Lungo la Via della Seta

Dal Kirghizistan a Pechino sulle orme di Marco Polo

  • di balzax
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 12
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

IL VIAGGIO

Viaggio dal Kirghizistan a Pechino lungo le strade che percorrevano le carovane da e per la Cina. Il viaggio parte da Biškek, la capitale del Kirghizistan, poi prevede il valico del passo di Torugart che collega la repubblica ex-sovietica alla Cina, quindi l’attraversamento delle regioni Xinjiang, Qinghai e Gansu per poi raggiungere Pechino in aereo. In totale sono circa 6000 km di cui però alcuni tratti (Kashgar-Urumqi e Lanzhou-Pechino) verranno percorsi in aereo. Quelli reali su strada (pulmino e treno) sono circa 3200 km.

Le tappe del viaggio vorrebbero ripercorrere un tratto del cammino descritto da Marco Polo nel famoso libro “Il milione”, viaggio iniziato nel 1271 e concluso parecchi anni dopo per raggiungere il Catai (l’attuale Cina) e la sua capitale Khanbaliq (oggi Pechino), alla corte dell’imperatore Kubilai Khan.

Il percorso che abbiamo fatto è il ramo settentrionale della Via della Seta, quello più classico tra i tanti tragitti possibili percorsi dalle carovane che facevano la spola tra la Cina e l’Europa portando da noi mercanzie sconosciute agli occidentali, tra cui ovviamente la seta, e in Cina merci altrettanto preziose provenienti dai mercati europei. Assieme allo scambio commerciale, la via della seta consentiva un intenso scambio tra culture e religioni fondate su principi differenti, spesso contrastato militarmente dalle popolazioni indigene restie ad accettare ideologie discordanti con la tradizione locale, millenaria come la nostra.

Il viaggio è durato 2 settimane, dal 24 settembre al 7 ottobre 2018.

IL GRUPPO

Siamo in 12 viaggiatori-esploratori: 9 italiani e 3 svizzeri, alcuni dei quali si conoscono già in seguito a precedenti viaggi. Gruppo eterogeneo ma che si rivelerà affiatato e partecipe di interessi e curiosità comuni: alla fine ci troveremo tutti bene, scopriremo di avere fatto nuovi amici e, chissà, nuovi futuri compagni di viaggio.

25-27 SETTEMBRE: BIŠKEK E IL KIRGHIZISTAN

Il viaggio lungo la via della seta comincia a Biškek, la capitale del Kirghizistan. Città completamente ricostruita negli ultimi 20-30 anni, che prima si chiamava Frunze, nome attribuito dai sovietici in onore di un leader bolscevico, ma che dopo il distacco dall’URSS e l’indipendenza i locali hanno rinominato nel termine kirghiso Biškek. Parola curiosa, che vuol dire “zangola”, cioè l’attrezzo che si usa per fare il burro e qui usata in particolare per ottenere il kumis, latte di giumenta fermentato che rappresenta la bevanda nazionale del paese.

La città è piena di catafalchi del periodo sovietico e post-sovietico che la guida Jana, occhi azzurri e faccino da angioletto, ci descrive con forte partecipazione emotiva. Durante il giro della città ci mostra con orgoglio i luoghi principali della capitale:

- la Chuy street, con decine di baracchini che vendono cibo di strada,

- piazza Ala-Too, grande e ordinato spiazzo sconfinato

- il Museo di Storia

- la statua del mitico eroe nazionale Manas, in realtà mai esistito

- le statue lungo Jash Gvardiya

- i monumenti a Kurmanjan Datka e Lenin

- la piazza della Vittoria dedicata alla seconda guerra mondiale.

Naturalmente non può mancare il cambio della guardia vicino al palazzo del Parlamento alle 6 di sera, con i soldati che si esibiscono nel classico passo dell’oca.

L’OSH BAZAAR

La parte più interessante di Biškek è il vecchio mercato alla periferia est della città, l’Osh bazaar, che raggiungiamo in taxi. Qui c’è di tutto, dal ferramenta ai tappeti e alle verdure, ma colpisce soprattutto la zona dedicata agli alimenti

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