Central Usa on the (rail) road

Un viaggio tra deserti, montagne e geyser... un percorso su strada e ferrovia

  • di matteoberte
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Gli Stati Uniti hanno un fascino innato, inutile nascondercelo. Ognuno di noi, guardando un film di Leone, leggendo un fumetto, ascoltando un brano di Morricone ha almeno per qualche minuto sognato di entrare con la fantasia, come in un sogno in ciò guardava, leggeva o ascoltava. Quando i sogni diventano realtà… appaiono ancor più grandi di quanto non ci si aspettava: grandi come gli Stati Uniti! La “Central Area” degli Stati Uniti “mi mancava”; in altri viaggi mi son spostato tra Est e West, da Nord a South in questo continente: dallo stato di Washington a Washington, la capitale; dalle coste della California agli alligatori delle Everglades in Florida; dalla pioggia incessante dell’Oregon al deserto dell’Arizona, passando nel magnifico Utah. Le Rocky Mountains erano un obiettivo, un sogno che coltivavo da anni: da quando mio padre mi faceva fantasticare sul suo plastico ferroviario in 1:160 muovendo queste immense macchine sbuffanti, quando i colori arancio e nero della Rio Grande riempivano le mie fantasie di bambino per viaggi nelle terre d’America. Ecco a ottobre l’occasione: la possibilità per me e mio fratello di affrontare oltre 11 ore di volo, dalla comoda Verona a Denver, per trascorrere 14 giorni in questi territori. Un’attenta pianificazione, le dovute prenotazioni ed eccoci (nuovamente) sui territori dove cow boy e indiani si sono affrontati riempiendo le fantasie di generazioni: eccoci in Colorado, a Denver!

Pianificare un viaggio negli Stati Uniti è semplice e agevolato dai moderni strumenti che tutti abbiamo: internet, un computer, una carta di credito e un po’ di capacità organizzativa. Ecco dunque programmati 5.484km da percorrere nei 14 giorni, impegnativi inutile negarlo ma estremamente piacevoli e rilassanti: Denver nell’immediato offre qualcosa che potrebbe rassomigliare alle nostre Alpi, solo molto, ma molto più in grande: le Rocky Mountains, il Golden Gate Canyon e tanti piccoli paesi che riportano ai tempi della corsa all’oro. Ci spostiamo a Nord con un chiaro obiettivo: Yellowstone. In questo fantastico parco le sensazioni di meraviglia e stupore si mescolano con la paura, con la coscienza di camminare all’interno della caldera di un vulcano attivo, con i mille geyser lì a ricordarcelo. Ma Yellowstone per me e mio fratello è un obiettivo già bramato e mai raggiunto: in un precedente viaggio, con un incredibile anticipo di inverno un cartello “Closed for season” ci aveva fermato e moralmente atterriti a West Yellowstone. Questa volta cambiamo tattica: “attacchiamo” da South il parco, passando attraverso il maestoso Grand Teton National Park, dove le vette già innevate e le nuvole minacciose ci ricordano che qui è la natura che comanda. Entriamo a Yellowstone e subito ci dirigiamo all’Old Faithfull: qui con una precisione tipica delle alpi del vecchio continente ogni 40/42 minuti il geyser lancia i suoi vapori verso i turisti (pochi in questa stagione) che armati di treppiedi e fotocamera non aspettano altro. Ma l’Old Faithfull è solo uno dei mille affascinanti geyser che coi loro vapori riempiono di zolfo l’aria che qui si respira, tra i geyser basin e il canyon di Yellowstone con le sue cascate. Con Yellowstone ci siamo spostati molto a nord, alla stessa latitudine di quello che per chi ha rudimenti di speleologia come me rappresenta una tappa obbligata: la Jewel Cave e la Wind Cave, grotte differenti per struttura e morfologia ma entrambe con conformazioni uniche al mondo (per quanto sappiamo, come spesso si dice: “conosciamo più della superficie di Marte che del sottosuolo della Terra”). Le grotte che ci lasciamo alle spalle sono in South Dakota, dove la vera attrazione nazionale è il Mount Rushmore, ma dove vi sono anche le fantastiche prospettive delle Badlands: terre selvagge, cattive come dice il nome, dove gli indiani hanno messo più volte in difficoltà i pionieri ai tempi del Far West Proseguiamo verso South ed eccoci nuovamente ad percorrere il perimetro north di Denver, attraversare le Rocky mountains per cittadine dal nome epico: Frisco, Gunnison con il suo spettacolare Black Canyon, Silverton e ancora fino a Durango, verso il deserto dell’Arizona, del New Mexico e dello Utah. Diversi chilometri percorsi con un pensiero ricorrente: Durango, Silverton, questi nomi ci portano alla mente modelli in 1:160 e diverse ore di VHS che da bambini ci hanno accompagnato per diverse serate sui divani di casa, fantasticando e sognando

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