Cipro in camper luglio 2007

Come per la Turchia, vedi Turchia in camper luglio 2077, anche Cipro stava saltando il mattino della partenza, perché secondo il ns. Ministero degli Affari Esteri, alla voce Cipro: http://www.viaggiaresicuri.mae.aci.it/?cipro “Documentazione necessaria per l’accesso al Paese Di seguito si elenca ...

  • di Ibarruri
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Come per la Turchia, vedi Turchia in camper luglio 2077, anche Cipro stava saltando il mattino della partenza, perché secondo il ns. Ministero degli Affari Esteri, alla voce Cipro: http://www.Viaggiaresicuri.Mae.Aci.It/?cipro “Documentazione necessaria per l’accesso al Paese Di seguito si elenca la documentazione necessaria. Si segnala però che a causa della situazione politica dell’isola è obbligatorio, recandosi a Cipro, entrare attraverso un porto o un aeroporto della Repubblica di Cipro. Da qui ci si può trasferire al Nord nella cosiddetta Repubblica Turca di Cipro del Nord. Entrando invece attraverso un porto o un aeroporto del Nord (via Turchia) si rischia l’arresto per ingresso clandestino nel momento in cui, dal Nord, si passa verso l’area a Sud posta sotto il controllo governativo della Repubblica di Cipro.

Telefonata all’Ambasciata di Cipro sud a Roma e risposta in simil italiano: “ ma va !!! “.

OK non lo guarderemo più. Nel nostro caso è stato completamente inaffidabile.

Arriviamo al Pireo alle 16,00 del 12.08.07. Cerchiamo il gate del traghetto per Cipro, perché secondo l’Ente del Turismo di Cipro, il traghetto c’è, http://www.Turismocipro.It/. Iniziamo una lunga odissea per i vari gate, sono 10. Ci sballottolano da una parte all’altra. Ma non si trova nessuna traccia della Louis Cruises Lines. Dopo due ore la dogana passeggeri dopo l’ultimo gate ci dice che una volta c’era la linea ma che ora non c’è più. Forse c’è una sorta di cargo dopo circa 5 km dal gate 1. Ci arriviamo ed è una zona proprio da navi merci. Chiediamo e ci mandano di fronte ad un natante grande un tre volte i mezzi da sbarco americani usati in Normandia. Veramente piccolo per affrontare il Mediterraneo orientale. Tutto arrugginito. Gli hanno appena cambiato il nome. Ora è Notos. Ha solo una stiva con pareti altissime ed un piccolissimo ponte solo per il comando, a poppa. Non c’è nessuno a cui chiedere. Non abbiamo avuto dubbi sul fuggire verso il Pireo. Ci rivolgiamo ad una grossa agenzia sul vialone dei gate, la EFKLIDIS TRAVEL PIRAEUS . Ci dice “ahiahiahiahiiiiiiiiiiii”, c’era ma non c’è più. In effetti riguardando il sito precedente, c’è un rimando al sito del ministero del turismo cipriota http://www.Visitcyprus.Com/ , che dice “ Al momento non esiste un servizio di traghetti tra Cipro ed altri paesi ”. Demoralizzati, erano le 19.00, essendo appena partito il traghetto per Rodi e da lì a Marmaris. Abbiamo deciso di prendere l’indomani un traghetto per Kios a 280€ e li per Çesme per la modica cifra di 135€ per soli 10 km di distanza. Domenica 15 luglio. Dopo aver attraversato la Turchia arriviamo a Tusucu alle 09,00. C’è mercato, con tanta frutta e verdura e vestiario vario. Tasucu è una cittadina sul mare che vive del turismo turco e del passaggio con traghetto per Cipro nord, Girne/Kyrenia. Prendiamo un chay e ce lo fanno pagare caro 1£, mentre nell’attesa dell’imbarco, fino a sera, lo pagheremo 0,50£. Andiamo all’agenzia della Fergun, www.Fergun.Net, per acquistare il biglietto: 2 poltrone e camper 185£, partenza alle 24.00 ed arrivo previsto alle 08.00, reale alle 10.30. Mentre aspettiamo il biglietto notiamo una cartina geografica di Cipro Nord con molte informazioni attraverso simboli. Vediamo che vi sono molti campeggi e la cosa ci predispone bene. Non siamo affezionati ai campeggi, anzi, ma sapere che alla bisogna ci sono, aiuta. Alle 18.00 lasciamo il camper in coda per l’imbarco. Guardiamo le cicogne su un camino ed aspettiamo che alle 21.00 aprano i cancelli della dogana. Di camper nemmeno l’ombra, come nell’attraversare la Turchia da Çesme a Tasucu. Macchine di immigrati in Europa che tornano verso nord e sud dell’isola. Vi è anche una nutrita comitiva di rom rumeni che poi ritroveremo a fare la “stagione” nel sud. Aprono i cancelli. Fanno entrare un tot di mezzi alla volta i cui passeggeri si lanciano nel capire i passaggi e ritorni, come un gioco dell’oca, tra i tre gabbiotti di dogana più il controllo passaporti nella palazzina. Allora: 1)- a sinistra, si fa vedere il foglio rilasciato a Çesme, si paga un diritto, di circa 16£; 2)- con la ricevuta si va a quello di fronte che lo registra e mette un timbro; 3)- poi si va nella palazzina a sinistra per il controllo passaporti/carta d’identità passeggeri. Sono molto spiazzati dalla presentazione della carta d’identità. Poi vedono che siamo italiani e registrano l’uscita dal paese; 4)- ritorno ai gabbiotti fuori, secondo a destra per registrazione delle pratiche fatte e rilascio documento; 5)- con lo stesso si va all’ultimo gabbiotto sempre di destra, con il funzionario più competente e capace che trascrive tutti i dati del mezzo, marca, modello, chassis e targa e finalmente con i documenti, dopo aver visionato il mezzo andiamo all’imbarco. Evviva!!! Stiamo per salire e.., ricordate il gioco dell’oca?, manca la firma del capo del custom. Corsa veloce a ritroso con i documenti alla ricerca del capo, perso tra i Tir. Capo molto imbranato che non capendo la carta d’identità e l’uso del foglio aggiunto trascrive la registrazione sulla mia C.D.I.. Chissà se la carta è ancora regolare in Italia? Ritorno di corsa al traghetto e finalmente imbarchiamo. Importante sapere che partono due traghetti contemporaneamente della stessa compagnia ma che non sono mai uguali, e scopriamo che per puro caso quello con cui andiamo, non ha stiva, tutto aperto con entrata avanti e dietro e quindi possiamo restare in camper durante il viaggio, così come fanno i camionisti e molti automobilisti. Al ritorno invece capitiamo nell’altro e purtroppo i mezzi vanno sotto tranne i camion che non ci entrerebbero e quindi dobbiamo stare nella bolgia del salone. Quindi chiedete di stare in quello aperto al momento del biglietto. Stando in camper siamo molto rilassati e dormiamo subito, tanto ormai è quasi mezzanotte. Il mare è buono. Lunedì 16. Al mattino ci svegliamo alle 07.30 facciamo subito colazione per andare a vedere l’arrivo ormai imminente. Non è così. Guardiamo indietro e si intravede la costa turca. Guardiamo avanti e si vede Cipro. Non siamo a metà, ma poco più avanti. E’ sconcertante vedere quanto va piano. Il moto ondoso dalla Turchia ci supera da dietro, alzandoci. Se si guarda nella direzione di marcia il vento da dietro ci alza i capelli. Insomma siamo più lenti delle ondine e del vento che vanno nella nostra stessa direzione. Pazzesco!!! Solo dopo tre ore arriveremo a Girne. Anche se ci aspetta sicuramente un po’ di burocrazia doganale, non possiamo non ammirare la bellissima fortezza di Girne, che domina l’ingresso al porto turistico. Noi entreremo in quello commerciale. Ricordate che la £ turca è la valuta anche di Cipro Nord. E qui ricominciamo il gioco dell’oca. Allora: 1)- scesi dalla carretta si lascia subito il mezzo e si va con i documenti personali nella nuovissima palazzina azzurra per i passeggeri; 2)- poi aggiungendo quelli del camper si va al primo sportello del primo gabbiotto a sinistra del passaggio doganale; 3)- poi al secondo sportello del gabbiotto di destra; 4)- poi al secondo gabbiotto dello sportello di sx per l’assicurazione del mezzo. Fatela di 30gg, per stare più tranquilli. Questo perché la ns. Carta verde non copre Cipro Nord ed è invece valida per il sud, ma conteggiate il ripasso a nord. Costo di 130£ ( 70,00€); 5)- ritorno al gabbiotto di dx ma questa volta al primo sportello. Verifica pratica e via si corre al camper per uscire dalla dogana. Arrivo alla sbarra. Sale per vedere dentro. Ok. Guarda i documenti e... ci rimanda allo sportello allo 2° sportello di dx perché manca la “mitica” Yellow Paper, senza la quale non si entra e soprattutto non si esce da Cipro Nord. Finalmente entriamo in terra di Cipro. Occhio alla guida. Anche se a nord, in tutta l’isola si guida a sinistra. Fate moltissima attenzione. Siamo stanchi, fa caldo. Imbocchiamo subito la superstrada per Nicosia/Lefkosa-Famagosta/Gazimagusa, vogliamo andare subito verso la penisola di Karpaz in un campeggio a sistemarci un po’. Passiamo sotto il castello di St.Hilarion che ci ripromettiamo di visitare al ritorno, come tutta la zona di Girne. Lungo la strada ci fa molta impressione la quantità notevole di cartelloni pubblicitari riguardanti alcolici, donne, ecc. Non proprio in linea con l’atmosfera dominante della Turchia e non che qui non siano predominanti i veli. Arriviamo a Gazimagusa e cambiamo un po’ di valuta. La cosa è un po’ laboriosa perché sono ancora nella fase del cambio dalla vecchia alla nuova £. Praticamente hanno tolto 3 zeri alla vecchia ed hanno stampato le nuove. Ricordate quello che proponevano di fare in Italia quando avevamo l’inflazione al 20%? Ecco loro lo hanno fatto, con la conseguenza che in banca passano intere giornate a contare miliardi di vecchie £ che portano i comuni cittadini. Finalmente si mangia in un chiosco di fronte all’Università popolata di studenti stranieri. Rifocillati andiamo verso nord. Vicino al sito archeologico di Salaminas vediamo l’insegna di bungalow-camping. Rimaniamo un po’ sconcertati quando ci vogliono mettere di fianco ai bagni, si proprio ai cessi. E’ molto sporco ed abbandonato. Solo qualche roulotte-bungalow diroccata. Ce ne andiamo! Altre due volte ci ritroviamo nella stessa situazione. Lungo la strada si iniziano a vedere grandi aree lottizzate con inizi di cantieri per zone residenziali di villette e villette. A Bogaz addirittura un’altra distesa di villette a pochi metri da una grossa raffineria in riva al mare. Povero mare! Povera Cipro!! Ci rassegniamo ad usare la nostra doccia, ma solo dopo essere arrivati a quella che viene presentata come la zona di bellissime distese di dune di sabbia e mare cristallino vicino alla punta est dell’isola. Superiamo Dipkarpaz/Rizokarpaso e cominciamo a vedere delle belle baie, nella costa sud, con qualche chioschetto con bungalow e ristorantino. Rimaniamo scioccati, forse perché distrutti da tutte queste piccole e grandi difficoltà, nell’arrivare di fronte ad una distesa di dune fino al mare, 4 km prima del monastero di St. Andreas. Turtle’s Beach Hasan è il suo nome. 500m. Di pista di sabbia fino ad un boschetto a 100m dalla spiaggia. Qui 3-4 giovani gestiscono un ristorantino, 5-6 bungalow che affittano ai turisti di passaggio soprattutto da sud con macchine a noleggio(hanno la targa rossa), con dei piccoli bagni. Il tutto per il signore e signora Hasan. Doccia a 2£, a disposizione di chi va in spiaggia e degli ospiti. Va tutto con tanti piccoli generatori. Affitto ombrelloni e lettini sulla spiaggia. Spiaggia enorme, vietata dalle 20 alle 08 perché arrivano le tartarughe. Caldo, molto caldo. Sono le 18.00 e siamo a 42°. Fermiamo il camper, salutiamo i ragazzi, chiediamo se si può stare lì davanti, se possiamo mangiare. Ovviamente non ci sono problemi. Ci spogliamo, costume e di corsa a fare un bel tuffo rigenerante. Che bello!!! Siamo noi ed altre 6 persone in una spiaggia di 2-3km. L’addebitiamo all’ora, ma nei giorni seguenti, scopriremo che più o meno è sempre così. Dopo un’ora andiamo a farci una bellissima doccia. Ci rilassiamo nell’attesa della cena che con aperitivo, bibite, due bei piatti vari di carne ed due insalate miste alla turca ci verrà a costare 48£ (26€) non poco, ma visto l’isolamento e le difficoltà tecniche, è accettabile. Una notte un po’ agitata per l’eccesso di silenzio, che fa sentire il più piccolo fruscio, immaginate uno scalpiccio di zoccoli di asino, ma che ci ricompensa con un cielo stellato da togliere il fiato

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