Back in, Transilvania

Ritorno, a distanza di qualche anno, in una diversa Transilvania

  • di Libra
    pubblicato il
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro

L’aspetto imponente del Palazzo di Babos era messo in valore dal fatto che nella sua prossimità si trovavano solo due case di piccole dimensioni, avendo soltanto un piano. Subito dopo il ponte sul fiume, sulla sinistra, su quella che viene denominata Strada Horea, c’è il bel Palazzo Elian e di fianco l’edificio che ospita la Camera di Commercio e Industria. Dall’altro lato della strada c’è invece il Palazzo Urania. Innalzato nel 1910, in base ai piani di progettazione degli architetti Kappéter Géza di Budapest e Joseph Stener di Arad, il Palazzo Urania è uno degli edifici rappresentativi di Cluj. Simile agli altri due Palazzi situati in Via Horea, il palazzo Berde ed Elia, lo stile architettonico in cui fu realizzato l’edificio riporta i tratti della secessione austriaca. Il Palazzo Urania è legato agli inizi della cinematografia di Transilvania. Benché nella città si realizzassero già dalla fine del secolo XX delle proiezioni timide, corte e senza voce, contenendo scene con passeggiate per la città, con box americani, con ciclisti o con treni nella stazione di Cluj, il primo cinematografo della vita urbana apparse nel 1906, quando Jenö Janovics, il direttore del Teatro Ungherese di Cluj aprì anche uno studio di film e teatro denominato Circolo Teatrale. Janovics sollevò dunque il telone del film muto a Cluj, portando e progettando i film della “Società Urania di Budapest” e diventando lui stesso registra e produttore di film. Nel periodo degli anni 1913-1923 egli girò oltre trenta film. Preso nel collimatore morale dell’Adunanza urbana a causa degli uomini vuoti dei bassorilievi, il cinematografo del Palazzo Urania fu nella prima parte del secolo uno dei più lussuosi cinematografi di Cluj, con una capacità di 500 posti nella sala di spettacoli munita di riscaldamento e ventilazione. Nei primi decenni del secolo XX, il Palazzo Urania fu il centro culturale per il bel mondo dell’epoca, ma anche un piccolo “supermercato” di quei tempi, ospitando al suo interno una farmacia, un negozio di design interno, una salumeria e diciassette appartamenti. Proseguiamo per la Strada Horea, dove al numero 21, sulla sinistra, c’è la Sinagoga. Costruita nel 1887 in stile neomoresco, è attiva al servizio della locale comunità ebraica. Nell'Ottocento Cluj-Napoca era sede di una larga comunità ebraica, dove forti erano le tendenze liberali riformate. L'architetto Izidor Hegner creò un edificio neomoresco secondo una moda allora diffusa nella costruzione delle sinagoghe del tempo, sul modello del Leopoldstädter Tempel (Vienna). Il 13 settembre 1927 la sinagoga fu seriamente danneggiata in un attacco delle milizie fasciste rumene della Guardia di Ferro (Garda de Fier). L'edificio fu tuttavia prontamente restaurato con l'aiuto del governo. L'Olocausto colpì molto duramente la comunità ebraica di Cluj-Napoca con le deportazioni e lo sterminio della maggior parte dei suoi componenti. La sinagoga, già vandalizzata, fu colpita anche dai bombardamenti del 2 giugno 1944, che avevano come obiettivo la vicina stazione ferroviaria. Nel dopoguerra una piccola comunità ebraica locale si è ricostituita e la sinagoga, restaurata nel 1951, poté riaprire al culto. Non proseguiamo avanti (andando sempre dritto si raggiunge la stazione centrale di Cluj), ritorniamo indietro e prendiamo, dove è situato l’edificio della Camera di Commercio e Industria, la Strada General Dragalina. Siamo diretti alla collina del centro di Cluj, il Belvedere. Dopo poco infatti iniziamo a salire delle scalinate che ci portano sulla collina. Il parco prende nome di Parcul Cetăţuia, mi aspettavo forse qualcosa in più, la vista sulla città c’è, per carità! Ma mi aspettavo un qualcosa di meglio…Inoltre il parco è tenuto davvero malino, sembra quasi in stato d’abbandono, pieno di rifiuti in alcuni angoli, cartacce, bottiglie… Scendiamo dal lato ovest della collina e ci ritroviamo sempre vicino al canale del Somesul. Attraversiamo un ponticello, che come da tradizione ormai in molte città, è pieno zeppo di lucchetti lasciati da fidanzatini. Sul lato sinistro ci troviamo il Teatro dell’Opera Magiaro mentre a destra ci troviamo l’ingresso del parco centrale cittadino, il Parco “Simion Bărnuţiu”. Con un passato di oltre 180 anni è uno dei principali luoghi di svago di Cluj-Napoca, essendo situato sulla riva del Someşul Mic. La storia del parco inizia nel 1827, quando l’Associazione di Beneficenza delle Donne noleggiò il terreno per inaugurarvi un luogo di divertimento. Il parco fu aperto al pubblico all’inizio degli anni 30 dell'Ottocento, ricevendo all’inizio il nome di Parco del Popolo. Nella seconda metà del secolo XIX fu fondata la Commissione del Parco incarico con la gestione del parco. Successivamente avvennero la sistemazione dei percorsi e il lago e poi la costruzione del padiglione di musica. Accanto al parco, nel periodo interbellico, funzionò la scuola superiore per le ragazze De Gerando, nominata così in onore della prima direttrice, Antonina De Gerando. Attualmente l’edificio appartiene all’Università Babeş-Bolyai e ospita la Facoltà di Chimica. Nel parco si trovano le statue di Liviu Rebreanu e George Coşbuc, innalzate alla fine degli anni ‘60 e l’edificio della Sezione di Pittura dell’Università d’Arte e Design “Ion Andreescu”. Il parco ha una lunghezza di 1 chilometro ed è costituito da un grande viale alberato di tigli e diverse viuzze con panchine dove potersi rilassare. All’interno del parco c’è anche un laghetto dove poter fare un romantico giro in barca a remi o pedalò. Dopo il parco c’è il modernissimo stadio, la Cluj Arena. Molto particolare. Costeggiamo il laghetto e dalla parte del confine sud del parco ci ritroviamo sulla Strada Cardinal Iuliu Hossu. A un certo punto a destra prendiamo la Strada Mihai Eminescu che sbuca su una grande arteria centrale, la Calea Moților. Proseguiamo su questa arteria e poco dopo sulla destra troviamo la sede del Municipio, molto bella. L'edificio fu costruito alla fine del secolo XX, secondo i piani dell'architetto Alpar Ignac, ha un frontespizio barocco in stile viennese e una torre angolare a orologio che affascina per la sua forza e solennità. La torre riporta lo stemma del Comitato (della Prefettura) di Cluj, poiché la sua destinazione iniziale servì da sede per il Comitato di Cluj. L'edificio fu incluso nel piano di sistemazione della città iniziato nel 1798 e il quale prevedeva che ogni nuova costruzione doveva ricevere l'approvazione del Consiglio della Città. Poco dopo, a sinistra, la sede dell’Università Tecnica di Cluj e di fronte il Museo Etnografico della Transilvania. Fondato il 16 giugno 1922, è uno dei musei più importanti in Romania. Il museo ha una collezione di oltre 65.000 pezzi. Le esposizioni sono rigorosamente in un design moderno e creano così un quadro reale della cultura materiale e spirituale della popolazione in Transilvania. In questo edificio ha avuto luogo durante gli anni 1894-1895 il famoso Processo del Memorandum, di cui si parlò su tutti i giornali europei del tempo. Questo museo ha anche una sezione all’aperto, fuori dal centro, a circa 4-5 km, il Parco Etnografico Romulus Vuia. Questo parco, progettato nel 1929, si inserisce nella grande tradizione dei musei all'aperto della Romania (è il più antico del paese). Vi si ritrovano gli edifici tipici della Transilvania del Settecento: azienda vinicola, chiesa in legno, ovile, frantoio e mulini, case e laboratori artigianali... Rispuntiamo così nella piazza centrale, la Piața Unirii. Nel Medio Evo la Piazza Unirii era il centro della Cittadella Clus (il nome antico di Cluj-Napoca), ed anche oggi lo è. Questo fatto è rimasto invariato per centinaia di anni e rappresenta un legame rassicurante con il passato. La piazza è chiamata il "cuore" di Cluj-Napoca e questa espressione riflette perfettamente la realtà, in quanto è la vita e l'anima della città. Nel corso degli anni, Piazza Unirii ha avuto nomi diversi. Nel Medioevo è stata chiamata la "Piazza Grande", mentre nella seconda metà del XIX secolo portava il nome di "Piazza Principale". All'inizio del XX secolo è stata rinominata con il nome di " Piazza del Re Mattia ", secondo il nome del sovrano Mattia Corvino, e a partire dal 1918, quando è stata costituita la Romania Grande, la piazza ha ricevuto il nome di "Piazza Unirii" (Piazza dell’Unione). Questo è anche il nome con cui è conosciuta oggi, anche se per un breve interludio, durante il regime comunista, è stato perso in favore di "Piazza della Libertà". La Piazza è importante per la Chiesa di S. Michele, il monumento con la statua del re Mattia Corvino e per i resti romani. La statua di Mattia Corvino indica quanto sia importante la connessione della piazza con il re Mattia Corvino (Re d'Ungheria, della Croazia (1458-1490) e della Boemia (1458-1490) anche se non porta più il suo nome. Figlio del famoso eroe della resistenza anti-ottomana, Iancu de Hunedoara, Mattia Corvino fu battezzato nella Chiesa di San Michele. Il monumento rappresenta il Re Mattia Corvino in un'ipostasi equestre imponente, ricevendo l'omaggio dei conducenti contemporanei: Blasiu Magyar (famoso comandante di esercito), Pavel Chinezu (Governatore di Timişoara), Ştefan Zapolya (palatino di Ungheria, il secondo uomo dello Stato e il nonno del futuro grande re) e Ştefan Bathory (il voivoda di Transilvania). L'architetto Lajos Pakei progettò lo zoccolo della statua, il quale rappresenta un bastione del muro della cittadella di Cluj. Decidiamo di entrare proprio nella Chiesa di San Michele. L’edificio è di impianto gotico e si tratta, nella fattispecie, di una Hallenkirche, ossia di una chiesa "ad aula", dove le due navate laterali hanno la stessa altezza di quella centrale. È la più grande chiesa della Transilvania, dopo la "Chiesa nera" di Brașov. Nella porta di ingresso si trovano gli stemmi di Sigismondo di Lussemburgo. I lavori iniziarono probabilmente a partire dell'altare di S. Giacomo e fu finanziata con la vendita delle indulgenze. L'edificio venne completato nel 1442-1447. La chiesa venne convertita al protestantesimo nel 1545-1566. La parte più recente della chiesa è la sua torre, costruita nel 1860 in stile volta stellata, con vetrate e sculture, famose per la loro bellezza e grandiosità. Molti restauri hanno rivelato dipinti murali della prima parte del secolo XV. Bella, ma all’interno mi aspettavo meglio, me l’aspettavo più grande… Un'opera eccezionale però è il portale rinascimentale della sacristia (1528) con motivi italiani e con un forte impatto meridionale-tedesco. Il corpo del pulpito, in stile barocco, è stato realizzato in legno da Johannes Nachtigall e Anton Schuhbauer. La pittura murale, conservata in frammenti, riporta le influenze stilistiche del Nord d’Italia e testimonia i primi segni del Rinascimento nella pittura di Cluj. Diversi sono gli edifici storici nella piazza. Uno tra i più importanti è il Palazzo Banffy. Costruito tra il 1774 e il 1785 su una pianta a base rettangolare dal Conte Gheorghe (György) Banffy è considerato essere il più rappresentativo edificio barocco in Transilvania. Sul frontespizio rococò sono impressi lo stemma della famiglia Banffy e le statue di personaggi della mitologia romana: Marte, Apollo, Diana, Perseo, Ercole e Minerva. Il piano dell'edificio che ospita la Galleria d'Arte è stato chiuso nel 1990 a causa del degrado in cui avanzava il fabbricato e poi riaperto nel 1996. Il Museo Nazionale d'Arte di Cluj-Napoca ospitato all'interno del palazzo è stato nominato come Museo Europeo del 1997. Il palazzo è costituito da due livelli. Il museo ha una collezione di arti decorative (argento, tappeti orientali, mobili d'epoca), opere di rumeni e stranieri di arte contemporanea. Altro bellissimo palazzo situato all’angolo sudovest della piazza è l’edificio che ospitava l’Hotel Continental, costruito alla fine del secolo XIX al posto del vecchio Hotel Nemzeti (Hotel Nazionale). L’opera in stile eclettico di Lajos Pakei, architetto urbanistico della città alla fine del secolo XX, ospitava anche un ristorante famoso e un bar-caffè frequentato dagli artisti, dai giornalisti e dai bohémien di Cluj. Negli appartamenti dell’Hotel (chiamato precedentemente Nuova York) furono ospitati anche i più famosi attori e musicisti legati alla città. Denominato Continental, l’hotel continuò a funzionare fino all’inizio degli anni 2000. Oggi non funziona più come hotel, ospita raramente esposizioni ed eventi della scena d’arte contemporanea. Al numero 27 della piazza (lato nord est piazza, vicino al Museo della Farmacia) c’è invece la Casa Filstich-Kemény. La Casa di Filstich fu uno degli edifici più opulenti e desiderati della città prima della costruzione dei palazzi barocchi della piazza centrale. L'abitazione fu edificata nei secoli XVI-XVII dalla famiglia dei Filstich, una ricca famiglia di orafi. La storia di questo edificio inizia con Petru Filstich Jr., il quale ottenne dal generale Gheorghe Basta il diritto di scambiare l'oro. Durante il suo periodo di gloria, l'edificio ospitò i consulenti, gli ufficiali imperiali e gli aristocratici della zona della Transilvania. Nel 1608, vi abitò Dionisie Banffy in occasione del suo matrimonio con Anna Bathory, la sorella del principe Gabriel Bathory, la quale fu accusata più tardi di stregoneria e di adulterio, considerata la morosa di suo fratello. Si diceva che lei fosse appassionata di magia nera e che facesse il bagno nel sangue delle nubili giovani per mantenere la sua bellezza. La sua celebrità fu superata soltanto da sua cugina, Elisabetta Bathory. La ricchezza della famiglia dei Filstich suscitò l'invidia dei contemporanei. Perciò lo stemma della famiglia, rappresentato da un unicorno, conservato nella corte interna, è accompagnato dal detto "Virtutis comes invidia", il che vuole dire "l'invidia accompagna la virtù". Nel secolo XVIII, l'edificio fu acquistato dai nobili della famiglia dei Kemeny, i quali la adattarono alle nuove esigenze di conforto dell'epoca. Il frontespizio attuale dell'edificio appartiene al tardo barocco, vi sono rappresentante le quattro stagioni e il S. Floriano circondato da case impalmate da fiamme. Si diceva che l'edificio fosse eluso da uno degli incidenti che devastò la Città di Cluj. Altro edificio importante, all’angolo sud orientale, è la Casa Wolphard-Kakas. Sorse in tre tappe dal 1534 fino al 1600. Nella costruzione dell’edificio lo stile rinascimentale è quello prevalente. La casa rappresenta un prototipo per l’architettura dell’epoca. La prima tappa della costruzione testimonia lo stile gotico, la seconda quello rinascimentale del nord d’Italia, e la terza quella del barocco. All’interno di una nicchia fu disegnato un quadrano solare che risaliva dal secolo XVI, unico in Transilvania, formando un semicerchio per indicare le ore. All’interno del semicerchio e su un pilone, c’era un’asta sottile in acciaio la cui ombra misurava il tempo secondo la posizione del sole. La costruzione della casa ebbe inizio all’ordine di Adrianus Wolphard, il primo parroco, poi vicario vescovile e consigliere alla Corte Regale di Budapest e fu portata avanti da suo fratello Stephanus Wolphard, sindaco della Città di Cluj, famoso matematico e astrologo. L’edificio fu portato a termine solo dopo la morte di Stephanus Wolphard, quando sua moglie risposò Stephanus Kakas, membro di una famiglia d’Ungheria, rifugiato qua in Transilvania. L’edificio assunse dunque il nome di Wolphard-Kakas. Al primo piano la casa aveva un salotto sul cui soffitto era raffigurato uno zodiaco astronomico. Dell’edificio, finalizzato nel 1600, rimase solo una parte del frontespizio del pianterreno verso la corte. L’edificio fu poi in parte demolito nel 1894. Altro edificio storico di rilievo in piazza, sul lato ovest centrale, è il Palazzo Wass. Racchiude nella sua costruzione tre stili architettonici: il classicismo, il rococò e il rinascimento. Fu costruito nel secolo XVII e appartenne alla famiglia Wass, una delle più vecchie famiglie di nobili di Cluj, stabilitasi nella Provincia intorno al 1100. Grazie al blasone riportato sul frontespizio dell’edificio, il Palazzo era noto anche come la “Casa a testa di bour”. L’ultimo proprietario dell’edificio fu la contessa Otilia Wass che vi organizzava dei salotti letterari. Infine, la contessa donò l’edificio all’Associazione del Museo di Ardeal. Sul lato sud occidentale c’è il Palazzo Rhédey, che prese il nome dalla famiglia che lo acquistò agli inizi del secolo XVIII. Nel 1500, al posto del Palazzo Rhédey, si trovavano quattro case appartenenti ai praticantati di Cluj. Al loro posto fu poi costruito il Palazzo Rhédey, in stile eclettico. Tramite la sala da ballo all’interno dell’edificio, il palazzo Rhédey collega il suo nome anche alla storia del teatro ungherese di Transilvania. Una piastra commemorativa ricorda che qui si trovò il primo istituto ungherese di teatro di Cluj, fondato il 17 novembre 1792. Negli anni 1680-1690, l’edificio fu acquistato dall’aristocratico László Székely, la cui moglie, Sara de Buluşd, era la figlia di un gran signore di Moldavia. La corte interna del Palazzo conserva anche oggi il blasone di Sara all’ingresso della parte sinistra. Il frontespizio dell’immobile riporta il blasone di Rhédey con le iniziali RJ, ma anche il simbolo della corona dei nobili, con le nove perle visibili che indica il rango di “conte”. Uno dei famosi abitanti del Palazzo Rhédey fu Claudia Rhédey di Teck-Rhede, la bis-bis-bisnonna della regina Elisabetta II di Gran Bretagna. Accanto al Palazzo Rhédey si trova il Palazzo Jósika, noto anche con il nome di “Casa con i piedi”. Il palazzo fu costruito al posto della vecchia residenza dei principi di Transilvania di Cluj. Al posto del palazzo, prima della sua costruzione, si trovava la casa di Kakas edificata nel secolo XVI, adibito da riparo per i principi di Transilvania. L’edificio diventò la residenza di Anton Jósika (Antal Jósika), il governatore di Cluj alla metà del secolo XVIII. Il palazzo aveva solo tre piani a quei tempi. János Jósika rifece il palazzo nel 1828, aggiungendo ancora un piano, facendo acquisire all’edificio il suo volto attuale. Al primo piano funzionò il Casino ungherese di Cluj, ma nel periodo degli anni 1880-1902 la Tavola Regale. L’edificio ospitò per lungo tempo anche il Palazzo della Giustizia, la Corte di Appello e la Biblioteca della Facoltà di Medicina. Il palazzo fu costruito in stile neoclassico, caratteristico il suo portico a colonne doriche, raddoppiate nei pilastri che formano le sue mura, con appoggiato un ampio balcone in ferro forgiato nel suo frontespizio. Sul frontespizio del palazzo è indicato l’anno 1828 in cifre romane MDCCCXXVIII, l’anno in cui l’edificio fu rinnovato.

Siamo stanchi e affamati, è orario di pranzo inoltrato… Siamo indecisi su cosa mangiare e soprattutto dove andare a mangiare. C’è un caldo allucinante, quindi optiamo per qualche posto o al chiuso al fresco o all’aperto ma all’ombra. Ci dirigiamo subito a nord della piazza centrale, sulla Strada Matei Corvin. Qui ci son diversi localini, ma nessuno ci invoglia. In fondo alla strada c’è anche la casa natale di Mattia Corvino. In questa casa bianca con portale gotico nacque nel 1440 il più grande o almeno uno dei più famosi re dell'Ungheria, Mattia Corvino. Non doveva nascere qui, sua madre era diretta al castello paterno di Hunedoara, ma la sua nascita avvenne qui e consacrò la città di Cluj/Kolozsvar come capitale prima culturale e poi, con gli Asburgo, capitale anche politica della Transilvania. A re Mattia si deve la fioritura culturale del castello di Buda, la fondazione dell'Università di Bratislava. Sempre lui tenne a bada i Turchi, tenne prigioniero per 15 anni Vlad Tepes (il Conte Dracula), con lui l'Ungheria rivaleggio con l'Austria per la supremazia e con gli Asburgo per la corona imperiale. La casa è sede oggi dell'Università di Belle Arti. Proseguiamo e ci incamminiamo sull’altra viuzza successiva, subito dopo la Casa Natale del re, la Strada Vasile Goldiș. Alla fine della stradina si apre la più vecchia piazza di Cluj, la Piața Muzeului (Piazza Museo). Una piazza molto carina di per sé, per i suoi bar all'aperto, i caffè e l'irresistibile fascino dei bei tempi andati. A destra della piazza c’è il Mănăstirea şi Biserică Franciscană (Monastero e Chiesa Francescani), una delle più antiche strutture della città. Il monastero fu costruito nel XV secolo sui resti di una chiesa del 1273. Dopo aver visitato la chiesa, distrutti, affamati e assetati decidiamo di fermarci e di sederci in uno qualsiasi dei tavoli in piazza, al coperto. Ci ritroviamo così al tavolino del Caro Club & Bistro. Il servizio è lento, ma ci dà almeno anche modo di riposare. La cucina non è male affatto, anzi! Assaggiamo una buonissima pizza (meglio di alcune mangiate in Italia) e poi una grossa cotoletta con delle patate rustiche. Il tutto accompagnato da birra locale, la Ursus, e da bevande estive. Prezzo davvero irrisorio, mezzo litro di birra l’equivalente di neanche 2 euro…così come bassi sono i prezzi dei piatti. Ma in generale, durante tutta la vacanza, spenderemo molto poco per mangiare, mangiando sempre molto bene tra l’altro.

All’altra estremità della piazza, verso ovest quindi, sorge l’altro grande museo della città, il Museo Nazionale di Storia della Transilvania. La sua sede è posta in un edificio monumento di architettura del secolo XIX, la Casa di Petrichevich-Horvath Daniel (un protettore delle arti e della letteratura), costruita in stile neo classico. Il museo è aperto al pubblico dal 1937, presentando una delle più grandi e ben organizzate sezioni di storia antica del paese, una preziosa pinacoteca, una collezione di ceramica medioevale e moderna, un lapidario medioevale e una collezione etnografica. Le attuali collezioni del Museo includono oltre 400.000 beni culturali dall’esposizione di base, i quali illustrano l’evoluzione storica e il grado di civiltà del territorio della Transilvania dal tempo della preistoria fino al 1 dicembre 1918, raffigurati con oggetti provenienti dalle scoperte archeologiche, dalle collezioni medioevali e moderne di ceramica, falciatrici, vetreria, armi, documenti e fotografie, libri e giornali, ecc. Nel 1999 fu aperto al pubblico anche il Tesoro, che raffigura in due sale ben oltre 4.600 reperti di oro e argento: idoli eneolitici, tesori monetari antichi e medioevali, gioielli con pietre preziose e semi preziosi, medaglie e decori, nonché oggetti a uso domestico in metalli preziosi. Il museo è aperto il martedì, giovedì, venerdi, sabato e domenica dalle 10.00-16.00, il mercoledì dalle 12 alle 18, mentre è chiuso il lunedì. Il biglietto costa 6 Ron, poco più di un euro.

Come quasi in tutti i musei in Romania, cosa che odio, se si vogliono fare delle foto, bisogna pagare un altro biglietto apposito per il permesso foto. Ritorniamo alla Piazza Unità e prendiamo l’arteria che va verso est, la Bulevardul 21 Decembrie 1989, una delle principali della città. All’angolo con la Strada Regele Ferdinand si innalza la Biserica Evanghelică, la Chiesa Evangelica. Il nome completo è Chiesa Evangelica-Luterana del Sinodo Presbiteriano, costruita negli anni 1816-1829, in base ai piani dell’architetto Georg Winkler, il quale abbinava armoniosamente gli elementi del barocco e dello stile neoclassico. La costruzione della chiesa durò fino al 1829, con interruzioni nel 1822, utilizzando per la sua edificazione anche i materiali risultati dalla demolizione del Bastione circolare situato a nord del Bastione delle Porta nel C.so 21 Dicembre 1989. Sempre sulla stessa strada, al civico 9, c’è un’altra chiesa, la Biserica Unitariană. Dopo circa 300 metri si apre davanti a noi, verso destra, una lunga piazza: Piața Avram Iancu. Il Palazzo ad angolo della piazza è il Palazzo della Prefettura, molto particolare, davvero bello. Fu inizialmente il primo edificio della Camera di Commercio e Industria. È un edificio situato in angolo, con tre frontespizi, zoccolo in mosaico e tre livelli con mansarda. Lo stile architettonico abbina gli elementi d'ispirazione popolare e gotica con gli accenti e le influenza dello stile secessione francese. La Prefettura di Cluj e il Consiglio della Provincia vi funzionano dal 1990. Il rispetto della legge, la garanzia della trasparenza, della professionalità, l'aspirazione ai risultati e l'interesse per il cittadino sono i principi che guidano il funzionamento di questi istituti. L'origine dei termini di prefetto e prefettura risale già dall'antichità, essendo dunque termini adoperati anche in Dacia durante l'occupazione romana. Il termine latino praefectus assumeva il senso di governatore, capo dell'amministrazione di una provincia, una città o di un servizio pubblico o quello del comandante militare di alto livello. Il termine latino di praefectura disegnava l'istituto, l'autorità o la sua circoscrizione territoriale. Partendo dalla Piazza Unirii verso est, il Palazzo della Prefettura si trova in fondo alla Piazza Avram Iancu al suo incrocio con il Bulevardul 21 Decembrie 1989. Di fronte, verso il centro della piazza sorge sul lato opposto il bell’edificio dell’Istituto Teologico Protestante, un seminario protestante e Università privata. Piazza Avram Iancu è una delle più grandi e più importanti piazze di Cluj-Napoca. Al di là del suo valore storico, la piazza merita di essere menzionata per la sua bellezza speciale. La prima attestazione della piazza risale alla metà del 1700, quando l’ufficiale Trencseni Ferenc ha circondato l’attuale area del Teatro Nazionale "Blaga Lucian" (situato di fronte alla piazza) con dei pannelli, allo scopo di addestrare i suoi ufficiali. Con il tempo l'area ha incluso il terreno trovatosi sotto la piazza ed è stata nominata la Cittadella Trencin. Ha mantenuto questa funzione fino alla fine del XVIII secolo. Nel corso del XIX secolo, la cittadella ospitava i magazzini della legna e carbone della città, come anche i vari mercati del legno e degli animali. Ad un certo momento, esisteva un piano per trasformare la cittadella nella piazza centrale, ma alla fine le attività commerciali della città sono state spostate nella piazza Stefano il Grande dato che era più vicina alla ferrovia. Dopo che questa decisione è stata presa, la cittadella ha acquisito una funzione puramente ornamentale. Nel corso degli anni la piazza ha avuto diversi nomi. Dopo essersi chiamata la Cittadella Trencin, nel 1906 ha ricevuto il nome di Piazza Bocskai. Istvan Bocskai era un nobile di origine transilvana slovacca, che ha guidato la rivolta anti-asburgica in Upper (Slovacchia). Dopo il 1923, è stata chiamata la Piazza Cuza Voda, poi la Piazza Adolf Hitler - durante la seconda guerra mondiale -, poi la Piazza Malinovski - nel periodo comunista - poi Piazza della Vittoria. Nel 1993, il suo nome è stato cambiato in Piazza Avram Iancu ed è rimasta tale fino ai giorni nostri. La sua attuale denominazione onora la memoria dell'eroe nazionale che ha avuto un ruolo chiave nella rivoluzione del 1848. Avram Iancu era sensibile alle sofferenze dei contadini romeni, oppressi dal dominio ungherese, e ha lottato per i diritti politici dei suoi compatrioti. La rivoluzione romena del 1848 è iniziata dopo che Kossuth Lajos ha avuto alcune vittorie contro gli Asburgo e, nel tentativo di trovare alleati, ha convinto Avram Iancu di stare dalla sua parte. Ma quando quest'ultimo si rese conto che il suo presunto alleato intendeva unire la Transilvania con l'Ungheria senza concedere dei diritti politici ai romeni, si è preparato a fare la guerra contro di lui. Il suo eroismo, e quello dei suoi uomini, è stato leggendario ed ha accelerato la soppressione della rivoluzione ungherese da parte delle forze austriache. Tuttavia egli non è riuscito a ottenere il riconoscimento della nazione romena. Il primo edificio al centro della piazza è la maestosa Cattedrale Metropolitana Ortodossa, con le sue cupole grigie che contrastano il bianco del marmo. La Cattedrale ortodossa di Cluj è stata costruita tra il 1923-1933, in stile romano-bizantino, grazie all'iniziativa e il contributo speciale del vescovo Nicolae Ivan. Questa Cattedrale è una dei principali edifici religiosi di Cluj ed è anche la prima chiesa eretta nel cuore del grande paese rumeno riunificato. Il vescovo Nicolae Ivan dopo aver riunito nel 1919 il Consiglio della Transilvania e sollecitato un aiuto finanziario per la costruzione di una chiesa ortodossa in Cluj, nel 1920 ottenne che il parco di fronte al Teatro Nazionale fosse destinato alla costruzione dell'attuale chiesa. Dopo aver ottenuto il benestare fu organizzato un concorso per architetti, che fu vinto da George Cristinel e Constantin Pomponiu.

Alla sinistra della Cattedrale, nella piazza, un grande edifico rappresenta il Palazzo delle Ferrovie. Accanto al Palazzo delle Ferrovie sorge il bell’edificio che ospita il Seminario Teologico Ortodosso. Il Palazzo dell’Arcivescovado Ortodosso fu costruito nel 1887, adibito come sede per l’Amministrazione dei Settori Forestali. Dopo la costruzione della Cattedrale Ortodossa, l’edificio fu donato dallo Stato Romeno alla Chiesa Ortodossa Romena. Subito dopo c’è invece il Palazzo delle Finanze, costruito nel 1880 in base ai piani di progettazione elaborati dall’architetto Friedrich Mätz. È un edificio a due piani che contiene 101 stanze e i relativi servizi. Di fronte alla Cattedrale, dal lato dell’ingresso principale, sorge in una bella piazza con fontane e giardini, il monumento a Stephen Bocksay, principe della Transilvania. L’altro grande e bell’edificio nella parte centrale della piazza è il Teatro Nazionale, costruito nel 1906 dagli austriaci Feliner e Helmer, in stile baroccheggiante, come teatro nazionale magiaro e divenuto nel 1919 teatro romeno. Fuori al teatro due statue rappresentano da un lato Lucian Blaga e dall’altro Mihai Eminescu (i più importanti poeti romeni). Il Palazzo della Giustizia, alla sinistra del Teatro, all'incrocio con la Piazza Ştefan cel Mare e il Corso Dorobanţilo, fu costruito durante il periodo degli anni 1898-1902, in stile eclettico. È un edificio rappresentativo per l'architettura che caratterizzava l'inizio del secolo XX. L'edificio fu progettato dall'architetto Gyula Wagner. L'appaltatore fu David Sebestyen. L'edificio rientrò nella graduatoria delle costruzioni considerate monumenti storici e architetturali. Al suo interno funzionano più fori giudiziali tra cui anche la Corte di Appello di Cluj. L'edificio ha la forma di un quadrilatero irregolare e racchiude tredici corti interne concepite per l'assicurazione della ventilazione e dell'illuminazione degli spazi esistenti. Esistono due ingressi: uno al frontespizio nord e uno al lato ovest. Entrambi gli ingressi sono veramente ornati e presentano un portico formato da quattro colonne doriche che appoggiano un balcone situato al primo piano. Il Palazzo fu progettato per assicurare l'attività della giustizia di ben oltre un secolo per una popolazione di 50.000 abitanti all'incirca. I fregi furono ornati con motivi vegetali, ghirlande, console e figure rondo-bosso. Gli archi, l'intelaiatura delle finestre e le cornici sono ornati con figure umane scolpite in pietre, di un valore artistico eccezionale. Gli elementi di decoro furono realizzati in terracotta e pietra di Viştean la cui carriera si trovava a soli 20 km da Cluj. Al lato ovest, sul tetto del frontespizio si realizzò una cupola con una larghezza di 9 m, una lunghezza di 29 m e un'altezza di 8,6 m. L'edificio conservò la sua destinazione iniziale per lungo tempo, ospitando per un periodo anche altri istituti dello Stato, come la Biblioteca Provinciale Octavian Goga di Cluj, la Casa Editrice Criterio, la Facoltà di Scienze Economiche, la Scuola Popolare d'Arte, il Notariato di Stato, ecc. Alle spalle del Teatro c’è un piccolo parco, chiamato Parco dell’Opera, alle spalle c’è un grosso edificio che ospita l’Ispettorato Scolastico. Alle spalle, concludendo la lunga piazza c’è, ancora però in costruzione, la Capela greco-catolică Sfântul Iosif. Insieme con la croce sulla sommità della cupola, la cattedrale avrà un'altezza di 72 metri e sarà la più grande chiesa cattolica in Romania. In fondo alla piazza, sulla destra si apre la Piața Baba Novac. Situata nella via adiacente, la Via Baba Novac della Piazza Ştefan cel Mare, c’è la Torre dei Sarti che fa parte della seconda zona fortificata con mura e rinforzi della città, sorta nella prima metà del secolo XV e continuata fino al secolo XVII. Fu costruita al lato dell’angolo meridionale e orientale del muro di difesa della città, dopo il 1405, a seguito dei privilegi attribuiti dal Re Sigismondo di Lussemburgo. E’ l’unico bastione rimasto dai 18 bastioni che componevano la fortificazione medievale della cittadella Castrum Clus, con fondi messi a disposizione dalla Gilda dei Sarti. L'anno preciso in cui è stato terminato il Bastione dei Sarti non è conosciuto, ma gli storici ipotizzano che deve essere stato prima del 1475, perché questo è l'anno in cui è stato citato per la prima volta in un documento ufficiale. Tra il IX e X secolo Cluj-Napoca era solo un piccolo insediamento chiamato Castrum Clus, occupando solo 7 ettari di terreno. Ma il suo sviluppo ha portato alla necessità di un sistema di difesa più robusto. Gli abitanti hanno fatto una richiesta formale a Sigismondo di Lussemburgo per costruire una fortificazione più grande. E' stata approvata nel 1405. La nuova fortificazione sarebbe stata costruita con il sostegno delle diverse gilde e copriva una superficie di 45 ettari. Il Bastione è stato finanziato dalla Gilda dei Sarti, nella cui cura rimarrà per molti anni. Il Bastione è fatto di pietra scanalata. E’ sopravvissuto anche un muro di pietra, le cui lacune e fori di pistola sono ancora visibili. Alcuni eventi raccapriccianti hanno avuto luogo qui nel corso della storia. La più notevole è stato l'uccisione di Baba Novac, ex generale di Michele il Bravo. Una statua è stata creata in sua memoria e posta di fronte al bastione nel 1975. L'eroe di guerra è stato catturato dai nobili ungheresi dopo la battaglia di Mirăslău, nel 1601, e poi bruciato sul rogo con l'accusa di tradimento. Il suo corpo senza vita è stato poi impalato e messo sulla via Feleacului, nei pressi del bastione. Costeggiando le mura ci troviamo sulla Strada Mihail Kogălniceanu. Poco dopo ci troviamo un bell’edificio religioso sulla nostra sinistra: la Biserica Reformată. In stile tardo gotico, la chiesa fu edificata in più fase come Convento dei Frati Minori Francescani sul consiglio e con il sostegno del Re Mattia Corvino, a partire dalla seconda metà del secolo XV. Lungo il tempo è stata soggetta di numerosissime opere di restauro e modifiche, diventando la proprietà dei fedeli riformati alla metà del secolo XVI. La chiesa è la più grande costruzione gotica a una sola navata della Transilvania. Al suo interno presenta un soffitto cofanetto in legno e pezzi di una bellezza rara, tra cui il pulpito murato in legno nel 1646 da Elias Nicolai di Sibiu in stile rinascimentale della Transilvania (stile del Rinascimento fiorito) e dallo scultore Benedek

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