Cipro, un'isola da scoprire

Una settimana alla scoperta di un'isola ricca di storia, culture differenti e sole

  • di Andrea Kais Alibardi
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Dopo aver letto qualche recensione qua e là riguardo questa splendida isola ho ritenuto doverso scrivere (il più oggettivamente possibile) il mio viaggio. Molti ne parlano ma pochi l’hanno visitata tutta. Cipro è un’isola di stampo greco con influenze turche: la parte nord-est dell’isola risulta infatti politicamente occupata dalla Turchia. Dico ‘politica’ perchè agli abitanti conosciuti durante la vacanza non sembra interessare molto la divisione netta, vige una pacifica convivenza, la gente è abbastanza cordiale anche se talvolta un po’ chiusa a differenza dei solari greci. Ma veniamo al racconto.

Giorno 1: Partenza, 21 maggio 2014

Io e la mia ragazza partiamo da Malpensa. Arrivo in mattinata a Larnaca. C'eravamo fissati di voler noleggiare una moto per girare l’isola. Purtroppo dopo due ore di ricerca in città (su internet non si trovano info) troviamo un moto-rental, ma i prezzi sono il doppio di quelli di un’auto. Noleggiamo dunque una Mitsubishi Colt a benzina (cambio automatico) e partiamo in direzione Paphos. Lo shock di guidare a sinistra passa in fretta, le autostrade (non a pagamento) sono buone e veloci. Abbiamo alloggiato per tutta la durata della vacanza al Roman Boutique Hotel di Paphos (www.romanhotel.com.cy). Pulito economico e… molto pittoresco. Scelto quasi per scherzo, coscienti di aver prenotato un albergo dall’arredamento pacchiano (guardate le foto nel sito, è assurdo, ma ci ha fatto molto ridere).

Cena in centro in un economico ristorante siriano dove abbiamo aspettato un po’ ma mangiato bene e abbondante.

Giorno 2

Abbiamo visitato la penisola di Akamas a ovest fin dove la nostra Colt poteva transitare, sino a Lara Beach, la spiaggia delle tartarughe (www.aboutcyprus.org.cy/en/turtles-and-conservation-in-cyprus). Si possono comunque noleggiare quad per esplorare il parco naturale sterrato della zona.

Pranzo in una taverna tipica a base di Moussaka. Nella strada del ritorno visitiamo la famosa Coral Bay, bellissima spiaggia ma troppo commerciale per i nostri gusti.

Cena presso una taverna gestita da bulgari vicino a Coral Bay (H Mikri Tavern) in cui abbiamo mangiato un ottimo octopus e orata ai ferri.

Giorno 3

Direzione nord, attraversando le montagne arriviamo ai bagni di Aphrodite. Paesaggio stupendo ma non avendo scarpe da trekking non visitiamo il sentiero che costeggia la parte nord-est della penisola di Akamas. Ci dirigiamo verso Polis, dove pranziamo al Finikas Restaurant con una discreta tuna salad. Sulla carta è segnata come una città ma in realtà è un paesino con qualche ristorante e negozietto. Proseguiamo la costa verso la parte turca sino al confine. E’ strano passare di fianco ai campi militari dell’ONU, trincee e filo spinato, sembra di entrare in una zona di guerra. In realtà è molto ‘politica’ la situazione, solo a giustificarne la presenza. La popolazione ormai se ne è fatta una ragione e vive in assoluta pace. Attraversiamo un paesino di campagna e ci troviamo di fronte ad una sbarra: è il confine turco! Intorno non c’è nulla di interessante se non qualche chiesetta bizantina ma eravamo curiosi di scovare qualche spiaggia sperduta ed incontaminata. Qui il mare invece è bello ma non ci sono che spiaggioni anonimi. Torniamo verso casa.

Stanchi del viaggio ripieghiamo nuovamente nel ristorante siriano di Paphos in cui eravamo stati ma assaggiamo altre specialità. Non pensavo di mangiare dei fegatini di pollo così buoni e leggeri

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