Reportage Cina e Tibet

Da Pechino a Lhasa e ritorno via Pingyao e Xi'an viaggiando in aereo e mezzi pubblici

  • di Elena Sollai
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Reportage dalla Cina

Ciaoooo, dopo tanto tempo ecco un viaggio che mi ha fatto venire voglia di raccontarlo. Non che gli altri non mi siano piaciuti, semplicemente non mi facevano scattare la voglia di scrivere.

Pechino parte prima

Arrivando all’aeroporto di Pechino sapevamo benissimo di dover stare attenti ai tassisti imbroglioni che non usano il tassametro. Abbiamo quindi scansato quelli all’interno del terminal e puntato ai parcheggi taxi dove parcheggiato insieme ai taxi autorizzati c’era il nostro taxi imbroglione che ci ha fregato! Alla nostra richiesta di accendere il tassametro ci ha fatto vedere una macchinetta e all’arrivo in hotel ci ha chiesto oltre 6 volte la tariffa dovuta. Ho discusso la cifra con Trevor che ovviamente stava piu’ dalla parte dell’imbroglione che dalla mia e abbiamo finite per pagare solo 2 volte e mezzo il dovuto!

Il primo giorno, visti orario e stanchezza decidiamo di non visitare niente di particolare ma di andare in giro a conoscere la città e orientarci. Ci spostiamo in bus per andare nella zona degli “Hutongs”, le poche zone con vecchie originali abitazioni di Pechino (certe famiglie offrono di mostrare la casa dietro compenso). Costo bus 2 yuen. 8 yuen sono 1 sterlina, 7,5 yuen sono 1 euro. La zona è molto carina, piena di locali notturni, ristoranti e anche un bel laghetto. Durante la passeggiata intorno al lago ci imbattiamo nella zona massaggi all’aperto dove l’unica attrezzatura è uno sgabello o la panchina e per £2.50 mi sono fatta fare un massaggio schiena/collo!

Nei locali notturni c’è musica dal vivo molto moderna oppure lap dance. Ci colpisce una ragazza che di sexy non aveva proprio niente. Con mutande colorate con disegnini e reggiseno da ragazzina, che se proprio poteva attrarre qualcuno ho paura che questo qualcuno altro non potesse essere se non un pedofilo. Anche quelle fasciate di pelle nera non erano molto sexy. Le cinesi saranno anche magre ma non sono mai sexy. Ho inoltre notato che non hanno mai un bel sedere tondo. Pensavo poi che Ie cinesi fossero tutte magre e invece ho visto un bel po’ di gente grassa.

Per la prima cena a Pechino sndiamo a mangiare la famosa anatra alla Pechinese. A fine cena ci portano un voucher con la figura dell’anatra, capiamo che e’ un voucher per un’anatra gratis ma non ci crediamo perche’ pensiamo di non aver fatto niente per meritarcela.

Tornati in albergo chiediamo al ricevimento di spiegarci il voucher e... sì, si trattava proprio di un’anatra gratis. L’abbiamo mangiata il giorno dopo, anche se non sapremo mai il perche’ di questo regalo, un’anatra intera!

Essendo questa la nostra seconda volta in cina, notiamo subito un po’ di differenze con le zone piu’ rurali visitate la volta scorsa: con piacere notiamo che fuori dai ristoranti non ci sono gabbie con animali vivi da cucinare su richiesta del cliente, mentre abbiamo visto parecchi negozi con cani e gatti in vetrina. Sono ossessionati da barboncini e lupetti, tutti piccoli e tutti scambiati per giocattoli. Anche I gatti a pelo lungo e muso schiacciato sono in vendita.

Pechino è ricca di bagni pubblici che non solo non hanno carta e sapone, ma sono privi anche di porte e spesso anche di divisori. Bisognini in compagnia! In un’aeroporto mi e’ capitato che uno dei bagni fosse senza porta e invece di fare la fila per usare quelli che si potevano chiudere, le cinesi entravano in quello aperto e facevano I loro bisogni davanti a noi che facevamo la fila!

A Pechino metro e pullman finiscono il servizio alle 23 e da quell’ora I taxi che di giorno sono molto economici, non usano piu’ il tassametro!

La prima volta che cerchiamo di visitare la citta’ proibita veniamo respinti perche’ non avevamo i passaporti con noi. Sono ossessionati dalla sicurezza: controllo borse per entrare in un sacco di posti e sopratutto in piazza Tienamen dove ci siamo presi un’altro pacco: circa 45 minuti d’attesa in piedi per vedere il piu’ brutto cambio della guardia del mondo e poi… prima delle 18 la piazza viene chiusa al pubblico. Polizia e soldati (tanti) che ti mandano via. Non si sa’ perche’, sembrerebbe che la tengano aperta solo per la festa nazionale. Piazza Tienamen e’ blindata: si accede solo da sottopassaggi dove prima sei sottoposto al controllo bagagli.

Maleducazione dei cinesi

Se trovarti tra un gruppo di giapponesi quando vuoi fare foto non e’ simpatico, visto che ne fanno 200 per spot, almeno a casa loro sono carinissimi ed educati (in Tibet un ragazzo giapponese era nel nostro gruppo ma tra noi due ero io quella che scattava piu’ foto). I cinesi invece sono pazzi e maleducati oltre che in certi casi anche pericolosi: ti spingono, sgomitano, per loro sei trasparente. Ti piazzano i loro telefoni con il selfie stick davanti mentre fai le foto, ti rubano il posto a sedere, ti scatarrano davanti e sputano ad un passo da te. Le file sono un’optional, fanno un baffo agli italiani,ti passano davanti senza nessun problema. Anche le strisce pedonali e I semafori rossi sono un’optional. E poi urlano come dannati, tra di loro ma sopratutto al telefono e non e’ una lingua molto musicale di sicuro.

Un’altra mania dei cinesi e’ quella di farsi le foto indossando riproduzioni di costumi d’epoca. Ci sono cascata anche io questa volta e quella precedente. Ogni posto turistico ha I suoi costume e fotografi e sono molto popolari sia tra I giovani che tra gli anziani. Vicino alla citta’ proibita addirittura facevano servizi professionali con abiti di lusso, truccatori ecc.,erano uno spasso da vedere

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