Valencia e Madrid, tra tradizione e modernità

Alla scoperta di Valencia, sospesa tra un passato millenario e il futuro high-tech della Ciudad, e Madrid, con il favoloso triangolo d'oro dei musei

  • di AlixA
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Valencia, la terza città della Spagna dopo Madrid e Barcellona, ha tutte le carte in regola per conquistare il visitatore: la vivace movida, i musei prestigiosi, una storia antica alle spalle ed un futuro radioso già attuale, con le architetture avveniristiche costruite nell’ultimo ventennio, come la Ciudad de las Artes y las Cyencias dell’architetto Santiago Calatrava e il Palacio de Congresos, progettato da sir Norman Foster. Ammetto che sono partita con qualche malumore personale, e ciò ha influito sulla percezione del viaggio, funestato tra l’altro anche dal tempo piovoso dei primi giorni: poi le cose sono andate meglio.

La città vecchia

Volo con la mia fedele Ryanair che in 2 ore, per il costo di circa 50,00 euro, mi porta da Bologna all’Aeropuerto de Manises di Valencia. Con metrovalencia (al pianoterra del terminale dei voli interni, linea 5 Aeroporto/Neptú o linea 3 Aeroporto/ Refelbunyol) raggiungo il centro città in una ventina di minuti al costo di circa 3,90 euro. Ho scelto di pernottare all’Hostal Antigua Morellana, in centro a due passi dalla cattedrale (50,00 euro a notte). Di qui le maggiori attrazioni del centro storico si possono raggiungere comodamente a piedi. Io inizio le mie esplorazioni dal cuore città vecchia, un luogo pittoresco e pieno d’atmosfera, percorso com’è da un labirinto di tortuose stradine e calli medievali dai pavimenti acciottolati. La personalità di Valencia si afferma subito con un’architettura vivace, perché mescola gli stili in un tripudio di forme diverse, dal gotico flamboyant valenziano e dal rinascimentale fino al barocco e al liberty.

Plaza de la Virgen si erge sopra l’antico foro, cuore pulsante della fiorente Valencia romana; furono infatti i legionari in congedo a fondare la città nel 138 a.C., come luogo di svago e riposo sulle carezzevoli sponde del rio Turia. La piazza è effervescente di vita, con il suo continuo passeggio, i vivaci caffè ed alcuni edifici pubblici sontuosi; al suo centro si trova una gorgogliante fontana con la raffigurazione del Rio Turia. L’architettura più notevole che si affaccia sulla piazza è la Catedral, che mescola gotico, romanico e barocco spagnolo. E’ stata costruita tra il 1262 e il 1426 e le sue tre favolose porte d’ingresso riflettono i cambiamenti di stile: l’antica Puerta del Palau in stile romanico nel lato orientale, la gotica Puerta de los Apostoles affacciata sulla Piazza de la Virgen, la barocca Puerta de los Hierros, vicina alla torre campanaria. All’interno sembra si trovi un oggetto che ha fatto versare fiumi di inchiostro e ispirato km di pellicole cinematografiche: il Santo Graal, conservato con tutti i crismi nella Capilla del Santo Caliz. Si tratta di una tazza d’agata, alta circa 9 cm, che risale probabilmente al I sec a.C.. La parte più spettacolare è la base d’oro, tempestata di rubini e altre pietre preziose. Personalmente non credo che questa si veramente la coppa da cui bevve Gesù durante l’Ultima Cena, un oggetto che appartiene più alla sfera del mito che a quella della realtà, ma il manufatto, esposto in questa maestosa cappella gotica, fa una certa impressione. Nella cappella successiva trovo qualcosa a me più congeniale, un paio di opere religiose di Goya

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