Grantour della Toscana

Un giro supersportivo in bici fra la campagna, il mare e la montagna di questa splendida regione italiana

  • di dimodriver
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Fino a 500 euro
 

A un giro della mia bella regione in bicicletta ci stavo pensando da tempo. Ma non ero sicuro di quando avrei potuto realizzarlo. Avevo valutato un po' sommariamente vari possibili itinerari. Poi mi si è presentata una finestra di quattro giorni liberi, non molti per la verità... Avevo calcolato cinque giorni necessari per compiere il viaggio, ma studiandoci meglio, ho valutato che con la buona condizione fisica del momento e una grande determinazione, anche quattro giorni potevano essere sufficienti. Fra l'altro la decisione di partire è potuta maturare solo a ridosso della data, e quindi non ho trovato nessun compagno di viaggio, così, mi sono trovato a partire da solo. Ma ho sempre ritenuto che questa condizione, non sarebbe mai stata un problema per me. Sono una persona che sta bene con tutti, ma soprattutto con me stesso.

Domenica 25 giugno 2017. Giorno 1

Ho ridotto al minimo i "bagagli", ma la mia Kona, con le borse, ha un peso alquanto preoccupante. Alle 7.30 in punto lascio Lastra a Signa, come per una giratina quotidiana, andando verso Firenze, percorrendo tranquillamente l'argine sinistro dell'Arno. Attraversato il parco delle Cascine, mi faccio il primo selfie sul Ponte Vecchio. Poi proseguo senza indugiare fino a Pontassieve. Da qui la strada comincia a salire, passando dai piccoli paesi di Pelago e Tosi. È un'afosa domenica estiva, e quando arrivo a Vallombrosa, c'è tanta gente che è venuta a trovare un po' di refrigerio sul grande pratone. Da qui in poi non sono mai andato prima. Il Monte Secchieta è ricoperto da fitti boschi, ma da un punto panoramico si apre una bella vista sull'abbazia. Ci sono tanti ciclisti, con le loro bici da corsa, mi sorpassano che sembro fermo. Devo amministrare le forze perché non conosco il percorso e la tappa di oggi è di circa 140 chilometri. Distanza che ho coperto raramente in vita mia, certamente mai con una bici così pesante... La salita verso il rifugio è costante, non particolarmente ripida e completamente all'ombra. Ai 1100 metri di altezza, inizia un'ampia strada bianca, abbastanza sassosa, per la verità non molto bella da percorrere con questo genere di bici. Inoltre passa anche qualche auto, che alza un gran polverone. Mi difendo mettendomi dal lato sopravento. Poi trovo un pratino verde. Mi sembra uno dei pochi posti dove fermarmi per il pranzo, dopo i tanti brevi spuntini della mattina. Dietro a degli arbusti, trovo un po' di riparo dal vento e mi riposo qualche minuto. Riparto, e percorro una decina di chilometri su questa strada, all'inizio in piano, ma poi in faticosa salita. Al termine trovo un piazzale ed un ristorante, sopra al quale un ripido sentiero, sale verso il crinale. Ci sono tante persone a piedi, che lo percorrono per raggiungere la croce di Pratomagno. Anche io, spingendo la bici e tutto il suo carico, arrivo in vetta. Sono a circa 1600 metri e si sente... Chiedo un po' d'informazioni, sulla possibilità di percorrere il crinale con la mia Kona. Qualcuno mi scoraggia, altri no.... Io sono ottimista, e tengo fede al mio programma. Seguo il sentiero da trekking che ondeggia sul Pratomagno, seguendone il profilo. Approfitto sempre per chiedere lumi, appena trovo qualche camminatore. Ma non è difficile seguire lo 00 sul crinale, fino a ritrovare l'asfalto e una lunga discesa verso Castiglion Fibocchi. Pedalo in agilità fino ad Arezzo, visito il centro, i giardini panoramici e quello che resta della caserma di fanteria che tanti anni fa, mi ospitò, per il primo mese di servizio militare

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