Copenhagen low cost

Tre giorni di full immersion nella cultura danese

  • di ariel_11190
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Prima di andare a Copenhagen ho consultato molti diari di viaggio per capire come vivere al meglio questa città, e ora che sono appena tornata (da appena 2 ore) voglio condividere con voi anche la mia esperienza, che era improntata ad essere il più low cost possibile.

Sono partita per Copenhagen con un volo Easyjet da Milano Malpensa una mattina (7.30) del 10 novembre, e avevo pianificato di passare 3 giorni nella capitale della Danimarca. Il volo mi è costato pochissimo, in quanto trattandosi di bassa stagione, non ci sono moltissimi turisti, per cui me la sono cavata con 45 euro a/r; devo dire però che non è stato il periodo migliore per andare, in quanto con la pioggerella e il vento freddo, le condizioni non sono l'ideale. Forse andando più avanti si può gioire almeno del clima natalizio, ma al 10 Novembre ancora c'era molto poco. Il volo comunque dura circa due ore e sono atterrata a Kastrup, l'aereoporto di Copenhagen. Esso è molto vicino alla città, sono circa 8 km; per andare in centro mi sono affidata alla metropolitana,che ho pagato 35 corone, che sono circa 4,60 euro; la metropolitana si paga in base alle zone da attraversare, e questo è il biglietto per 3 zone, dovendo io scendere a Norreport. Comunque ci sono anche altri mezzi per arrivare in centro, come ad esempio il treno. Per i pagamenti io ho cambiato degli euro in corone danesi in banca quand'ero in Italia, pagando circa 3 euro di tasse; in qualsiasi caso in Danimarca sono diffusissime le macchinette per pagare con le carte, senza dover pagare tasse in più (nel mio caso; però a volte c'è scritto che potrebbero essere applicati costi aggiuntivi, immagino dipenda dal tipo di carta utilizzata, io utilizzavo un bancomat). Per l'alloggio mi sono affidata a un ostello molto famoso a Copenhagen, il Danhostel Downtown (per una recensione completa consultate trip advisor, comunque me la sento di consigliarlo a viaggiatori giovani e adattabili; ottima la posizione, il prezzo e il clima, le stanze però sono piccoline).

Una nota invece riguardo gli spostamenti: noi avevamo letto che non conveniva fare la tessera dei mezzi: verissimo! Ci siamo mossi sempre agilmente a piedi, senza problemi. Ovviamente non siamo mai usciti troppo dal centro, ma per vedere le principali attrazioni non abbiamo avuto problemi. Poi nel caso ci sono moltissime biciclette, anche da affittare (ci sono persino i taxi in bicicletta!) per cui l'abbonamento ai mezzi sarebbe stato pleonastico.

Arrivati in città, per il primo giro alla ricerca del pranzo abbiamo esplorato la parte più a ovest dello Stroget, la famigerata via dello shopping: abbiamo subito capito che il cibo costa un po' di più che in Italia, e abbiamo optato per un economico shawarma, che è una sorta di kebab. Panino, patatine e bibita viene circa 80 corone, 11 euro. Purtroppo era domenica, e come in tutti i paesi nordici, gli abitanti di domenica spariscono, i negozi sono quasi tutti chiusi e in giro quindi non c'è molta vita. Abbiamo quindi optato per un giro al National Museum, che si trova proprio vicino al nostro ostello e che presenta l'ingresso gratuito: ottimo sia per una visita culturale che per riscaldarsi! Nel museo c'è una sezione di preistoria danese, viene percorsa poi tutta la storia danese fino ai giorni nostri; c'è poi una sezione egizia, e anche una mostra temporanea su Vichinghi, che chiude però il 17 Novembre. Bello, mi è piaciuto.

Nota sul clima: nonostante la temperatura in cifre doveva essere circa come quella dell'Italia, solo un paio di gradi in meno, in realtà faceva mooolto più freddo, per cui se dovete andare a Copenhagen di inverno, copritevi al massimo delle vostre possibilità, è un consiglio! Io ho sofferto moltissimo il freddo, purtroppo c'è spesso vento proveniente dal nord che è gelido, che insieme alla pioggerella fanno un mix letale. I danesi invece sembrano noncuranti di tutto ciò, visto che continuano ad andare in bici anche sotto la pioggia ed alcuni si muovono addirittura in maniche corte

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