Partenza il 12/6/2008 · Ritorno il 24/6/2008
Viaggiatori: in coppia · Spesa: 3500

Le sorprese della corea del nord

di alienab - pubblicato il

Già all’arrivo all’aeroporto di Pyongyang la prima sorpresa: i temuti controlli doganali non si rivelano poi così fiscali e i militari si prodigano con cortesia ad aiutare i visitatori nella compilazione dei moduli; i cellulari come già preavvisato vengono effettivamente trattenuti e restituiti al ritorno, ma per ciò che concerne macchine fotografiche, cineprese, videocamere, anche professionali, non appaiono esserci particolari problemi. Durante il tour ci capita di vedere varie comitive (australiane, sudcoreane, di Singapore, ecc.,) fornite di tutto punto in tal senso. Quello della cortesia e della disponibilità dei militari (che pure sono tantissimi in tutto il paese, anche in considerazione delle crisi diplomatiche e non in cui spesso è coinvolta la Corea del Nord) è un aspetto riscontrato anche in altre zone toccate dal viaggio, pure nei confronti di ufficiali che dalle mostrine sembrano essere di grado decisamente elevato.

E inoltre durante il viaggio viene sfatata anche un’altra diceria, e cioè che tutti i nordcoreani non sorridano mai e siano tutti tristi: fra le stesse guide, anche locali, peraltro tutte più che all’altezza della situazione, il sorriso e l’allegria spesso e volentieri regnano.

Della Corea del Nord si sa poco o nulla e quel poco che si racconta generalmente verte su aspetti negativi, buona parte dei quali poi, a contatto con la realtà, si rivelano falsi.

D’altro canto loro di noi sanno meno ancora: la media dei visitatori italiani è di cinque all’anno, tant’è vero che delle oltre 150 guide del paese nessuna parla italiano (e sì che ce n’é perfino una che parla turco). Parlando con una guida locale, l’unica notizia arrivata negli ultimi tempi sull’Italia è riferita alla spazzatura di Napoli.

Il viaggio si rivela completo sotto tutti gli aspetti. Tralasciamo il programma ufficiale che, come un po’ già previsto, viene stravolto, soprattutto nell’ordine cronologico, ma non necessariamente in negativo: le poche visite previste dal programma ma non effettuate (ad es. Gli studi cinematografici, l’ospedale, ecc.) sono poi tranquillamente sostituite da tante altre visite non previste. Tant’è vero che le città in cui dormiamo dalle 5 previste dal programma diventano 6, con l’aggiunta di Wonsan.

Il viaggio tocca un po’ tutti gli aspetti della Corea del Nord. Sotto l’aspetto naturalistico, si è in presenza di una natura verde e rigogliosa che ricorda ancora in meglio quella del Vietnam: non ci è mai capitato nei nostri viaggi, ormai alquanto numerosi, di vedere tanto verde (neppure in Costarica). Sotto l’aspetto monumentistico e culturale, tutto in Corea del Nord è gigantesco (piazze enormi, biblioteche su 6 piani con 30.000.000 di volumi, metropolitana che sembra quasi scendere al centro della terra, con enormi lampadari tipo cristalli di Boemia, ecc.). Sotto l’aspetto storico e politico, grosso rilievo viene dedicato alle vicende del paese: dalla guerra di liberazione contro i giapponesi terminata con la 2° guerra mondiale, alla guerra di Corea, alle successive vicende da guerra fredda, ecc.. Fra i vari musei visitati, da ricordare quello della resistenza coreana, dedicato alla guerra di Corea, con giganteschi plastici automatizzati riproducenti alcune fasi della vicenda: sembra di essere all’interno dell’azione; l’automatizzazione è così sofisticata che farebbe morire di invidia qualsivoglia nostrano geniale costruttore di presepi. E ancora, dalle parti dei Monti Myohyang, alcune parole è il caso di spenderle sull’International Friendship Exibition, due palazzi a più piani in cui sono conservati tutti i doni ricevuti da Kim Il Sung e Kim Jong Il, cioè rispettivamente dal padre della patria, presidente dalla Liberazione della Corea fin quasi alla sua morte, avvenuta nel 1994, e dall’attuale presidente, suo figlio. Per vedere tutti i doni non basterebbe l’intero viaggio (si parla di centinaia di migliaia di pezzi per il primo, di decine di migliaia per il secondo): visitiamo solo un pò di sale e a dir la verità proviamo un minimo di vergogna per la pochezza quantitativa e qualitativa dei regali provenienti dall’Italia, anche solo confrontati con quelli di altre nazioni europee a noi vicine e che pure, alla pari di noi, non intrattengono particolari rapporti dipolomatici con la Corea.

Dal lato del cibo, è cura delle guide portarci a mangiare in ristoranti tali da darci un aspetto completo della cucina e gastronomia locale: una cucina che per certi aspetti è abbastanza diversa e autonoma da quella degli altri paesi asiatici limitrofi. Anche rispetto ai souvenirs, il paese offre occasioni decisamente più appetibili di quelle previste: non c’è solo il ginseng, radice tipica del paese, ma ci sono anche, tra l’altro, stupendi quadretti ricamati a mano e affascinanti vasi di ceramica. Rispetto ad altri paesi limitrofi o vicini, quali il Vietnam, la Cambogia, il Laos e la Birmania, la Corea del Nord si rivela essere una nazione tecnologicamente più avanzata: sicuramente non è un paese ricco se visto con i nostri canoni occidentali, ma non sembra essere neppure il paese sull’orlo della fame e del tracollo economico di cui spesso si parla.

Alcuni aspetti di vita, fra i tanti su cui non mi dilungo per non essere troppo prolisso, colpiscono: il vedere la gente nelle città che aspetta educatamente in fila per due (una lunga fila) l’arrivo dell’autobus e l’enorme educazione dei bambini (la festa di ringraziamenti che ci fanno alla fattoria cooperativa Chonsam – una vera cittadina a sé stante con cinema, saloni da barbiere e parruchiere, sauna, ecc. – solo per aver loro portato in dono alcuni dolci e caramelle, la gara fatta per cederci il posto in un vagone della metropolitana, la lunga fila di saluti e scappellamenti all’incrocio con una truppa di bambini durante la salita per le cascate Ulrim). L’impressione è che la Corea del Nord stia investendo sul futuro, cioè appunto sui bambini e sui giovani: visitiamo colonie estive fornite di tutto punto (compresi impianti sportivi, della capienza di 1.500 ospiti), scuole e Università gigantesche.

Naturalmente non essendo la Corea del Nord ancora completamente aperta al turismo, non tutte le strutture alberghiere sono all’altezza: se a Pyongyang l’albergo è internazionale a tutti gli effetti, se comunque sono più che accettabili gli alberghi di Nampo (con vasca termica in stanza) e dei Monti Myohyang, decisamente sotto quota appaiono gli hotel del Lago Sijung, di Kaesong e di Wonsan, ma questo è ampiamente già risaputo in partenza ed è comunque un piccolo scotto da pagare oggi come oggi per addentrarsi nelle bellezze del paese. Concludendo, alla resa dei conti il viaggio si rivela un’autentica sorpresa in positivo, al di là di ogni più rosea aspettativa: un viaggio assolutamente da suggerire, da affrontare senza paraocchi e pregiudizi e che rivela tanti aspetti positivi e interessanti per viaggiatori desiderosi di mete non consuete.

di alienab - pubblicato il
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Commenti

  1. c3821437@drdrb.com
    , 5/1/2014 00:31

    Il giovane dittatore nordcoreano Kim Jong Un avrebbe preteso una orribile sentenza capitale nei confronti di suo zio, Jang Song-Thaek, che era stato arrestato all'inizio di dicembre con l'accusa di tradimento.


    Secondo fonti locali, non ancora confermate da comunciati ufficiali, l'uomo sarebbe stato mandato a morte in una gabbia con 120 cani randagi affamati che lo avrebbero sbranato vivo.


    L'esecuzione capitale è stata eseguita lo scorso 12 dicembre.


    La notizia è riportata da svariati media internazionali, dalla statunitense Nbc al britannico Daily Mail

  2. c3821437@drdrb.com
    , 5/1/2014 00:34

    Secondo Human Rights Watch e Amnesty International, il livello di rispetto dei diritti umani è uno dei più bassi al mondo[5][6].

  3. c3821437@drdrb.com
    , 5/1/2014 00:36

    La notizia potrebbe – se non rivelasse la tragedia che si consuma dietro di essa – destare un riso incontenibile. Il pianista nord-coreano Kim Cheol Woong ha dichiarato – in un recente concerto a Seul – di essere stato perseguitato per anni, tanto da essere fuggito prima in Cina e poi nella Corea del Sud, dal regime di Pyongyang per la grave, imperdonabile colpa di….aver suonato jazz! E per di più solo in una stanza.

  4. c3821437@drdrb.com
    , 5/1/2014 00:54

    Nord Corea, gli orrori all'Onu

    Madri costrette ad annegare i propri neonati. Bambini a cui mozzavano le dita. Contadini così affamati da nutrirsi di topi vivi. Davanti alle Nazioni Unite, i racconti di chi è fuggito dal Paese di Kim Jong-un: quello che piace tanto al nostro Razzi

  5. c3821437@drdrb.com
    , 5/1/2014 00:55

    Il suo primo ricordo, all'età di soli 5 anni, è l'esecuzione pubblica di alcuni detenuti in un campo di prigionia nordcoreano. Shin Dong Hyuk, oggi 31enne, è un ex detenuto del regime di Pyongyang, riuscito a fuggire nel 2005, insieme ad altri, dalle violenze e dagli abusi commessi nelle carceri del Paese asiatico.


    Durante la sua reclusione ha visto una bambina di 7 anni bastonata a morte per aver rubato un paio di chicchi di grano. Ha visto prigionieri talmente affamati da trovare la forza di mangiare topi vivi

  6. c3821437@drdrb.com
    , 5/1/2014 00:57

    Al panel di esperti ha raccontato di donne vendute ai trafficanti di essere umani in Cina durante la forte carestia degli anni '90, ha parlato di ragazze costrette ad abortire dalle percosse delle guardie carcerarie. Non potrà mai dimenticare quella giovane, «obbligata ad annegare il suo bambino, dopo il parto».

  7. c3821437@drdrb.com
    , 5/1/2014 00:59

    Sito penoso che non ha un moderatore che controlli il buon gusto dei viaggi proposti.

  8. c3821437@drdrb.com
    , 5/1/2014 01:00

    Confessioni drammatiche, ma non nuove. Negli ultimi anni, infatti, molti sopravvissuti ai campi di prigionia nordcoreani come Shin e Jee hanno confessato storie simili in numerosi convegni convocati da organizzazioni per la tutela dei diritti umani.


    Il fatto insolito, questa volta, è stato il pubblico presente ad ascoltare le testimonianze: un'autentica commissione d'inchiesta Onu, istituita proprio per indagare sulle accuse di violazioni dei diritti umani formulate nei confronti del regime di Pyongyang.


    Costituita da tre membri, il suo mandato durerà per un anno e avrà il compito di valutare anche possibili crimini commessi contro l'umanità. In totale verranno ascoltati trenta ex detenuti di Pyongyang. Il secondo round di audizioni si aprirà in Giappone.


    «Vogliamo contribuire ad aumentare la consapevolezza internazionale sulle condizioni presenti nel Paese, a causa delle continue opposizioni mostrate dal governo a farci entrare nel suo territorio», ha spiegato Michael Donald Kirby, presidente della commissione.