Infinita Cina

Un sogno diventato realtà alla scoperta di una terra infinita e colorata

  • di eridana77
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Infinita Cina di Eridana77

Lo scorso anno, a marzo, siamo partiti per il nostro favoloso viaggio di nozze in Cina! Dieci ore di volo ci hanno trasportato in un posto unico e variegato, dove il presente è in bilico fra tradizione e futuro. Il periodo, non tipicamente turistico, ci ha permesso di visitare quattro splendide città, Pechino, Xi’an, Guilin e Shanghai senza la solita ressa di turisti che di solito si incontrano in altri periodi dell’anno.

Ogni città è un mondo a sé, con gente, suoni, colori e profumi differenti. Nella nostra Cina abbiamo incontrato climi e paesaggi diversi, poiché mentre a Pechino marzo è un mese invernale, a Shanghai ci sono già i ciliegi in fiore.

Prima di partire, avevo letto e visto molti romanzi e film recenti sulla Cina e, nel corso di questo viaggio, ho potuto ritrovare i caratteri allegri, chiassosi e testardi descritti nelle opere cinesi, così lontani dall’idea che molti di noi in Italia hanno di questo popolo.

Nel nostro giro ci siamo fatti accompagnare da guide locali, tranne a Shanghai, decisamente più internazionale e in cui è facile girare da soli. Nelle altre tre città le guide sono state fondamentali perché l’inglese in Cina non è molto diffuso.

Abbiamo iniziato il nostro giro a Pechino, con la visita al Tempio del Lama. L’impatto con la religione buddista e l’architettura cinese è stato entusiasmante: la religione buddista ci è sembrata colorata ed estroversa, i fedeli recitano le loro preghiere manifestando quello che sentono individualmente e quindi il Tempio è un viavai di gente che brucia incenso, si inginocchia, traccia in aria cerchi con le braccia per giungere le mani. Il pantheon buddista è molto vario e ognuno si rivolge al suo Buddha, o al Bodhisattva o al Arhat (quest’ultimi equivalgono ai nostri santi). La dolcezza degli occhi del Buddha, i colori del Tempio, le ruote incise che portano in cielo le preghiere degli uomini, l’enorme Buddha Maitreya ci hanno parlato di una devozione che vive in Cina da 2000 anni insieme al Taoismo, al Confucianesimo e ad una sorta di religiosità popolare a metà tra religione e superstizione (i cinesi hanno tantissimi riti e simboli che portano fortuna o sfortuna ad esempio i pesci, che si pronunciano come la parola “abbondanza”, portano fortuna, oppure i tetti sono curvi perché gli spiriti possono attraversare solo le linee dritte). Ai colori dei muri e delle statue si aggiungono le offerte di frutta, olio, fiori e denaro che i fedeli portano ai monaci e che vengono esposte sugli altari.

Il Tempio era la residenza del Principe Yong Zheng poi diventato luogo di culto. All’ingresso ci accolgono l’imperatore e l’imperatrice rappresentati dal leone, con il globo sotto la zampa, e dalla leonessa, che gioca con il leoncino. Sugli spigoli dei tetti, statuine di figure mitologiche indicavano il livello sociale di chi abitava i differenti padiglioni. Nove tra cavalieri, draghi e altri animali fantastici indicavano il padiglione dell’imperatore. Dieci era il numero di dio e perciò l’imperatore era inferiore solo ad esso.

La seconda tappa è stata la Piazza Tienanmen… che dire: è immensa! Si accede da un sottopassaggio, in cui abbiamo visto la polizia che faceva perquisizioni, noi siamo stati fatti passare tranquillamente. Non so se il livello di allerta era alto perché in quei giorni veniva eletto il Presidente della Repubblica Popolare Cinese, ma comunque la guida ci ha spiegato che il governo, dopo il 1989, vuole evitare manifestazioni in piazza e quindi la piazza è piena di poliziotti, anche in borghese ed è chiusa la sera. Niente comunque riesce a sminuire l’emozione di essere in una piazza che racchiude tanta storia recente. Qui, un gruppo di turisti cinesi del Guangdong, divertiti e incuriositi, ci ha chiesto di fotografarci “perché non avevano mai visto degli occidentali!”. Immancabile foto davanti alla Porta della Pace Celeste e si va in hotel

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