Cipro nord

Nota – Essendo lungo scrivere “turco cipriota” o “greco cipriota”, sarà il caso di accorciare. Per cui, quando parlo di persone, “greco” implica “greco di Grecia”… “turco” è “turco di Turchia”… “Ciprurco” è “turco cipriota”, “cipreco” è “greco cipriota”. ABBRONZATURA ...

  • di faggi
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Nota – Essendo lungo scrivere “turco cipriota” o “greco cipriota”, sarà il caso di accorciare. Per cui, quando parlo di persone, “greco” implica “greco di Grecia”... “turco” è “turco di Turchia”... “Ciprurco” è “turco cipriota”, “cipreco” è “greco cipriota”.

ABBRONZATURA Come sempre quando si migra in territori calienti, nessun tipo di crema, olio o protezione ti dura più di dieci minuti. Poi cola facendoti sembrare un cono mentre si scioglie il gelato, per cui devi andare in acqua e ripulirti. Risultato: solita abbronzatura tipo “ho messo la testa nel microonde, mi squamerò entro poco”.

ACQUA Mare limpido, anche se i fondali non sono mai particolarmente allupanti (cribbio, allontanandosi non più di 50 metri dalla riva cosa ci si aspetta? Popolazione ittica tipo abissi?). Acqua caldina, che non sempre riesce nell’impresa di rinfrescare un corpo che fa fumo. Ma mettere il culo a mollo ogni mezzora al massimo è fondamentale.

AEREO Turkish Airlines. Con scalo a Istanbul e arrivo nell’aeroporto “clandestino” di Ercan (un baraccone che ti fa veramente sperare che l’aereo sia meglio dell’aeroporto). Ottimo, anche se la Sachertorte che ci danno all’andata non mi sembra esattamente un esempio di cibo turco, o no? ALAGADI Spiaggia sulla costa nord, presa d’assalto da tartarughe vogliose di fare l’uovo più che da turisti. Qui ci sono dei cestelli che difendono le uova deposte da eventuali predatori, e un baraccozzo che ha alle pareti un manifesto richiamante le Caretta Caretta di Lampedusa. Un ragazzone anglosassone ci spiega il processo di nascita degli anfibi corazzati in inglese, e gentilmente un ragazzino corre a tradurci tutto. In turco.

ALSANCAK Il nostro paesino, arroccato sulle colline, non proprio vicino al mare – dove invece stava l’hotel. Ci sono pochi paesi sulle coste nord: per paura dei pirati, tendevano a farli un po’ più in dentro. C’è il solito busto di Ataturk, e più su una interessante scoperta. Il cimitero. A destra quello greco, ovviamente abbandonato dal 1974, con molte croci spezzate. A sinistra quello turco, bello splendente, con tombe di gente morta a non meno di 90 anni (???). Al centro, quello che era un chiesolino ortodosso. Ora è vuoto: ci sono escrementi per terra e, alle pareti, invece di icone greche ci sono posizioni del Kamasutra vergate da mani profane.

ANIMALI Pochi gabbiani. Poche zanzare, grazie alle burrasche di vento che si ribaltano sulla costa, sistematicamente, ogni notte. Strani animaletti a mezza via tra la lucertola e il brontosauro che girano per strada, non prima di aver alzato il testone per vedere cosa capita e fuggire via. Capre, tante. Pecore, un po’ meno. Asini selvativi. Insomma: per strada il traffico è “animalesco”, ma nel senso letterale. E suonare il clacson non serve: se c’è una sfilata caprina stai lì e aspetti.

ARAPKOY Paese scalcinato nel centro isola, dove vediamo un chiesolino ortodosso adibito a stalla, e dove in un negozietto ci regalano una bottiglia d’acqua (in Italia non capiterà MAI!), mentre Sonia prende un balsamo “per capelli con problemi”. Nel senso che, se i problemi non li hai, te li fa venire. E’ comunque uno dei tanti paesozzi da cui passiamo, sotto gli occhi di assonnati indigeni per cui, evidentemente, la visione di soggetti stranieri è l’attrazione del giorno.

ATATURK Importante uomo politico della Turchia del primo ‘900, non ha a che fare nulla con Cipro. Ma i turchi, per convincere i ciprurchi ad essere più turchi che non ciprioti, hanno messo centinaia, centinaia di busti di questo “padre di tutti i turchi” in ogni piccolo paesino. La sua frase “fortunato chi si può vantare di essere turco” appare pressochè ovunque. La sua faccia è particolare, sopracciglia all’insu tipo vampiro con sguardo buono, e appare su tutti i tagli di banconote. Una invasione, un culto importato dalla madre patria, una ruffiana devozione da fare invidia anche a Emilio Fede. L’aeroporto di Istanbul si chiama Ataturk, tutte le strade si chiamano Ataturk... Una lagna

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