La Via Francigena da San Miniato a Roma

In bicicletta attraverso le strade bianche e i sentieri della Toscana e del Lazio. Un'esperienza cicloturistica indimenticabile

  • di dimodriver
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro

Ceniamo con i proprietari. Sono due belle persone, che ad un certo punto della loro vita, hanno deciso di vivere liberi, in questo posto meraviglioso. Lui ottantadue anni portati incredibilmente bene, ex console in Svizzera, lei molto più giovane, ha lasciato la cattedra di diritto internazionale all'università di Siena, per preparare ottimi piatti, come la squisita pappa al pomodoro. Il sole tramonta dietro la collina, lasciando un cielo rosato, che sembra non voler spegnersi.

Giovedì 23 Giugno

I ritmi negli agriturismi, sono lenti si sa. La colazione è a base di prodotti naturali e abbondante, ma servita alle 8.30, e così partiamo che sono già le 9.30, in netto ritardo sulla tabella di marcia. Dopo aver attraversato Buonconvento, piccolo centro pieno di pensionati, riprendiamo delle belle strade bianche, che serpeggiano e ondeggiano fra queste dolci collinette. Di tanto in tanto incontriamo qualche pellegrino, che da solo o al più in coppia, percorre la via francigena a piedi. Tanti sono stranieri, una coppia matura di americani, un arzillo pensionato spagnolo, ma troviamo anche due giovani amiche del nord. Ci fermiamo a scambiare due chiacchere, e a farci qualche foto insieme, con lo sfondo di queste belle collinette, che da due giorni, accompagna la nostra pedalata. Tutti sono entusiasti del cammino che stanno affrontando. Giungiamo a San Quirico d'Orcia, un bel borgo con le strade imbandierate. Non ci soffermiamo troppo, anche perché la tappa di oggi prevede di arrivare a Viterbo, 130 chilometri!

Arrivati a Bagno Vignoni però, visitiamo il centro, con la grande vasca in mezzo alla piazza. Rivoli d'acqua termale scorrono un po' dappertutto, e finiscono in alcuni laghetti sotto il paese. Nell'acqua tiepida, anche Samuel, si abbandona in un bagno rigenerante. Comunque alla ripartenza, la fatica accumulata in questi due giorni, comincia a farsi sentire. Decidiamo di seguire il percorso destinato alle bici, anziché intestardirci sulla francigena originale, che più di una volta, ci ha portato a salire delle ripide pettate, senza molto senso, fatta ad hoc per i camminatori, solo per evitargli pochi chilometri, o addirittura metri d'asfalto. In questo lungo tratto pianeggiante, andiamo abbastanza spediti verso Radicofani. La montagna è ben riconoscibile anche da lontano, per via della rocca che la sormonta. Il caldo si fa sentire in queste prime ore pomeridiane, l'acqua scarseggia. Per la prima volta, non riusciamo a trovare fonti potabili. Consumiamo sei, sette litri di liquidi al giorno. L'idratazione è fondamentale. Ci fermiamo davanti ad una casa isolata, dal cui giardino provengono voci di bambini. Una mamma gentile riempie le nostre borracce, così possiamo ripartire all'attacco di Radicofani, anche se Samuel, vorrebbe proseguire seguendo i cartelli per Roma, ed evitare la salita. "Ma noi stiamo facendo la via francigena!", dico io, "se no potevamo fare l'autostrada...".

Con la fatica, cominciano i primi attriti fra noi. Siamo entrambi consapevoli di avere due caratteri molto diversi, e quando affiorano le prime difficoltà, ognuno rivela la propria natura, senza nascondere più niente. È proprio il caso di dire, che eravamo arrivati al punto in cui, l'impresa vuol vedere l'uomo in faccia. La salita per Radicofani, in verità non sarebbe proibitiva, ma con tutti i chilometri che abbiamo nelle gambe, e la calura pomeridiana, è dura. Samuel a metà strada, si butta per terra sfinito, e quando si rialza, è emblematica, la traccia di sudore che rimane sull'asfalto... In qualche modo arriviamo in cima, ma ormai appare chiaro anche a me, che la tappa di oggi, dovremo accorciarla. Arrivare almeno a Bolsena, pare già abbastanza. Il fatto è che in questo caso, per arrivare a Roma entro venerdì, nei tre giorni previsti, la tappa di domani, diverrebbe di oltre 140 chilometri... Dagli 800 metri di Radicofani, scendiamo lungo un crinale, su una strada bianca fiancheggiata da profumate ginestre. Di nuovo abbiamo le borracce quasi a secco. Ci fermiamo presso quello che sembra un agriturismo, per trovare un po' d'acqua. In realtà è una bella colonica in pietra, posizionata a cavallo di questa cresta, da cui domina una vallata da ogni lato. Esce una signora con accento tedesco, che gentilmente ci rifornisce di acqua minerale. Insieme al marito, potendoselo permettere, qualche anno fa, hanno mollato tutto, e si sono trasferiti in quest'angolo di paradiso... Restiamo qualche minuto, a godere della pace e dei panorami infiniti, da quest'invidiabile posizione, per poi riprendere una ripida discesa, che velocemente ci porta a valle. Ritroviamo l'asfalto di una provinciale, ed un barretto, che con i suoi tavolini all'ombra, sembra essere il posto ideale, per integrare la nostra dieta fatta di barrette energetiche. La birra non mi è mai piaciuta tanto, ma abbinata ad un buon panino, mi fa sentire proprio ricaricato. Ripartiamo verso Acquapendente sulla strada asfaltata. Io sto già amministrando le energie, pensando che l'indomani ci sarà una tappa lunghissima. Samuel, si vuole organizzare, per raggiungere Roma, in treno, o in bus...Le nostre strade sembrano dividersi. Chi per testardaggine, chi per sfinimento, ognuno pare irremovibile dai propri propositi. Viaggiamo in fila indiana per risparmiare le forze rimaste, a momenti sembriamo due separati in casa. Anche oggi undici ore di bicicletta... Giungiamo a Bolsena quasi al tramonto, e un po' stravolti, troviamo alloggio in un tre stelle sul lago. Prima di cena ho il tempo per un tuffo, mentre una nutria mi osserva perplessa

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