La Grande Cina fai da te

Sintesi di tre, quattro viaggi di lavoro e di 10 giorni di ferie che mi hanno permesso di vedere la Cina da molti punti di vista. È il meglio di 4 mesi di permanenza nel corso dei quali ho sfruttato ...

  • di nikkola
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Hong Kong, Shenzhen, Guangzhou (Canton), Shanghai, Zhujiajiao, Suzhou, Xi’An, Beijing (Pechino) e la Grande Muraglia

Questo diario è la sintesi di tre, quattro viaggi di lavoro e di 10 giorni di ferie che mi hanno permesso di vedere la Cina da molti punti di vista. E’ sostanzialmente il meglio di 4 mesi di permanenza nel corso dei quali ho sfruttato il tempo libero per visitare questo grande paese.

I Cinesi: i Cinesi sono tanti! Sembra una cosa scontata, ma non si ha l’idea di quanti siano e quanto siano concentrati in pochi posti, fino a che non lo si vede con i propri occhi. Basta che prendiate una metropolitana alle 17-17,30 e sarete parte di una moltitudine in movimento; nelle stazioni principali, oltre a numerose transenne convoglia folla, ci sono anche dei vigili a regolare il traffico dei viaggiatori.

Non si può dire che i Cinesi siano maleducati, anche se agli occhi di un occidentale appaiono così. Sono solo stati educati diversamente da noi… e noi siamo ospiti, pertanto rispettiamo quello che loro considerano dei comportamenti maleducati: non soffiarsi il naso in pubblico, non toccare le donne sui capelli, quando si parla con le persone usare sempre massima cortesia e mai parlare diretti e alzando la voce.

Di contro i cinesi non hanno idea della distanza tra le persone, sono evidentemente abituati ad essere in tanti e quindi si ammucchiano. Non gettano i rifiuti nei cestini (c’è qualcuno pagato per raccogliergli); sputano (avranno meno problemi di sinusite); ruttano (sonoramente), scatarrano e tirano su con il naso per non usare il fazzoletto. Se mangiano brodi o zuppe aspirano con il risucchio rumoroso. Vi sembrerà molto strano, quando siete all’interno di una riunione di lavoro, non potervi soffiare il naso, mentre qualcuno accanto a voi raschia la gola e poi sputa nel cestino. Normalmente nelle file o nelle code, i cinesi, alla linea preferiscono la formazione a nugolo (tipica anche di noi italiani); nello scendere/salire sui mezzi (treni, bus, metropolitane) adottano la tecnica mediano di mischia, senza attendere il proprio turno.

Il codice della strada cinese deve poi avere degli aspetti legati all’interpretazione personale a noi sconosciuti. La precedenza agli incroci segue questa sequenza: TIR, BUS, Pulmino, Furgone, Auto, Motorino, Bicicletta, Pedone. In caso di svolta a sinistra la precedenza è data a chi deve girare a sinistra bloccando tutta la corsia di chi procede dritto. La corsia di emergenza di tangenziali/autostrade funge da corsia di sorpasso. Quando passeggiate sui marciapiedi o se attraversate le strade fate molta attenzione agli scooter/motorini in quanto essendo tutti elettrici, emettono rumori molto flebili … poi, ricordate, come pedone siete all’ultimo posto della catena alimentare. Questo fatto dei motorini elettrici è uno dei mezzi con i quali il governo combatte l’inquinamento; il motorino è il mezzo di trasporto del 70% dei cinesi … quindi plauso al governo cinese.

Le donne cinesi non amano il sole, sarà perché anziché abbronzarsi ingialliscono. Si dice che la motivazione vera è che chi lavora la terra è abbronzato, perciò tendono a non sembrare delle contadine (è ancora troppo vicino il tempo in cui i più hanno lasciato le campagne per le città). Di conseguenza hanno sempre con loro l’ombrellino, che come sempre, quando un bene è in mano ad una donna, si è trasformato in accessorio di vanità e di distinzione. Al mare le donne cinesi si coprono con improbabili K-way leggeri e con costumi accollati o leggins per non prendere il sole. Noi maschi occidentali abbronzati, con barba o pelo siamo quindi considerati poco eleganti

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