Diari di viaggio a Levanto

Italia

  • di cappellaccio
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Mentre mio figlio -saggiamente in vacanza con la nonna, al lido di Pomposa, uno dei sette lidi ferraresi-, ci dà dentro smodatamente con i gelati e la pastasciutta, facendo tremare l’ago della bilancia e assestandosi sui 60 kg per 153 cm di altezza e mio marito, in Irlanda del Nord, alterna il lavoro in fabbrica con momenti di relax allo Starbuck café o con una gita alla Giant’s Causeway, arrampicandosi sulle colonne di basalto che hanno dato vita a innumerevoli leggende, io faccio la pendolare tra gli esami di maturità –sono prof. Di spagnolo- e alcune escursioni in bicicletta e a piedi.

Finalmente posso anch’io prendermi qualche giorno di ferie: corro a parcheggiare il mio Scudo Fiat nei pressi della stazione FS di Ferrara e a fare il biglietto per Lèvanto, in Liguria. In treno leggo tutto d’un fiato Mensajeros de la oscuridad, un giallo un po’ perverso –ci sono uomini evirati, vittime di un tragico rituale- di cui è protagonista l’ispettore di Barcellona Petra Delicado. Dato che nella preparazione dei bagagli sono stata super-mega essenziale per non portarmi dietro troppo peso, arrivata a Monterosso mi sintonizzo su quello che dicono altri passeggeri del treno: sì, sono proprio spagnoli! Piuttosto che abbandonare il libro o gettarlo lo regalo a loro (che idea generosa, no?). Chissà cosa penseranno quando si accorgeranno dell’argomento, a dir poco imbarazzante...

A Lèvanto ero già stata con mio figlio in febbraio, quando ci eravamo cimentati nell’impresa di percorrere i sentieri delle Cinque Terre nel corto ponte di Carnevale. A quell’epoca la temperatura era ideale per il trekking e in quell’occasione Levanto mi era apparso piano piano, venendo dalla Punta del Mesco, con il mare agitato e le onde cavalcate dai surfisti. Adesso riconosco il posto, ma il clima è decisamente diverso. Individuo facilmente l’affittacamere: A Durmì da Gianni e Graziella e sono piacevolmente sorpresa dalla bella atmosfera del luogo: le stanze si affacciano tutte su un cortiletto, ornato da fiori, decorato con un mosaico pavimentale e abbellito da una pergola sotto la quale ci sono dei tavoli se uno volesse cenare all’aperto. Per 50 euro ho una doppia (uso singola) e persino la TV e l’aria condizionata. Quello che mi interessa è il sentiero che da Levanto porta a Deiva Marina, passando per Bonassola e Framura. Chiedo alla proprietaria come fare a trovare l’inizio del percorso.

- Dunque, scendi giù fino alla spiaggia per via Roma, poi quando sei sul lungomare vai a destra, segui sempre la spiaggia finché non ti vedi davanti una scalinata, dopo attraversi una strada dove passano le auto e sulla sinistra c’è un’altra scalinata e in cima a questa trovi l’indicazione del sentiero n. 1.

Sono le sette e mezza di sera e parto subito in esplorazione. Giunta in spiaggia mi siedo un po’ sulla battigia per lasciarmi cullare dallo sciabordio delle onde.

Proseguo per la passeggiata a mare e mi trovo davanti la prima scalinata. Salgo? Ma sì, andiamo a vedere se c’è anche la seconda. Certo che è un pochino imboscata, ma la vedo, sulla sinistra. Ansimante, una volta su, trovo anche il cartello. Perfetto. Domattina, il più presto possibile, per evitare la canicola, mi metterò in cammino. Ora, all’imbrunire, il sole si è nascosto dietro una collina e la spiaggia è rimasta quasi deserta.

Eccomi sul sentiero, bella arzilla, alle 7 del mattino. Il sentiero, pietroso, fiancheggiato da fitti cespugli, si inerpica per un lungo tratto, attraversando un terreno collinoso. In lontananza si scorge il borgo antico di Lèvanto, raccolto attorno alla chiesa di S. Andrea col suo campanile, e il molo turistico. Incrocio le quattro case di un villaggio, dove c’è anche una fontana, scendo per una stradina lastricata e poi passo nei pressi di vari campi coltivati e vigneti, ma solo dopo più di un’ora raggiungo Bonassola. Fin qui tutto facile. Adesso sono su una via del centro di Bonassola, ma non ci sono indicazioni su come proseguire per Framura e Deiva. Mi dirigo verso la zona pedonale del paese e una negoziante mi indirizza verso la chiesa. Lì, accanto alla spiaggia, vari stradini si affaccendano nel ripristino dell’asfalto:

- Scusi lei è di qui? Dove si prende il sentiero per Framura?

- Chieda all’operatore, più in su, che abita qui

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Commenti
  1. chiara7171
    , 13/6/2010 09:35
    ciao bellissimo racconto vado spesso a fare trekking da quelle parti .il bunker tra bonassola e framura con una vista mozzafiato sul mare si chiama salto della lepre ed è uno dei miei posticini preferiti
    sono contenta che ti sia piaciuto !!

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