Viaggio della Mistral tour operator (consigliato) con un gruppo di un totale di 14 persone. Tutti alla scoperta dei tesori della Cina. Il tour ha compreso tutto quello che uno si immagina da profano di questo Paese piu tante interessantissime ...
Cina Millenaria
Il viaggio a dire il vero risale ad Ottobre 2008, ma essendomi ricapitato in mano il taccuino su cui avevo annotato le mie impressioni, ho deciso di rendervi partecipi.
Lunedì 6 Ottobre
Finalmente ce l’ho fatta!!! Sono sul treno che mi porterà a Roma da dove prenderò l’aerero per Beijing. Dopo alti e bassi durante l’attesa della partenza (ho rischiato di non partire per il non raggiungimento del numero minimo di partecipanti). Subito faccio conoscenza con alcune persone che andranno a comporre il gruppo di 14 persone con cui farò il viaggio. Poi partenza con un’ora di ritardo. Volo tranquillo ma scomodo in classe economica (China Air). Non ho praticamente dormito.
Martedì 7 Ottobre
L’aereo atterra a Beijing (ormai non la chiamo più Pechino) alle 13:20 ora locale. Arriviamo al nuovissimo terminal 3, un impatto da paura vista la vastità: da parte a parte quasi 3 km!!! Dobbiamo prendere la metro interna e facciamo appen in tempo ad arrivare al reclamo bagagli che già spuntano le nostre valigie. Ci incontriamo con la nostra guida locale Fon (non so come si scrive ma suona cosi) che nonostante l’aspetto si rivelerà simpatico ed in grado di fre egregiamente il suo mestiere. Di comune accordo, si deide di saltare il pranzo per gettarci subito nella prima visita, il tempio dei Lama. Magnifico esempio di autentico monastero buddhista con un susseguirsi molto pittoresco di cortili e padiglioni via sempre di maggiore importanza. Si arriva all’ultimo dove troneggia una statua di Buddha in piedi scolpita in un unico tronco di legno ed alta 18 metri. Poi rifaccio a ritroso il percorso e via, verso piazza Tienanmen. E’ veramente stupefacente e lascia a bocca aperta per gi spazi immensi. Dopo l’arrivo mi ci vogliono 3 telefonate (con l’aiuto di Fon) Per poter incontrare Shadow, un ragazzo conosciuto via internet. E subito mi accorgo di un problema: parla inglese peggio di me e le nostre comunicazioni non sono brillanti… Gli ho chiesto se mi portava a fare un giro negli hutong, i vecchi quartieri, ma ancora non ho capito perché mi ha detto di no. Invece chiama un taxi e mi porta a mangiare ad un ristorante dove và lui di tanto in tanto. Primo impatto reale con la cucina cinese. Ha ordinato quello che mi pareva maiale in salsa di ostriche, ma decisamente piu saporito e piu buono di quello che trovo in Italia. Poi un piatto con dei frutti di mare strani come aspetto ma soprattutto come consistenza, tipo gelatinosa. Poi delle verdure, del riso e il tè cinese servito con dei grossi cristalli di zucchero che si sciolgono mano a mano che bevi; molto particolare. Poi il mio nuovo amico mi mette a disagi; dopo aver pagato 18 yuan di taxi, paga anche il conto del ristorante di 150. Sono circa 17 euro in tutto, ma per lui è stata una bella spesa. Dovrò trovare il modo di contraccambiare. Arrivo in taxi in albergo, mi registro e salgo in camera. Fon aveva avvertito il ristorante che sarei arrivato tardi e non ho potuto fare a meno di approfittare di un po’ di sushi e sashimi. La bellezza dell’hotel gli fa perdonare la lontananza dal centro. Poi a nanna che domani sono atteso a “corte”.
Mercoledì 8 Ottobre
Questa mattina, dopo una succulenta colazione, ci avviamo per la visita al Palazzo Estivo. Un complesso di giardini di 220 ettari con un magnifico lago al centro. Il concetto che abbiamo noi di palazzo è fuorviante. Qui non esiste un unico edificio con un giardino intorno, ma tanti edifici sparsi all’interno del parco. Arriviamo in un laghetto dove l’imperatore si ritirava per scrivere poesie. Sotto un padiglione con il caratteristico tetto, un nutrito gruppo di pensionati cantava pezzi di musica tradizionale. In parecchie altre zone del parco vi erano gruppi più piccoli che cantavano. A fianco del lago si snoda un lungo corridoio coperto che serviva per le passeggiate. A destra in cima alla collina svetta una imponente pagoda e sulla sinistra il lago. Alla fine ci ritroviamo di fronte alla famosa barca di marmo. Purtroppo non è stato possibile visitare gli appartamenti imperiali. Usciti dalla visita, la guida ci porta a visitare un grosso negozio di perle di fiume (sicuramente Fon avrà una percentuale sul venduto). Dopo una dimostrazione su come si coltivano, visito la stupenda mostra ed acquisto delle perle nere (del tipo piu economico). Dopo un lauto pranzo, ci avviamo alla volta della Città Proibita. Impatto veramente eccezionale ed emozioni non ben definibili. Devo dire che però gli spazi sembrano più piccoli di come compaiono in TV. Una cosa che mi ha deluso, è che non facevano entrare all’interno dei padiglioni centrali con le varie sale del trono, ma permettevano solo di affacciarsi da una transenna posta agli ingressi. Dopo piu di due ore avevamo visto le cose principali, ma 70 ettari di cose da vedere erano decisamente troppi e ci siamo fermati. Fon non mi voleva dare il tempo di comprare souvenir, mia piccola passione, ed ho dovuto insistere. Per fortuna si è fatto perdonare portandoci a vedere un mercato rionale dove si vendeva un po’ di tutto e dove l’igiene non penso fosse nemmeno contemplata, specialmente nei banchi vendita di carni e pesce con i frigo sporchi di sangue vecchio. Dopo un giro per i negozietti di cibo pronto, ci avviamo per fare un giro extra negli hutong. Una vecchia signora ci ospita nella sua modesta casa e ci dà modo di vedere queste strutture tradizionali fatte di piccoli cortili con le varie stanze che vi si affacciano. Poi un giro in risciò fino ad una zona più commerciale con parecchi negozi di souvenir, ma anche con parecchi locali tipo pub/bar. La cena era del Sichuan, molto gradevole. Pitto forte, la famosa anatra laccata che devo dire mi ha deluso un po’. Tornati in albergo, con altri quattro faccio una passeggiata nei pressi dell’hotel fino allo stadio del baseball. In giornata avevamo avuto occasione solo di un veloce passaggio di fianco agli impianti olimpici principali come lo stadio “Nido d’uccello”
Giovedì 9 Ottobre
E oggi si comincia proprio bene!!! Eh già, visto che mi sveglio con dei bei problemi di stomaco. Probabilmente colpa della cena pesante della sera prima e della passeggiata al fresco senza neanche una giacchetta. Le precauzioni che mi ero portato in caso si verificasse questa eventualità, si sono rivelate inutili. Per fortuna nella comitiva ci stava una coppia di farmacisti che mi hanno dato un grande aiuto. Dopo colazione, si parte alla volta di Badaling per la visita alla Grande Muraglia. Sulla strada ci fermiamo a visitare una bellissima fabbrica che produci oggetti di giada, belli ma troppo costosi. Mi posso permettere ben poco. L’impatto con una delle sette meraviglie del mondo moderno è spettacolare nonostante il tempo uggioso non ne consente una bellissima visuale. Non è facile rimanere insensibili davanti a tanta magnificenza. L’interminabile serpente si snoda per le creste delle montagne fino a perdita d’occhio. Ne abbiamo fatta a piedi un tratto ed è stato emozionante, soprattutto pensando alla fatica per costruirla. In alcuni tratti le scale erano praticamente verticali mettendo a dura prova il mio fiato. Scesi d questo gioiello architettonico, ci dirigiamo verso le tombe dei Ming dove visiteremo quella piu importante. Dopo l’ingresso notiamo subito un imponente padiglione che lascia sbigottiti per le dimensioni. Esso è servito prima per la cerimonia funebre e successivamente per le cerimonie di omaggio al defunto. Usciti ci avviamo verso la via sacra. Lunga 3 km, era la via di accesso alla valle delle tombe Ming. Il tratto principale è molto ben curatoe costeggiato da 3 grosse statue. Per fortuna una leggera pioggia non è durata molto. Ci aspetta un lungo viaggio per il rientro in centro. Eh già, perché Badaling è praticamente la zona piu a nord di Beijing che ha una estensione veramente da paura, centinaia di km in ogni senso. Poi per i cinesi il codice della strada è solo un qualcosa di sentito dire e andare per le strade a volte fa venire i brividi. Questo codice prevede che i pedoni hanno sempre ragione e questo ha come conseguenza che gli stessi pedoni sono mine vaganti in mezzo alle strade