Miraggio Yunnan, l’eden a sud delle nuvole

Una regione poco conosciuta della Cina, avvolta nel mistero, con spettacolari scenari naturali, variopinti mercati, templi e monasteri, una incredibile varietà di gruppi etnici, una cultura millenaria e la leggendaria Shangri-La, ai piedi del Tibet

  • di Uzbe
    pubblicato il
  • Viaggiatori: 20
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Un viaggio alla scoperta dello Yunnan (letteralmente “a sud delle nuvole”), un angolo remoto, misterioso e incantato della Cina ancora poco conosciuto, tra i silenzi delle montagne innevate, fiumi impetuosi e verdi risaie, variopinti mercati, templi e monasteri, un crogiuolo di etnie ancorate ad antiche tradizioni e a una cultura millenaria, dove si respira ancora l’atmosfera tibetana ed è suggestivo il miraggio della leggendaria Shangri-La, l’Eden a sud delle nuvole.

KUNMING

La capitale, Kunming, città dell’eterna primavera, pur abitata da oltre 2000 anni, conserva ben poco del suo passato, ma non mancano le attrattive, che però visiteremo alla conclusione del tour. Quattro passi in riva al lago Dian Chi, dove sono rientrate alcune barche di pescatori che vendono il pesce alla gente sulla riva direttamente dalla barca. Prima uscita serale in un locale carino, e cena non entusiasmante, con varie portate posate in un grande vassoio circolare da far girare fra i commensali: alghe, brodini di pollo, fettuccine, un assortimento di bocconcini indefiniti e salse piccantissime. Birra leggera e coca cola. Bello e accogliente, invece, l’Hotel Kaiwah Plaza, con una sorprendente colazione, anche occidentale.

SHILIN

Un centinaio di chilometri separano la capitale da Shilin, dove ci addentriamo nella “Foresta di pietra”, meraviglia geologica, con bizzarre formazioni calcaree, alte anche sino a 30 metri, che la pioggia ed il vento hanno modellato nelle fantasiose forme attuali e alcune sembrano, appunto, degli alberi pietrificati. Nei dintorni e nella stessa Foresta vive la minoranza Miao (Hmong) abile nella produzione di oggetti fatti a mano, il ricamo e il batik. Le donne hanno acconciature elaborate adornate con foglie e fiori, ai quali si aggiungono pettini di legno intarsiati e monili d’argento a forma di farfalle, pesci e fiori. Lungo la strada per il ritorno a Kunming, sosta al tempio taoista Jindian, o Tempio d’Oro, costruito in legno, con pareti decorate e medaglioni raffiguranti draghi.

DALI

Un volo di soli 40 minuti ci catapulta a Dàli con un cielo minaccioso che ci riserverà pioggia per tutto il giorno. Ad accoglierci una simpatica guida in costume dell’etnia Bai. Dàli (1900 m) antica capitale del regno Nanzhao, che dal VI° al XII° secolo si estese sino al Vietnam e Myanmar, è capoluogo della regione abitata dalla minoranza etnica Bai. E’ circondata dall’imponente catena della Cang Shan, Montagne Verdi, con vette di oltre 4000 metri. Famose le Tre Pagode costruite oltre 1000 anni fa dalle dinastie Tang e Song, tra le quali la più alta, la Pagoda Qianxun raggiunge i 70 metri. Sotto il diluvio visitiamo il coreografico complesso del Tempio Chòngshèng nel quale confluiscono numerosi fedeli da tutta la regione. Nel pomeriggio azzardiamo una escursione al centro del lago Erhai Hù per visitare un villaggio di pescatori: qualche momento di vita locale, mini mercato di pesce lungo le rive, ammaina bandiera al termine delle lezioni in una scuola con i bambini schierati come militari. Rientro da brividi, con il lago molto mosso e onde inquietanti. Approdo quanto mai propizio in tempo per visitare la città vecchia, racchiusa all’interno di una cinta muraria, che ha conservato alcune vie acciottolate e case tradizionali in pietra, prima di raggiungere l’hotel Regent.

XIZHOU-ZOUCHENG

Lungo la strada per Lijiang, sosta al bel villaggio di Xizhou, abitato dalla minoranza Bai, con le case che conservano l’architettura tradizionale, risparmiate dalla rivoluzione culturale di Mao. Tuttora molte famiglie Bai continuano a vivere in tali dimore, considerate patrimonio nazionale. Giorno di mercato per i locali, quindi autentico, con piacevoli scene di vita quotidiana, tante donne nei costumi tradizionali con le tipiche gerle sulle spalle. Pranzo veloce e visita ad un altro incantevole villaggio, Zhoucheng, sulla riva del lago Erhai, con le tipiche abitazioni che circondano la grande piazza, il tempio delle divinità locali ed un grande albero millenario attorno al quale sta per concludersi il coreografico mercato. Sembra di rivivere gli anni ’60, con gli anziani seduti sui gradini delle case, e le nonnine, con il volto scolpito dai segni del tempo, che girano agghindate nei costumi tipici Bai, piegate dal peso dell’età, ma che alzano la testa per regalarti un sorriso. Lungo la Via del Chama (mitica Via del Tè e dei Cavalli) uno spettacolare paesaggio di risaie con i contadini al lavoro, prima della sosta al villaggio primitivo di Pianchiang dove, secondo le spiegazioni, che mi lasciano perplesso per l’impronta turistica, vivrebbe una piccola comunità autogestita ed autosufficiente, tutelata dal governo locale. Cena in un locale tipico a Lijiang, che si trova a 2400 m. di altezza e ci aspetta una confortevole sistemazione al Lijiang Wonderport hotel

LIJIANG

Un tourbillon di piacevoli emozioni, corroborate da un cielo azzurro che ci ha accompagnato per tutta la giornata sin dal raggiungimento del villaggio di Ijuhu, a 2800 metri, contornato da montagne innevate, con le case in pietra, vicoletti lastricati, la gente intenta nelle mansioni quotidiane, con le donne nei costumi locali impegnate anche nei lavori pesanti solitamente riservati ai maschi, una realtà constatata per tutto il viaggio. Rientriamo a Lijiang, detta la “Venezia d’Oriente”, incantevole cittadina di montagna abitata dalla minoranza etnica Naxi e dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Suggestivo il Parco del Lago del Drago Nero con il ponte di marmo, le pagode che si specchiano nell’acqua e sullo sfondo lo Yulong Xueshan, il Monte di Neve del Drago di Giada (5596 m). Il panorama è uno dei più fotografati della Cina. All’interno anche l’interessante, seppure piccolo, Museo della Cultura Dongba, con manufatti naxi e rotoli con iscrizioni pittografiche.

L’ingresso alla città vecchia ci sorprende per la miriade di fiori colorati e il labirinto di vicoli acciottolati, edifici in legno e canali gorgoglianti che la caratterizzano come una località sospesa nel tempo

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