Partenza il 10/5/2018 · Ritorno il 12/5/2018
Viaggiatori: 2 · Spesa: Fino a 500 euro

Su e giù per le Cinque Terre

di Pilusoro - pubblicato il

Avevo messo gli occhi sulle Cinque Terre già da qualche anno, ma come capita spesso, certe destinazioni vengono messe da parte per vari motivi. Complice un ponte di maggio, cerco qualche alloggio su booking.com con la possibilità di cancellare all’ultimo minuto: bisogna monitorare le previsioni meteo. Una settimana prima danno soleggiato, parzialmente nuvoloso, quindi si va. Prendo qualche informazione riguardo ai posteggi e tutti consigliano vivamente di lasciare l’auto a La Spezia per via della carenza di posteggi. Dato il “terrorismo psicologico” prendiamo il consiglio sul serio. Ci consigliano il posteggio coperto alla stazione, ma una volta arrivati lo troviamo chiuso perché al completo. Vaghiamo in città per almeno un’ora, nessuno sa darci consigli su dove posteggiare (?) In centro costa €1.50/h, un po’ caruccio per lasciarla almeno 48 ore. Allora ci rechiamo verso la zona del Porto. Lì almeno il costo è di €1.-/h durante il giorno e 0.50/h di notte. Stufi di girovagare senza meta, posteggiamo l’auto. La stazione Centrale dista ca 2km e fortunatamente non ci spaventa camminare. Quindi zaino in spalla, che il viaggio abbia inizio.

1° tappa: La Spezia – Riomaggiore in treno

Tutte le tratte, indistintamente dalle distanze, costano €4 a persona. E infatti in una decina di minuti arriviamo al primo paesino delle Cinque Terre. Scopriremo ben presto che non ci vuole nessuna cartina per visitare la zona, i paesini sono tutti molto piccoli e di facile orientamento. Un’unica strada principale che scende verso il porto e sale verso la stazione. E così seguiamo l’istinto e scendiamo per ammirare dal mare il paese di bellissime casette colorate, arroccate sulla scogliera. Ecco l’immagine da cartolina sognata da tempo. Le foto si sprecano, lo sfondo del cielo azzurro rende il tutto ancora più pittoresco. Seduti su un muretto, gustando un gelato, ammiriamo l’architettura, le case alte e strette, di color rosso, giallo, rosa, di tutte le tonalità e le barchette dei pescatori ormeggiate in modo ordinato.

2°tappa: Riomaggiore – Manarola

Avremmo voluto raggiungerla a piedi, percorrendo il famoso sentiero di ca 1km, il “Sentiero dell’amore”, ma purtroppo dopo l’alluvione del 2011/2012 nulla (o poco) è stato fatto. Sembra, secondo i ben informati, che il sentiero potrà essere nuovamente percorribile non prima del 2021. Prendiamo, nostro malgrado, il treno, per un viaggio di giusto un paio di minuti. Si presenta così ai nostri occhi un altro bellissimo paese da cartolina, con case colorate arroccante sul mare. Alcuni turisti hanno il coraggio di fare già il bagno, noi ci limitiamo ad ammirare il paesaggio. Una premessa molto importante per chi desidera vistare la zona, il vostro incubo saranno gli scalini. Ebbene sì, è tutto un sali e scendi! Sprezzanti del pericolo :) saliamo verso lo scenic point view (per intenderci verso il cimitero o meglio dove è ubicato il bar “Nessun dorma”), per ammirare dall’alto lo scenario e fare delle bellissime foto del paese. Manarola sarà anche la nostra prima destinazione, abbiamo prenotato un piccolo monolocale, sulla strada principale, Le Coste. Il bello di soggiornare direttamente alle Cinque terre, è quello di godersi la serata, senza troppa gente

3° tappa: Manarola – Corniglia

Anche questa tappa l’avremmo fatta volentieri a piedi, ma anche in questo caso il sentiero è chiuso fino a data indefinita. Prendiamo il treno e raggiungiamo Corniglia. A dispetto degli altri paesi, Corniglia non si trova a picco sul mare. Dalla stazione per raggiungerla avete due possibilità: prendere il bus navetta, oppure per i più temerari affrontare la scalinata Lardarina, ben 377 scalini (non li ho contati ma fidatevi che sono tanti), di mattoni rossi. Si raggiunge così (con il fiatone) il centro del paese, sospeso tra mare e cielo. Viuzze molto carine, tra negozietti di souveniers, gelaterie, bar, piccoli B&B e una fantastica terrazza per godersi il panorama del mar Ligure.

4° tappa: Corniglia – Vernazza

Ecco che finalmente riusciamo a percorre un tratto del famoso “Sentiero Azzurro” (a pagamento €7.50/a persona/giorno). Si tratta di un sentiero nel verde, tra gli ulivi e i muri a secco, e scale, scalini e salite a perdita d’occhio, per la prima metà del percorso. Il panorama però merita, e avrete il tempo di ammirarlo in tutto il suo splendore, perché vi fermerete molte volte per poter riprendere fiato. A metà strada, a Prevo, un miraggio, un bar. Così ne approfittiamo per berci una rinfrescate gratina al limone sul terrazzo con vista mozzafiato. L’avevamo detto sin dall’inizio, ci prendiamo tutto il tempo necessario per affrontare i sentieri, tanto non abbiamo impegni e orario da rispettare. Riprendiamo la camminata, che ora è in discesa in direzione di Vernazza. È così che la fatica viene ripagata alla fine: si ammira Vernazza dall’alto. Questa “punta” stretta che si spinge verso il mare, con la torre del Castello, le case colorate e la Chiesa di Santa Margherita. Scendiamo una ripida scalinata che porta al centro del paese, sempre caratterizzato da un’unica via principale che porta al Porto. Ecco, benvenuti nel paesino più famoso delle Cinque Terre. C’è tantissima gente, molta di più che negli altri posti. Si fa coda per ogni cosa: per un gelato, per un cono di fritto misto, per una bibita. Non mi è difficile capire il motivo chiaramente, è veramente un gioiellino. Anche qui naturalmente scale e scalini a non finire. Armatevi di scarpe comode e via senza timore. Fortunatamente abbiamo deciso di prenotare anche qui, presso Camere Anna, quindi la sera, ci possiamo godere Vernazza senza tutta la folla di turisti.

5° tappa: Vernazza – Monterosso al Mare

Partenza di buon’ora per raggiungere l’ultimo paesino a piedi. Il sentiero è più impegnativo del precedente, sale, sale, sale e sale ancora fino a raggiungere 166m.s.m. Il mio fiato è messo a dura prova ma con molta calma, armati di acqua e frutta, affrontiamo anche questa scarpinata, fortunatamente quasi sempre all’ombra. Nonostante la fatica, credo valga veramente la pena prendersi il tempo e percorrere con tutta calma i sentieri. Naturalmente una volta raggiunto il punto più altro, si inizia a scendere, quindi la fatica finisce ben presto. Arriviamo così a Monterosso al Mare, che ben poco ha dei paesaggi da cartolina delle Cinque Terre. È da considerarsi come l’arrivo o la partenza per l’esplorazione del Parco, perché si tratta un po’ di una classica cittadina di mare, con spiaggia, ombrelloni e alberghetti. Dopo una pausa gelato più che meritata, riprendiamo così il treno per tornare a La Spezia, il nostro mini viaggio finisce, è tempo di rientrare a casa.

Considerazioni e informazioni personali, ma spero utili

Cinque Terre Card: fatevi i vostri calcoli se vale la pena acquistarla oppure no. Dipende dai giorni di permanenza, dall’itinerario che avete in mente, dalle volte che prenderete il treno (€4.-/tratta) e se volete percorrere i sentieri o meno. Il “Sentiero Azzurro” come detto va pagato (€ 7.50/giorno), e troverete una persona a controllare il vostro biglietto all’inizio della camminata.

Treno: è sicuramente un mezzo di trasporto molto comodo. I viaggi tra un paese e l’altro sono brevi e la frequenza è buona (ogni 20/30 minuti). Prendetevi però il vostro tempo. Le Cinque Terre sono molto turistiche e rischierete di attendere in stazione il treno successivo perché i treni possono essere molto affollati in certi ore della giornata, e per certe tratte. Armatevi di pazienza in alta stagione e nei week end.

Alloggi: vi consiglio vivamente di prenotare per tempo e soggiornare almeno in uno dei cinque paesini e non valutare l’idea di prenotare a La Spezia oppure a Sestri Levante. Per quanto le distanze siano brevi, vivere la sera in uno dei paesini è il modo migliore per godersi il tutto senza la folla dei turisti. Non aspettatevi però Boutique Hotel oppure hotel con tutti i confort. Ma avrete la vasta scelta tra decine e decine di affitta camere.

Sentiero Azzurro: preparatevi a soffrire. Scherzo (forse neanche troppo), dipende dalla vostra condizione fisica e dalla vostra voglia di affrontare salite a perdita d’occhio e centinaia di scalini. Calcolate almeno due ore comode a tratta, se volete prendervi il vostro tempo. Portatevi scorte di acqua e assolutamente indossate scarpe adatte. Personalmente, con il senno di poi, ho ritenuto meno faticosa la direzione da Corniglia a Monterosso e non viceversa. Le salite da Vernazza come quella da Monterosso sono “infernali”. Scalini alti e molto ripidi, passaggi stretti (soprattutto quello da Monterosso). Ho preferito di gran lunga percorrerli in discesa. Avevo letto commenti negativi sulla manutenzione dei sentieri, ma a mio modesto parere, a parte qualche piccolo passaggio, sono ben curati e puliti. Naturalmente si tratta di sentieri di montagna, non di strade lastricate in cemento, quindi ogni tanto bisogna fermarsi per procedere a “senso alternato” per far passare la gente che arriva dalla direzione opposta. Si spera comunque che ben presto vengano aperti anche gli altri sentieri.

Posteggi: come detto inizialmente, la soluzione di non andare in auto alle Cinque Terre è stata la migliore. I posteggi disponibili sono pochi e lungo la strada. Se scegliete la soluzione di viaggiare in treno e/o a piedi e alloggiare in uno dei paesi non portate trolley, ma preferite uno zaino. Come detto più volte è tutto un sali e scendi, con molti scalini e stradine strette. Mi ringrazierete :)

Cibo/Ristorante: per il pranzo armatevi di pazienza a fare coda per ogni cosa (soprattutto a Vernazza). Il cono di fritto di mare da passeggio è sicuramente un must. Per la sera invece c’è sicuramente meno folla, ma a Vernazza, appena arrivate e avrete visto il ristorantino che vi piace, prenotatelo. Sarete più tranquilli e sicuri di trovare un tavolo. Per il resto, sono paesini di mare in Liguria, quindi pesce e trofie al pesto come se non ci fosse un domani J

Durate del soggiorno: credo che 3 giorni siano un ottimo compromesso per ammirare le Cinque Terre in tutto il loro splendore. Come già detto sarebbe un peccato non fare almeno uno dei sentieri e non poter alloggiare nei paesini. Il turismo “toccata a fuga” personalmente non l’ho mai concepito, stare unicamente il tempo di una foto, per dire di averlo visto non è nelle mie corde, ma chiaramente ogni uno è ben libero di affrontare un viaggio a suo piacimento, e qualsiasi sia la durata, le Cinque Terre valgono il viaggio!

Per ogni altra info mi trovate con piacere sulla mia pagina facebook “La Pilu è sempre in giro”… alla prossima avventura.

di Pilusoro - pubblicato il