Lungo la Via della Seta

Dal Kirghizistan a Pechino sulle orme di Marco Polo

  • di balzax
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 12
    Spesa: Oltre 3000 euro

Carretti con il “petar”, tipico pane locale a forma di ciambella, pasticci take-away di melanzane, carote e zenzero con una quantità spropositata di aglio: è quasi mezzogiorno, e la gente fa la fila per accaparrarsi il cartoccio per il pranzo.

Lì vicino, una cornucopia di spezie dai nomi indecifrabili: ne riconosciamo solo 3 o 4, anche perché scritti in cirillico. Poco oltre c’è il macello, con lesene di capre e montoni ancora grondanti di sangue appese dovunque.

La gente si fa fotografare volentieri, anche le donne benché il paese sia in prevalenza musulmano. Solo raramente qualcuna si copre il viso o fa un cenno di diniego con la mano.

I DINTORNI

Circa 40 km a sud-ovest di Bishkek, tra le altissime montagne della catena Ala-Tau del Tian Shan occidentale (4895 metri il picco Semenova Tianshanski), c’è il parco nazionale Ala-Archa. Facciamo una bella passeggiata lungo il greto del fiume che ha lo stesso nome del parco, Archa, che vuol dire ginepro. Ci accompagna un corteo di simpatici scoiattoli in livrea autunnale color panna, che non disdegnano di integrare la consueta dieta di bacche con qualche biscotto offerto dai turisti. Devono essere abituati al contatto con l’uomo: basta che ti siedi su un masso e tempo qualche minuto te li ritrovi alle spalle felici di farsi fotografare in cambio di qualcosa di dolce.

La visita del Kirghizistan prosegue lungo l’autostrada che porta al lago salato Issyk Kul. Tra qualche bel panorama ci stupiscono un po’ i numerosi appostamenti della polizia con lo speed control pronti a multare gli automobilisti che non rispettano i limiti di velocità. La cosa più appariscente è una grande bandiera nazionale dipinta sulle pendici di una collina.

LA TORRE DI BURANA

Lungo la strada verso la Cina, sosta presso la torre di Burana. È un minareto situato nella valle di Ĉuj, che con qualche rovina diroccata di antichi castelli e mausolei è tutto ciò che rimane dell’antica città di Balasagun, fondata dalla dinastia karakhanide alla fine del IX secolo. La torre oggi appare alta 27 metri, ma almeno la metà è crollata in seguito a un terremoto. Balasagun era uno snodo importante lungo la via della seta: la torre serviva come punto di avvistamento, per controllare i movimenti delle carovane da e per la Cina.

La leggenda della principessa morsa dal ragno

Una leggenda collegata alla torre di Burana racconta che una strega avvisò il re di Balasagun che sua figlia neonata sarebbe morta una volta raggiunta l'età di diciott'anni. Il re, per proteggerla, costruì un'alta torre dove la ragazza venne confinata. Durante gli anni nessuno entrò nella torre, fatta eccezione per la serva che le portava da mangiare. La bambina crebbe da sola e divenne una bella donna, ma un giorno un ragno che si annidava nel cibo la morse e la principessa morì nella torre, all’età di diciott’anni.

Si prosegue verso Cholpon Ata, con visita al parco archeologico del distretto di Isykköl, luogo di petroglifi che obiettivamente non sono granché. Le immagini più interessanti si colgono lungo il tragitto: le donne intente a battere il grano sull’aia delle cascine e un caratteristico mercato del pesce secco lungo la strada.

La leggenda del lago Issyk Kul

Molti secoli fa nel luogo dove ora c’è il lago c’era una valle e qui viveva una bellissima ragazza di nome Issyk. Era corteggiata da due giovani pazzamente innamorati di lei, ma lei non sapeva decidersi.

I due ragazzi Shantash e Ulan si sfidarono: chi avesse vinto il combattimento avrebbe avuto la ragazza. La sfida iniziò, ma nessuno dei due riusciva ad abbattere l’altro

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