In biclicletta sulle vie della Carinzia, del Friuli e del Veneto

Tour su due ruote alla scoperta delle valli della Drava e del Gail e sulla ciclabile Alpe Adria

  • di abert62
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Fino a 500 euro
 

31 LUGLIO, I TAPPA: DA DOBBIACO A OBERDRAUBURG

Per motivi logistici, il viaggio prende il via dalla stazione ferroviaria di Rovereto, dove trovo l’ultimo posto auto libero per parcheggiare. Assemblata la bici con le borse da viaggio e acquistato il biglietto, riesco a trovare posto sul Regionale Veloce delle 8:38 per Brennero. La scelta treno+bici è, soprattutto su questa linea, sempre più popolare e sembra che Trenitalia non riesca ad adeguarsi alla domanda, visto che sistemare le bici nel ristretto vano della pilotina è una delicata operazione d’incastro. Sul treno, dunque, molti ciclisti. Tra questi tre ragazze poco più che ventenni, che raccontano di voler fare il tour Bolzano-Bressanone-Monguelfo-Lienz in tre giorni. A Bolzano, quando sono scese, ho visto le loro bici da città senza rapporti e con tanto di cestino, non ho potuto fare a meno di ammirare l’intraprendenza, il coraggio e, credo, anche la tempra fisica.

A Fortezza si cambia. Da qui partono i bellissimi SAD, sui quali passeggeri e bici trovano comodamente posto. Anche questo treno si riempie. Allo scoccare delle 12:00 sono a Dobbiaco, dove scendo e preparo la bici per iniziare il tour vero e proprio.

Dalla stazione di Dobbiaco le indicazioni per la ciclabile della Drava sono chiarissime. Il percorso inizia pianeggiante nei prati a Est di Dobbiaco e in breve raggiunge San Candido, paese a me caro. Resisto alla tentazione di entrare in bici nella zona pedonale e seguo il percorso ciclabile che aggira il centro del paese. Da qui una breve salita fa immettere sulla pista ciclabile vera e propria che nei primi chilometri segue la ferrovia. Si passano Versciaco, Prato alla Drava e, senza interruzione di continuità, si entra in Austria. Giungendo a Sillian la valle si apre ulteriormente. Una piccola interruzione obbliga a passare davanti alla stazione ferroviaria, da dove con un ponticello si ritorna sulla pista ciclabile. Qui mi fermo per fare la prima pausa pranzo.

Dopo Sillian la discesa si fa più marcata e si sta quasi sempre nel bosco. Il percorso è veramente divertente, riuscendo a fare andare la bici si raggiungerebbero velocità gradevoli. Certo, il traffico è abbastanza intenso, per cui molto spesso bisogna frenare. Molte le famiglie con bambini e i gruppi che occupano l’intera larghezza della pista. Mi hanno stupito anche i molti carrellini al traino, che pensavo contenessero bambini piccoli. In realtà la maggior parte di questi era adibita al trasporto di cani. Qui si potrebbe aprire una parentesi… che è meglio chiudere subito. Mi sono rimasti impressi due particolari: in un caso una signora era seduta nel carrellino e coccolava ed accarezzava il cagnolino, che probabilmente si era inquietato per l’inusuale trasporto. Nell’altro ho visto una sorta di stia per i polli con le sbarre in ferro, legata sul portapacchi posteriore di una bici da città, anche questa ospitante un povero cagnetto.

Dopo circa 40 chilometri da Dobbiaco arrivo a Lienz. Mi soffermo a visitare il centro, abbastanza carino con molti negozi e bar con i tavolini all’aperto, tutti molto affollati. Vado allora sull’altra sponda del fiume Isel, il primo grande affluente della Drava, dove c’è un bel parco ombreggiato, e qui mi concedo una pausa ristoratrice.

Ritorno alla stazione ferroviaria dove riprendo la ciclabile della Drava in direzione Spittal. Da Lienz in avanti la situazione cambia decisamente. Intanto il percorso diventa sostanzialmente pianeggiante. Rimane parallelo al fiume che in questo tratto è più maestoso e più tranquillo che non nel tratto a monte. L’affollamento è sparito completamente e mi trovo a pedalare da solo per la trentina di chilometri che mi separano da Oberdrauburg, dove ho prenotato l’albergo per la prima notte

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