Andale Mexico!

Un tour tra Yucatan, Tabasco, Campeche e Chiapas

  • di saby ivo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 
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Historia di Saby e Ivo – primavera Maya 2012

Ho sempre avuto il Messico e in particolare la zona dello Yucatan nel cuore… per quell’incredibile fascino che i Maya, la loro cultura (ancora in parte sconosciuta) e la loro architettura (tangibilmente visibile e manifesta) ci hanno lasciato …

Una chiusura immaginaria del cerchio delle Meraviglie Umane…Partendo prima dalle Piramidi Egizie, passando dal magnifico sito cambogiano dell’ Angkor Wat per approdare ai mistici Maya…

…Mai come oggi a ricordarci come la distanza tra Intelligenza e Bestialità si sta sempre più allargando e il Senso del Sacro venire meno...

Con il mito della fine del mondo nel 2012 che in realtà è un “nuevo comienzo” – con la voglia di vedere con occhi e avvertire a pelle la maestosità dei tanti siti archeologici, siamo partiti e arrivati fin laggiù … dove l’enigma e la magia dell’Uomo si esprimono per volersi elevare a un Dio, attraverso templi, piramidi probabilmente tombe, iscrizioni e sculture misteriose.

Apro gli occhi, dopo aver riposato qualche ora in volo (cosa che raramente accade) grazie al fatto che avevamo posti liberi accanto a noi e Lo vedo.

E’ LUI… IL MIO IVO…….. anch’esso con un viso rilassato in uno stato onirico… non è un Sogno quindi, è l’inizio di un nuovo viaggio…il Nuestro Comienzo.

SIAMO IN MESSICO….AHÌ AHÌ AHÌÌÌ…

Il volo Neos è stato buono. Sbrighiamo le formalità all’int. Airport, con annessa interminabile coda di massa italica giunta per crogiolarsi a Cancun e prendiamo R1 un bus ADO che ci porta nel pueblo dove abbiamo prenotato solo la prima notte. Ci orientiamo per le viuzze chiuse ad U e subito dopo ci spostiamo verso la zona hotelera con gli alberghi sfavillanti per renderci conto del compromesso che questa città ha dovuto accettare per sopravvivere.

Ce lo confermano a più riprese anche i vari autisti, camerieri , lavorantes…. Qui a Cancun i gringos (americani) portano soldi = lavoro = sopravvivenza, ma amano anche riproporre esagerate scenografie. Il susseguirsi di mega hotel e ristoranti sul lato spiaggia hanno stravolto la figura del piccolo villaggio di pescatori che era fino a 30 anni fa, trasformandolo nell’odierna capitale della vita notturna. E’ ormai sera quando camminiamo verso La Isla, centro commerciale pieno di negozi e bar, solo luci e grandi insegne, tutto un po’ pacchiano, finto. Io e Ivo ci rendiamo subito conto che non è il nostro modo di intendere il Viaggio… ci fermiamo per cena sul lungo mare e ritorniamo al pueblo che è ormai notte.

L’indomani ritiriamo l’auto una Tiida Nissan arentada dall’Italia, pronti per viaggiare liberi… NON avremo orari, tour organizzati nè piani precisi. Abbiamo il senso di NOI, la mappa e l’idea , la voglia dell’Andare.

Tagliamo la Carretera Federal Mex 180 direzione Valledolid, la prima cittadina sonnecchiosa che si incontra per fare tappa a Chichen Itza, verso Pistè. La città si presenta nell’avvenenza del suo aspetto coloniale, lontana dal turismo di massa, decisamente tranquilla. E’ sede di un pittoresco mercato indios, della magnifica chiesa di s. Bernardino e del convento di Sisal. Vogliamo vedere il “ ns. primo cenote” lo Zaci che è abbastanza trascurato e sporco cosi passiamo al Cenote Dzitnup…

Un vero trionfo della natura...

Qui stalattiti e stalagmiti di calcare si avvinghiano a ridosso dell’acqua dolce nel bacino sotterraneo, illuminato con una sola apertura naturale sul soffitto da dove filtra aria e luce. Impossibile non fare le foto e il bagno, sembra di nuotare sospesi nel vuoto, l’atmosfera è surreale, cosi come le luci e il silenzio che ci circondano.

Raggiungiamo Chichén Itzà, per assistere allo spettacolo “suoni e luci” della sera, che ripercorre la storia del sito e la fusione del popolo maya con quello tolteco. Subito appare semi-illuminato il Castillo che si misura imponente davanti agli sguardi meravigliati, di noi, pochi ma ingordi, visitatori serali. Ormai da qualche anno è proibito salire in cima alla scalinata, dove c’è il trono reale del giaguaro rosso incrostato di conchiglie e giada, possiamo solo immaginarlo... e a volte l’immaginazione aiuta

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Commenti
  1. Illy27
    , 23/6/2012 01:22
    Il vostro diario di viaggio, così autentico ed intenso per il senso che avete saputo dargli, sa regalare grandi emozioni. Grazie!
  2. Illy27
    , 23/6/2012 01:21
    Il vostro diario di viaggio, cosi autentico e intenso per il senso che avete saputo dargli, sa regalare forti emozioni. Grazie!

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