città e le nostre guide ci riempiono di dettagli pieni di propaganda sul loro grande paese e di quanto siano fortunati a vivere qui, non posso fare a meno di pensare che non sono mai stato così lontano da casa. Non come fattore geografico, ma proprio come fattore mentale, culturale, sociale. Qui si parla delle atrocità compiute dai Giapponesi con un grande fervore, della guerra di Corea come se fosse appena finita o come se dovesse da un momento all’altro riprendere vita, della fede “Juche” come unica ragione di vita, ovvero un mix di stalinismo e confucianesimo. Internet non esiste e nemmeno i telefoni cellulari. Forse sono finito in una dimensione spazio-temporale che ancora non conosco, perché qui, il tempo come lo intendiamo noi, si è inesorabilmente fermato, ma che al contempo è capace di sedurre, di attrarre, di confonderti. Il buio si e’ già impossessato del cielo quando arriviamo in hotel, e curiosando fuori dalla finestra della mia stanza, rimango sorpreso nel vedere che le tenebre sono scese su Pyongyang. Le uniche luci che si scorgono sono quelle della torre Juche, di un rosso intenso, e quella di una macchina che sta correndo solitaria lungo il fiume Taedong. Anche il silenzio è irreale, non lo si avverte solamente ma lo si può davvero percepire in tutta la sua potenza.

il risveglio nella capitale

Al mattino, tirando le tende, finalmente lo skyline della capitale si manifesta in tutta la sua opulenza, perché Pyongyang è una metropoli, la sola nella Corea del Nord, dove enormi grattacieli svettano nel cielo azzurro senza nuvole, mescolandosi all’architettura tipica del socialismo reale, dandole così un fascino molto singolare e decisamente unico. E un fascino tutto suo, ha anche la deposizione di fiori, rituale obbligatorio per ogni gruppo che viene in visita qui, ai piedi della gigantesca statua di Kim Il Sung, il padre fondatore di questo Paese, che dall’alto dei suoi 20 metri, guarda ogni cittadino. Milioni di Nordcoreani vengono qui ogni anno a visitare e offrire rispetto al leader mai dimenticato, quindi, anche il nostro gruppo, dopo aver ricevuto una breve lezione su come porgere omaggio nella maniera corretta, compra un mazzo di fiori in un chiosco e s’inchina, tutti all’unisono, davanti a questo gigante di bronzo depositando poi i fiori ai suoi piedi. Non c’è dubbio che Kim Il Sung sia amato e venerato, come un padre, come un Dio. Quando le nostre guide ci parlano dei suoi sforzi, delle sue idee e dei suoi progetti, hanno le lacrime agli occhi e l’emozione rompe le loro voci. Forse per noi è inimmaginabile questo tipo di venerazione, e tantomeno mi sento di giudicarli. Così, quando subito dopo visitiamo il Mausoleo del defunto leader troviamo pazientemente in fila brigate di operai in divise da lavoro, contadini vestiti con l’unico abito elegante che possiedono, soldati in uniforme che vengono a prostrarsi pieni di dolore davanti al corpo imbalsamato della loro guida. Non ho mai visto così tanta gente piangere simultaneamente di profondo dolore, di disperazione. Rimango davvero senza parole davanti alla loro pena, perché sarebbe difficile trovare un termine, uno qualsiasi, per descrivere le sensazioni che provo davanti a questa folla in lacrime. Le guide in seguito, ci informano che è dovere di ogni cittadino della nazione di venire a omaggiare il defunto leader almeno una volta l’anno, cosa che fanno con un fervore quasi religioso

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Commenti
  1. c3821437@drdrb.com
    , 5/1/2014 00:28
    Non lo vedi che è sempre la stessa persona, che fanno falsa pubblicità ad una falsa vacanza ?
    Non ti devi fidare ...
    Ci sono un sacco di altri posti belli da visitare nel mondo
    senza rischiare la pelle
    ed in pace con la propria cosienza.
  2. c3821437@drdrb.com
    , 5/1/2014 00:27
    Ti piace rischiare la pelle della tua sposa eh ... !!!
  3. c3821437@drdrb.com
    , 5/1/2014 00:26
    Se ti piace tanto, perchè non ci vai a vivere ?
  4. c3821437@drdrb.com
    , 5/1/2014 00:25
    Il giovane dittatore nordcoreano Kim Jong Un avrebbe preteso una orribile sentenza capitale nei confronti di suo zio, Jang Song-Thaek, che era stato arrestato all'inizio di dicembre con l'accusa di tradimento.

    Secondo fonti locali, non ancora confermate da comunciati ufficiali, l'uomo sarebbe stato mandato a morte in una gabbia con 120 cani randagi affamati che lo avrebbero sbranato vivo.

    L'esecuzione capitale è stata eseguita lo scorso 12 dicembre.

    La notizia è riportata da svariati media internazionali, dalla statunitense Nbc al britannico Daily Mail
  5. c3821437@drdrb.com
    , 5/1/2014 00:22
    L'importante per voi è divertirsi alla faccia di ogn evidenza.
  6. c3821437@drdrb.com
  7. c3821437@drdrb.com
    , 5/1/2014 00:21
    Avete proprio cattivo gusto ad andare a portare soldi in valuta pregiata a degli assassini
    Vi auguro di fare qualche errore nei rigidi divieti che vi saranno imposti
    Cosi da provare il trattamento che normalmente viene riservato per i loro cittadini.
    Ideona. Perche quando ci andate non vi ci trasferite ?
    Qua in italia siamo già in troppi.

    P.S.: La scema del villaggio è sempre incinta.
  8. c3821437@drdrb.com
    , 5/1/2014 00:17
    :37 - Emergono dettagli agghiaccianti sull'esecuzione avvenuta a dicembre del potente zio del dittatore nordcoreano Kim Jong-Un. Secondo varie fonti di stampa, Jang Song-Thaek sarebbe stato gettato in una gabbia e sbranato vivo da un branco di 120 cani affamati. L'uomo era stato processato e poi condannato a morte con l'accusa di tramare contro il governo.
  9. c3821437@drdrb.com
    , 5/1/2014 00:17
    :37 - Emergono dettagli agghiaccianti sull'esecuzione avvenuta a dicembre del potente zio del dittatore nordcoreano Kim Jong-Un. Secondo varie fonti di stampa, Jang Song-Thaek sarebbe stato gettato in una gabbia e sbranato vivo da un branco di 120 cani affamati. L'uomo era stato processato e poi condannato a morte con l'accusa di tramare contro il governo.
  10. jettero
    , 27/5/2013 01:39
    Concordo con il fatto che fanno di tutto per mostrare la Corea del Nord come il male assouluto, un po' come facevano con negli USA con il comunismo, e invece a quanto pare è un paese con una sua ragione di esistere e forse con molte ragioni di essere. Oggi vivamo i paesi ricchi ma ci lamentiamo continamente, perché? Forse non è che per caso nel subconscio ci siamo stufati del traffico, dei centri commerciali, della TV, ecc...? Meglio non giudicare paesi senza averli prima visitati, non ne abbiamo il diritto.
    Un'altra cosa...., gli USA sono un paese perfetto solo se hai lavoro o soldi, se li perdi finisci in strada e muori perché lo stato non ti assiste. Provate ad andare nella ricchissima SAN DIEGO e fatevi un giretto di sera fra i grattacieli e le banche, sui quali marciapiedi dorme la gente di notte, poi vi renderete conto di cosa sono realmente gli stati uniti. Nella Corea del Nord questo non esiste. Quindi è già un punto a favore.
  11. fabiogiro
    , 30/3/2012 17:47
    Scusa l'intromissione, se si interessa qualche dritta io ci sono stato (9 giorni, settembre 2011, come viaggio di nozze!) tramite GoAsia. Ciao!
  12. degrottola
    , 20/3/2012 16:16
    ciao, vorrei sapere se posso chiederti qualche informazione pratica sul viaggio, come ad esempio come è stato organizzato, con chi ecc..? grazie

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