Cipro: l’isola di venere

Dopo qualche indecisione sulla meta da affrontare finalmente il 19 ottobre Laura, Paolo, Ermes e io partiamo da Milano con destinazione Cipro. Dall’Italia abbiamo prenotato solo l’auto e le prime due notti poi gireremo un po’ a caso…..l’isola non è ...

  • di Marzia Mazzolini
    pubblicato il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Dopo qualche indecisione sulla meta da affrontare finalmente il 19 ottobre Laura, Paolo, Ermes e io partiamo da Milano con destinazione Cipro. Dall’Italia abbiamo prenotato solo l’auto e le prime due notti poi gireremo un po’ a caso...L’isola non è certo grande e in questa bassa stagione sicuramente non ci sono problemi di alloggio!!! Con un po’ di ritardo atterriamo, che è già buio, a Larnaka. Prendiamo l’auto...Non so che sciocca idea ci è venuta di accettare la proposta del tipo della Budget che ci offre una Vitara...Ovviamente vecchio modello...Non è scomoda, di più! Nel bagagliaio ci stanno solo due valigie, le altre due separano me e Laura nel sedile posteriore...Non ci vediamo nemmeno ...Per giunta il tettuccio apribile si apre appena si aumenta un po’ la velocità...E Ermes deve tenerlo fermo con la mano...Negativo!!!! Arriviamo a AYA NAPA e cerchiamo il Grecian Sands Hotel, struttura carina con una posizione davvero splendida. Dopo una buona cena nel salone con vista mare affrontiamo una passeggiata fino in centro dove c’è un bel monastero Veneziano e poi una serie infinita di bar, ristoranti, disco pub ispirati a cartoni, films, castelli, paesi del mondo (Titanic, Jurassic Park, Pub irlandesi, giamaicani, ecc) da non sapere quale scegliere. Sembra Ibiza anche se adesso non ci sono tanti turisti e qualche ambiente è anche chiuso! Quelli aperti fanno a gara ad accappararsi quei pochi turisti che passeggiano! Noi decidiamo per un piccolo pub che propone musica anni 70/80 dove io e Laura tentiamo anche qualche danza.

Alla mattina dopo una mega colazione ci aspetta lo sdraio ...Passeggiata sul lungomare e di nuovo relax in branda con il bagno del pomeriggio...Il sole è ben presente, peccato per il vento che, specialmente verso il tramonto, diventa veramente fastidioso! Serata giretto fino al centro e birretta in un pub irlandese con musica dal vivo. Venerdì, dopo la colazione, verso le dieci lasciamo l’hotel dopo aver chiacchierato con un turista italiano (veramente strano incontrare un connazionale Cipro brulica di inglesi e tedeschi) ci dirigiamo verso Capo Greco, la punta est dell’isola e dove il mare ha sette colorazioni di blu... ma dove cavolo sono??? Mah noi non lì vediamo proprio...Scattiamo due foto e...Le chiavi della macchina??? Ah si le abbiamo dimenticate sul cruscotto...”tanto se ce la rubano questa specie di auto di sicuro la lasciano dopo dieci metri” esclama Ermes!!! Ripartiamo per PROTARAS, paesino sulla costa. Osserviamo che tutte le case hanno i pannelli solari sul tetto...Poca estetica ma saggia decisione in un’isola dove c’è quasi sempre il sole! Saliamo a piedi su un piccolo colle dove sorge una bellissima chiesetta in pietra, attraversiamo poi PARALIMINI e DERYNEIA dove c’è il confine con la zona turca e dove in lontananza si scorge la città fantasma di Famagusta...Certo che è pazzesco che questa isola sia divisa così... Pensare che questa città, dove Shakespeare ambientò l’Otello, era un tempo ricchissima e ora...Divisa da questa Linea Verde, beh per così dire verde ed è pure disabitata! Languorino allo stomaco: ideona di Ermes che ferma l’auto e quatto quatto “prendere in prestito” alcuni fichi in una casa disabitata...Davvero ottimi!!! A 5 km dal centro c’è un piccolo villaggio di pescatori dove l’unico ristorante, molto plebeo ma dove, narrano, si mangia un ottimo pesce, purtroppo è il giorno di chiusura. Giungiamo poi a XYLOFAGON verso mezzogiorno, ci sono delle carinissime chiesette ovunque...Cerchiamo di tornare al mare ma siamo in mezzo a una distesa di campi di patate e per giunta neanche un bistrot per uno stuzzichino. Decidiamo poi di affrontare l’interno per raggiungere la famosa capitale NICOSIA, tristemente famosa dato che rimane l’unica città al mondo divisa da un muro dopo l’invasione turca del 1974. Girovaghiamo un po’ per le vie del centro, stuzzichiamo l’appetito con qualche MEZE (tipico piatto costituito da una bella serie di assaggini vari: antipasti, salsine, spiedini, carne varia, involtini di vite, feta, formaggio alla piastra, ecc) alla Taverna Chilies, giro ancora per viuzze...È incredibile la differenza tra la bella via centrale tutta pulita e in ordine e altre vie con vecchi negozi abbandonati, sporchi e rovinati...”certo che la nostra Carnia è meglio” sottolinea Ermes!!!! La città è cinta dalle mure veneziane, abbellite dai giardini municipali...Arriviamo alla Porta di Famagosta e dopo di nuovo nella nostra mitica auto che stava per essere trainata via dalla polizia...Avevamo parcheggiato in una zona che dovevano chiudere...Mancava anche quella! già c’è quel filo spinato con quelle guardie armate che fanno uno strano effetto, per non parlare poi dei sacchi di ghiaia che si usavano nelle trincee...Direi inquietante tenendo anche conto che i nostri due baldi uomini badavano bene a rispettare il divieto di fotografare...Certamente!!!! Prendiamo la strada per raggiungere PAFOS, famosa città balneare e ricchissima di monumenti patrimonio dell’Unesco. Ci fermiamo, su suggerimento dei “Turisti per caso”, in un paesino prima di Pafos, NIKLOKEIA e precisamnete all’agriturismo Vassilias Niklokis Inn dove ci accoglie, si fa per dire, un signore che ci brontola che dovevamo prenotare, che non si può arrivare così, che non ha i letti pronti perché lui non li fa al momento per non far prendere l’umidità alle lenzuola e...Facciamola lunga!!! Ha solo un ospite e sono le sette di sera...Invece di esultare che gli sono arrivati quattro viaggiatori e per di più costretti a fermarsi “democraticamente” almeno due notti perché il letto per una notte sola lui non lo fa)...Poi si rabbona un po’ e ci offre anche un buon vino! Depositiamo i bagagli, mentre il padrone di casa fa arrivare la moglie non so da dove per fare i letti (ah questi uomini!!!!), e ci dirigiamo verso la cittadina. Andiamo nella zona del porto, KATO PAFOS cioè la città bassa che è proprio carina con una bella fortezza medioevale e tra una serie di locali scegliamo “il Pellicano” (dove sul tardi esce appunto un bel pellicano rosa a salutare i clienti) e dove ci facciamo una bella mangiata di meze di pesce. Rientriamo abbastanza stanchi. L’agriturismo dove alloggiamo è davvero bello ma potrebbe essere tenuto meglio, il prezzo è economico (14 cipriote cioè circa 24 euro in bed and breakfast) e l’ambiente molto familiare...Ma una passata di straccio ci poteva anche stare!!! Ci alziamo presto per partire in esplorazione...La colazione non è male a parte che manca la marmellata ma insomma..

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