Cile, terra di emozioni

Quest'anno la scelta del viaggio e' stata combattuta: esauriti i paesi anglofoni, facili e tranquilli, il sudamerica da tempo ci strizzava l'occhio, ma solo il Cile dava le maggiori garanzie di tranquillità e possibilità di essere visitato senza l'ausilio di ...

  • di Carla61
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
 

Quest'anno la scelta del viaggio e' stata combattuta: esauriti i paesi anglofoni, facili e tranquilli, il sudamerica da tempo ci strizzava l'occhio, ma solo il Cile dava le maggiori garanzie di tranquillità e possibilità di essere visitato senza l'ausilio di viaggi organizzati. Così, dopo essere stati ampiamente tranquillizzati su questo aspetto, abbiamo organizzato ?a modo nostro? questo viaggio. I problemi -però- appaiono immediatamente, all'organizzazione..

I voli aerei sono pochi e maledettamente cari, ma soprattutto pieni. In tutte le compagnie aeree (Lanchile, Alitalia, e Lufthansa, fra quelle che operano direttamente) i posti sono limitati e bisogna prenotare con molto anticipo. Per ovviare al costo di un volo quasi diretto (solo Lanchile vola diretto su Santiago da Madrid) un'ottima opportunista di risparmio la offre un volo su Lima, Buenos Aires o altre capitali del Sudamerica, eppoi prendere un volo per Santiago da vi.

L'impossibilita' (se non prenotando con grande anticipo) a prendere il volo per l'Isola di Pasqua (alloggi se ne trovano senza problemi, una volta là), operato da Lanchile 3 volte alla settimana e costantemente in ?overbooking?, prenotato dai locali ma soprattutto dai tour operators, che (purtroppo) in Cile dettano legge non solo nell'isola di Pasqua, ma anche nei posti molto turistici.

Infatti questo e' un altro aspetto da tenere ben presente e' che i cileni sono molto meno indolenti di altre popolazioni del sudamerica, anche se non bisogna mai dare nulla per scontato, ma immedesimarsi in una mentalità dove il turista ?libero? e ?indipendente? e' ancora considerato quasi con fastidio e il turista organizzato ha sempre la precedenza. Quindi, chiedete sempre ricevute (?boletas?), dichiarazioni, insomma qualcosa di scritto che testimoni (soprattutto) il loro impegno al servizio prenotato da voi (sia una camera d'albergo o sia una bottiglia d'acqua). Questa mentalità e' molto forte al nord, in verità, (con il suo culmine a San Pedro de Atacama), ma anche al sud siete guardati con ?circospezione?.

Non aspettatevi grandi feste, dai cileni: il fatto che voi siate italiani, che veniate dall' Italia, suscita ben poca emozione: a parte due benzinai (uno argentino) il fatto che fossimo italiani non ha destato il benché minimo commento o interesse.

Il sistema viario principale e' ottimo, ben tenuto ma molto caro, specie le autostrade, da cui non si può derogare: praticamente e' l'unica strada percorribile da sud a nord, se non ci si vuole avventura in sterrati di non sempre ottima fattura. Ma per contro (in Cile scoprirete che troverete tutto ed il contrario di tutto) vi circola di tutto, dalla bici ultra tecnologica al camion di 60 anni fa. Persino i pedoni, dal momento che i pulmini hanno le fermate in autostrada.

Paese pieno di contraddizioni: gli operatori ai supermercati hanno la mascherina, ma praticamente quasi ovunque si può fumare. La maggior parte delle vie cittadine sono a senso unico, e nella maggior parte delle vie e' impossibile posteggiare: ricordatevelo quando vorrete fermarvi a chiedere un'informazione: pulmini e taxi vi si accoderanno senza pietà.

Fare pipì e' complicato, dato che per strada raramente ci sono stazioni di servizio (e quindi bagni pubblici) e i pochi presenti sono a pagamento, fra i 150 ed i 300 pesos. Come per la benzina, e' bene sempre approfittare, quando c'e' un bagno. Il cibo, in generale e' ottimo, cercate di apprezzare i ristoranti locali anche se la pulizia, molto spesso, lascia a desiderare. Il pesce e' veramente eccellente, ma anche la carne e' ottima.

Il dramma sono le colazioni... Frutta sciroppata, torte ipercaloriche ed extra dolci, ma anche panini con prosciutto cotto e formaggio tipo olandese (una fetta).Burro e marmellata. UNA bustina di Nescafè, acqua calda con il contagocce. Quasi sconosciuto il latte freddo di frigo, ti portano sempre il latte a temperatura ambiente. Insomma, non aspettatevi colazioni pantagrueliche.

7 novembre, Reñaca. Finalmente in Cile! Quest'anno siamo partiti tardissimo,un po' per scelta un po' per aver sottovalutato le richieste di voli per il Sudamerica, perciò ne' promozioni ne' business, anche se la Lufthansa su queste rotte ha ottimi aerei e seggiolini spaziosi. Quindi le 18 ore di volo fra Francoforte e Santiago (con sosta tecnica a San Paolo, Brasile) sono passate senza patemi (o quasi...).

Arriviamo a Santiago alle 11 ora locale, 4 ore in meno rispetto all'Italia e la temperatura e' ottima, e trovato il banco del noleggio auto Econorent (prenotato dall' Italia, e molto valido ed economico, ovviamente consigliato), cambiati un po' di soldi e prese le chiavi della Subaru Impreza 4x4, ci dirigiamo verso il mare. Valparaiso e Viña del Mar sono le nostre mete, raggiungibili con l'autostrada (a pagamento) 68 distano ca. 130 km da Santiago.

E' decisamente choccante. Valparaiso sorge su un promontorio degradante sul mare interamente ricoperto di case e grattacieli. Anche Viña del Mar oramai ha ricoperto ogni centimetro quadrato di collina e senza alcuna regola grattacieli, case coloniali e strade si susseguono per chilometri. A Valparaiso (collegata da una superstrada a Viña del Mar) convivono modernità e antichità: le 14 funicolari (ascensores) hanno più di 100 anni, e collegano la zona bassa a quella alta, e ovunque auto, taxi e filobus degli anni '40, in un caos molto "italiano"..

  • 7165 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social